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martedì 8 maggio 2012

Nel "tunnel" di Rai Yoyo

- C'è qualcosa che non va in me... - bofonchia perplesso Babbo Ale salendo le scale.
- Cos'è successo? - domando preoccupata.
- Ho acceso la tv e mi sono messo a guardare "L'albero azzurro". Il problema è che ero solo, la bimba era col suo nonno.
- Succede, succede.
- Poi prima ho guardato "Lulù Brum Brum", ma quello l'ho guardato consapevole di farlo, invece durante "L'albero azzurro" non ero consapevole...
- Vuoi rilassarti un po' sul letto? - gli chiedo con dolcezza.
- No, ormai finisco di vedere cosa fa Dodò...Lo sai che Lulù si è fidanzata con il coniglio Servenulla???
 - ...

(voce fuori campo della Gu)
- Certo che un figliolo ti può rivoluzionare davvero la vita...

Lulù Brum Brum e i suoi amici

martedì 17 aprile 2012

numeri da circo

Il momento della pappa ricorda il circo Orfei: giocolieri che si passano libri e pupazzi di gomma da una mano all'altra per intrattenere il pubblico (te), trapezisti che si lanciano dalla cucina al salotto con piatti e bicchieri, domatori di una leoncina aggressiva che se non sei veloce nel ritirare la mano che impugna il cucchiaio ti stacca le falangi con un morso, pagliacci che fanno mille smorfie e risolini isterici, inscenando patetici sketch comico-demenziali pur di far divertire la spettatrice...
Eh sì, la casa si trasforma nel tendone del circo, mancano solo gli elefanti e il mangiatore di fuoco (ma non ti salti in mente di dire a nonno Puma che adori i numeri degli sputafuoco, si munirebbe subito di paraffina liquida e torcia e inizierebbe a scolarsi combustibile liquido fino a restarci secco!).
Dopo la pappa serale è l'ora dei cartoni su Rai Yoyo: ce n'è per tutti i gusti, dall'elefantino Dixiland alla macchina da corsa Roary, passando per le avventure del tenerissimo BabyJake e le canzoncine della Melevisione.
Dopo i cartoni è l'ora della nanna: ti preparo per la notte (pannolone pulito, pigiamino) e mi infilo sotto le coperte con te. In un attimo, ecco arrivare anche babbo.
Iniziamo col farti tenere carezzine sulla pancia e sui capelli, ma tu schizzi in piedi sul letto e cerchi di scendere. Babbo ti acciuffa per il pigiama e ti sistema accanto a sé. Nel silenzio, un urlo angosciante:
-Uaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!
- Che ti prende, babbo?
- Bi ha dato uda gidocchiata del daso!!!
- E che vuoi che sia! A me invece ha appena mollato una testata sotto il mento, tipo uppercut!
Silenzio. La pace si diffonde nella stanza... 
- Uaaaaaaaaaaaaaa!
- Ancora?!?!?
- Mi ha dato un calcio in bocca...menomale non avevo messo la lingua in mezzo ai denti altrimenti me la mozzava.
Tra calci, pugni, ginocchiate e testate, ecco che il sonno ti mette ko.
- Senti che silenzio, Ale? Se l'è portata via Morfeo, tra le sue braccia.
- Sono geloso di questo Morfeo...

martedì 14 febbraio 2012

Chicco

,Non è pubblicità alla nota ditta per bambini, bensì la parola in patese per "dente".
Il patese, infatti, è una lingua in continua espansione: dai semplici "mamma", "babbo", "gnogno" e "gnogna", negli ultimi mesi il passaggio a molte altre espressioni talvolta incomprensibili è stato rapido e inaspettato.
"Puppo", detto sottovoce come se fosse un segreto, è il tuo modo di dire "ciuccio" (funzione conativa secondo Jakobson), mentre "uaua" è l'acqua, ma a volte anche il latte. "Nana" è la banana e "cocco" il biscotto, e adesso...eccoci arrivati al "chicco".
Con la dolorosa e tutt'altro che precoce comparsa dei tuoi primi dentini, hai coniato questo neologismo della lingua patese, nato dall'esigenza di applicare una funzione spiccatamente emotiva.
Adesso che la dentizione ha faticosamente preso il "via", i chicchi spuntano come funghi da un giorno all'altro, ma al contrario di quanto pensassi tu sei molto più tranquilla e non lanci più urla primordiali battendoti il petto come un gorilla.
Proprio ieri pomeriggio, mentre ti stavo dando la merenda, hai annunciato l'arrivo di un nuovo incisivo in modo molto chiaro e risoluto:
- Mamma?
- Dimmi, amore. (Sullo sfondo, Lupo Lucio della "Melevisione" che sbraita all'indirizzo del folletto Milo Cotogno)
- Chicco.
- Vuoi mangiare un altro biscotto? (dimenticando che in quel caso, semmai, avresti detto "cocco")
- Gnò, mamma. C-h-i-c-c-o.
- Ahh, ti è spuntato un nuovo dentino!
- Tì. (portandoti le mani alla bocca)

- Ecco! Poverina...ti fa male?
- Gnò, mamma.
- Bene, allora continuiamo a pappare lo yogurt e a vedere cosa combinano quelli della "Melevisione"?
- Mh. Dà, dà! (traduzione: "Okay. Dammi, dammi!")

Il patese si sta trasformando; da semplici parole, a goffi tentativi di formulare una breve frase.
Piccole Pati crescono...

mercoledì 18 gennaio 2012

L'invasione di Hello Kitty

Prima di diventare madre la conoscevo solo per sentito dire e qualche rara volta la vedevo di sfuggita nei negozi di giocattoli per bambini o sulle magliette delle adolescenti.
Se per caso una ragazzina mi chiedeva, sognante "Conosci Hello Kitty??", io rispondevo, storcendo il naso "Ma chi, quella gatta senza bocca e con una testa larga e grossa come un televisore? No, l'ho vista due o tre volte, ma mi fa orrore".
Qualcuno mi aveva avvisata:
- Vedrai, vedrai quando nascerà la bambina! Quella gatta con un occhio a Genova e uno a Ravenna te la ritroverai OVUNQUE!
Ebbene, la profezia si è avverata: tu, mia figlia, hai appena spento la prima candelina e già sei una fan accanita di Hello Kitty. Tutto inizia una mattina, di fronte al cartone animato "Il teatrino delle fiabe di Hello Kitty", trasmesso da "Cartoonito". Colpo di fulmine: dopo il primo sguardo, già senti di amarla. La lovestory continua nel tempo, diventi sempre più Kitty-dipendente.
Per placare le tue ire, conoscendo il rapido effetto calmante che esercita su di te la "gatta senza bocca" ti abbiamo comprato, nell'ordine:
1) Costruzioni colorate per creare, a piacere, abitazioni per Hello Kitty (è inimmaginabile l'entusiasmo dei genitori mentre danno vita alla casa delle vacanze di Hello Kitty, una torre di cinque pezzi con l'immagine di un ananas da attaccare sulla porta)
2) DVD di Hello Kitty con le sue storie natalizie avvincenti quanto l'accoppiamento dei canarini su "National Geographic"
3) Pupazzo media grandezza con le sue sembianze
4) Pupazzo maxi più alto di te che faceva parte dell'allestimento di una cameretta del Mercatone Uno (la cassiera mi ha guardata subito con compassione quando sono arrivata con un pupazzo che a malapena stava dentro il carrello, ma se ha figlie femmine sono certa che non si sarà stupita più di tanto.)
5) Costume da Carnevale di Hello Kitty

Insomma, una vera e propria invasione.
Tuttavia, devo confessarti che anch'io sto cadendo poco a poco vittima della dolcezza di quella gatta dagli occhi distanti e spaventati. Del resto, per me, ciò che ami tu acquista immediatamente più fascino.

venerdì 6 gennaio 2012

Natale col pinguino

Essere genitori significa fare ingresso in un mondo che c'è sempre stato, ma che tu, prima di avere un figlio, nemmeno sapevi che esistesse: il mondo di Pingu, della Melevisione, di Makka Pakka e la sua trombetta, del Postino Pat e del suo gatto Jess, del tenero Dixieland, di Rosie e i suoi amici, di Bear nella grande casa blu che ogni sera dedica una canzone alla sua amica luna...e l'elenco potrebbe continuare ancora a lungo.
Per le feste di Natale, Rai Yoyo ha regalato ai suoi spettatori un corto d'autore veramente commovente: "Natale col Pinguino". Musiche bellissime, una storia che è un vero e proprio inno all'amicizia, un po' di apprensione e di angoscia per il piccolo pinguino sfortunato e, infine, un sospiro di sollievo: l'happy ending, seppur insperato, arriva puntuale e riempie i cuori di speranza.
Una trovata davvero riuscita. Guardate il video e dopo, scommetto, anche i meno romantici si scioglieranno (per me non è stato difficile...).

martedì 20 dicembre 2011

Una trombetta per la Pati

 - Gnò! Gnò! Gnò!!! Mamma! Babbo! Gnogno Geggio!!! Gnogna!!
Tremolante e cerea in volto, ti allontani dal televisore e corri ad abbracciarmi. Sospettosa, osservo lo schermo; ecco spiegato il tutto: Makka Pakka de "La foresta dei sogni" ha fatto la sua comparsa.
- Da un mesetto circa la Pati sussulta quando vede quella brutta copia di E.T. - sospiro, guardando tuo padre che sorseggia il caffè.  
- Me ne sono accorto. Quando Makka Pakka suona la trombetta, poi, scoppia persino a piangere e corre a cercare conforto aggrappandosi alle mie gambe.
-Come possiamo fare?? - domando, afferrando il telecomando e spegnendo di botto il televisore.
- Dobbiamo mitridatizzare questa sua paura comprandole una trombetta uguale a quella di Uakka Makka - consiglia il Puma protettivo, affrontando con inusuale disinvoltura la pronuncia di una parola "scioglilingua" come "mitridatizzare", ma inciampando nel bizzarro soprannome del personaggio del cartone animato (non si può pretendere troppo).
Un tuo regalo di Natale, quindi, sarà probabilmente una trombetta come quella di Makka Pakka (seh, e chi la trova??) , ma un tuo "zio" (gli "zii" sono tutti gli amici più cari della tua mamma) ha avuto prima di noi l'idea di avvicinarti al mondo degli strumenti a fiato, infatti vorrebbe regalarti presto un sassofono per bambini.
A questo punto mi chiedo: a quando la batteria con l'autografo di Ringo Starr e la chitarra elettrica firmata da Brian May??


mercoledì 7 dicembre 2011

Cartoonite 2

- Guarda come le piace guardare i cartoni animati, è proprio incantata! - gongola babbo Ale giocando con le tue codine castane attraversate da morbidi riflessi biondi.
- Eh sì. Questo "Cartoonito" è diventato il leitmotiv di ogni serata, e devo dire che alcuni cartoni sono proprio carini...Ora, per esempio, va in onda "My Little Pony", la versione moderna di "Mio Mini Pony", il cartone animato che guardavo ogni giorno da piccola! Negli anni '80 è stato un vero e proprio must per le bambine!
Nonno Puma sorride, compiaciuto; la sua nipotina si sta divertendo. Chiunque conosca abbastanza bene il Puma, sa che ogni tanto precipita in una preoccupante dislessia, dalla quale - fortunatamente - si riprende subito.
- Vai, amore, guarda "My Little Tony"...

Perché stupirci??
Dopo un episodio come questo, datato probabilmente 2008...

- Ecco, tieni il check-up, spalmalo sulle patatine!
- Ketchup, babbo! Non "check-up"!
- Ho detto veramente così??? Hahahahaha!

...potevamo forse aspettarci qualcosa di diverso?

domenica 4 dicembre 2011

Cartoonite

Quando due diventano genitori entrano a far parte di un mondo nuovo, fatto di foreste incantate, conigli che mangiano la marmellata, orsacchiotti che ballano, canzoncine allucinogene...
La "cartoonite" è un disturbo congenito che colpisce madri e/o padri di bambini che guardano i programmi di "Cartoonito", canale presente sul digitale terrestre. Basterà passare un'ora al giorno per due mesi di fronte a "Baby Looney Tunes" e "Il trenino Thomas" e questi, assieme al camioncino Chuck, si ripresenteranno nella notte durante la fase REM, accompagnati dalle loro sigle martellanti. Li vedrai correre, cantare, rincorrersi...il tutto fino a farti perdere completamente il sonno.
Attenzione: tutto ciò, come se non bastasse, si verifica anche durante la giornata. Ti stai arrovellando il cervello per ricordare le cifre di un numero di telefono?? Ti torna in mente la sigla del trenino Thomas.
Devi portare a termine un compito oneroso? Ecco che ti si parano davanti i Baby Looney Tunes. Sei stanco/a e avresti bisogno solo di liberare la mente e rilassarti?? Hello Kitty è lì che ti aspetta, ben nascosta in un angolino del tuo cervello e pronta a farti "tana" non appena ti addormenti.
A proposito di lievi degenerazioni cerebrali causate da canzoni per bambini, mi ricordo che un giorno, mentre camminavo verso la mia facoltà, vidi uscire dall'ospedale alcuni dottori ancora in camice, diretti probabilmente verso il bar per la pausa caffè.
Uno di loro, brizzolato e sovrappensiero, lo sguardo perso nel vuoto, mentre i colleghi discutevano di una colecistectomia, intonò improvvisamente "Il coccodrilloooo comeee faaa, pa pa pa pa paa...".
All'epoca non ero ancora diventata mamma, perciò la cosa mi sorprese e pensai subito "Quel tizio non deve avere le rotelle tutte a posto".
Invece, adesso anch'io ho provato sulla mia pelle cosa significa uscirsene da una cena tra amici con la sensazione di avere Bugs Bunny sulla spalla che mordicchia una carota e ti dice "Mi sono proprio divertito stasera".
Povero dottore brizzolato, non eri matto, eri "solo" un papà.

sabato 5 novembre 2011

La "pumite"

Il nome lì per lì non ti dirà niente, ma se lo analizzerai a fondo capirai che deriva da "puma", e "Puma" è il soprannome di nonno Geggio.
La pumite è un raptus violento che ti prende soprattutto sul far della sera, quando in realtà dovresti dormire. Ad occhi sbarrati, cerchi disperatamente la sagoma di nonno Puma che a momenti scompare per ritirarsi nella sua "tana" (la camera-studio al piano di sotto).
La tv è sintonizzata su "Cartoonito", ogni sera trasmettono lo stesso cartone animato con protagonisti dei pupazzi che ricordano un po' i Teletubbies, un mantra per favorire il sonno dei più piccoli. Recita più o meno così:
- Fate la nanna, Pontipines...e tutti adesso fanno la nanna...Upsy Daisy, Makka Makka e Tombliboo fanno la nanna...ma...cosa vedo???Attenzione! C'è ancora un bambino che non sta facendo la nanna! Iggle Piggle! - e a quel punto, mentre tu rimani immobile in venerazione al cospetto del pupazzo ribelle, io e nonna commentiamo: "Ecco, il tuo nuovo soprannome sarà Iggle Piggle! Sei come lui, non vuoi mai andare a letto la sera!".
Alla parola "letto" scatta la pumite: in nonno sai che trovi sempre un alleato, sai che ti giustifica ogni malefatta, che ti fa da "palo" in ogni situazione. Affetta da pumite acuta, gattoni verso il nonno e inizi a frignare, a lamentarti, comunicandogli in gergo che hai bisogno di aiuto. Complice e protettivo, il Puma ti prende in braccio e inizia a farti girare per la stanza. Tu sghignazzi tutta soddisfatta, nel frattempo anche Iggle Piggle è andato a letto e il cartone animato si conclude con un quadretto idilliaco molto poco realistico di tutti i pupazzi che ronfano felici.
Iggle Piggle

venerdì 28 ottobre 2011

Techno-baby

Da un po' di tempo ho come l'impressione di avere in casa un piccolo ingegnere elettronico con un gusto perverso per i pulsanti: accendi e spegni il televisore, fai partire il lettore dvd, premi "play" e azioni il videoregistratore che ormai ha l'età di tua madre, poi in una frazione di secondo - il tempo di intravedere un fotogramma del video - hai già premuto "stop" ( inutile dire che ormai siamo rassegnati a vedere i film a frammenti).
I tuoi cartoni animati della Disney prima li seguivi tutti dall'inizio alla fine senza interruzioni e anch'io potevo rilassarmi accanto a te e guardarli in pace, adesso invece ogni dieci secondi gattoni verso il registratore e premi "stop", oppure - peggio ancora - spegni direttamente la televisione, girandoti poi verso di me con aria trionfante.
Ieri sera hai scoperto il piacere proibito del tasto di accensione del computer. L'hai premuto e...tac, s'è spento tutto di colpo. Ovviamente ho perso i dati non ancora salvati, ma una mamma sopporta questo ed altro.
A proposito di computer, qualche mese fa stavo parlando su Skype con tuo padre e non immaginavo che tu potessi afferrare la tastiera e combinare disastri, invece ti sottovalutavo: così, di punto in bianco, dalla mite creaturina di quattro mesi che si lascia cullare tra le braccia della sua mamma, ti sei trasformata in una belva assassina programmata per distruggere il mio computer, hai preso la tastiera, l'hai sollevata con una forza inaudita, l'hai lasciata ricadere e con le manine hai percosso a caso tutti i tasti che ti sono capitati a tiro.
Inorridita, ho guardato il monitor e ho cercato di richiudere le oltre trenta finestre che si erano aperte dopo il tuo "passaggio" ma queste, purtroppo, durante i miei tentativi di porre fine al disastro, si moltiplicavano senza pietà. Inoltre, sul desktop lampeggiava la scritta "ricerca virus in corso..." e Firefox era sintonizzato sull'opzione "Avvia navigazione anonima" (!).
Niente da fare, sei l'Attila dei computer, dove passi te non c'è più speranza per un pc.
Ancora un po' di tirocinio (chissà quanti documenti word mi spariranno) e l'informatica per te non avrà più misteri...

venerdì 9 settembre 2011

BIANCANEVE E I SETTE NANI: MA...PERCHE’ IO NE HO VISTO ANCHE UN OTTAVO??

Da un mese, durante il pomeriggio, ti addormenti soltanto di fronte al cartone animato di Biancaneve.
La routine è giusta e necessaria in certi casi, lo dicono tutti, chiunque è concorde con la teoria che con i bambini “repetita iuvant”, e io...mi sono attrezzata: registratore, telecomando, videocassetta VHS ormai usurata ma sempre godibile.
Ogni pomeriggio è all'insegna della Disney.
Il cartone animato di Biancaneve è un classico degli anni ’30, ispirato alla fiaba dei Fratelli Grimm. La storia tutti la conosciamo: Biancaneve è una deliziosa principessa che vive con una matrigna che probabilmente non ha molti interessi nella vita, se il suo unico passatempo è quello di preparare mele avvelenate e consultare lo specchio magico per farsi gli affari degli altri (non esisteva ancora Facebook, altrimenti avrebbe usato quello).
Biancaneve è bella, dai modi gentili, ma con il QI di una cimice (non me ne vogliano le cimici). Quando arriva la matrigna trasformata in vecchietta lei non pensa neppure per un istante che ci possa essere una trappola, apre la porta sorridente e la fa entrare! Non è tutto; pochissimi giorni prima Brontolo (il nano misogino che pensa che tutte le donne siano perfide) la aveva avvertita che correvano voci strane sul conto della matrigna:  "Attenzione, è maestra di magia nera! Riesce persino a rendersi invisibile!".
Ora, nella casetta dei sette nani non ci capitava più un cane da non si sa quanti anni, un mattino arriva una vecchietta che vuole a tutti i costi rifilarle una mela...possibile che a Biancaneve non sia venuto il sospetto che ci potesse essere un pericolo in agguato??
Alla fine del cartone animato, poi, ci sono rimasta veramente male (da piccola non avevo notato niente): arriva il principe, bacia Biancaneve, lei si sveglia, monta sul cavallo bianco, fa un tiepido saluto ai nani e se ne va. Mah. Poveri nani, si sono sbattuti per farti una bara di cristallo e ti hanno vegliata giorno e notte per non si sa quanto (nelle fiabe il tempo trascorso è sempre un'incognita)...potresti essere anche un minimo riconoscente, visto che vai a vivere in un castello e non in un tugurio: porta con te anche loro!
La cosa che mi preoccupa di più, comunque, è un'altra: dopo cinquanta visioni del film, comincio ad avere le allucinazioni. Prima notavo solo i personaggi principali, il castello, il bosco, la casetta dei nani e gli animali della foresta, adesso so perfettamente di che colore è il cappello di ogni nano, le battute di ogni personaggio almeno fino a metà film, non riesco più a togliermi dalla testa la colonna sonora, e sono arrivata a vedere persino un ottavo nanerottolo che ogni tanto fa capolino da un cespuglio. Credo che tra non molto passeremo alla Sirenetta, sperando di non vedere sedici tentacoli a Ursula.