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venerdì 27 aprile 2012

Tutta la verità su noi mamme

Noi mamme non siamo ciò che sembriamo, ovvero dei mostri crudeli che hanno dimenticato gli amici perché ormai interessate solo ai nostri marmocchietti perennemente fradici di pipì.
La verità è che non abbiamo neppure più il tempo per andare al bagno, figuriamoci per alzare la cornetta e fare un saluto ad un'amica. Lo so, lo so che sembra davvero impossibile e pretestuoso, ma finché una persona non prova non può capire. Anzi, personalmente ho avuto la fortuna di trovare amici che, pur non avendo ancora un figlio e famiglia, hanno capito tutto e si sono rassegnati a vedermi e sentirmi "a singhiozzo".
Tutto questo, parlando con le altre mamme, è apparso del tutto normale.
Un'altra cosa che ho notato è che una mamma è sempre sotto la lente d'ingrandimento: una sua minima defaillance nel chiudere il passeggino, un pianto troppo forte del figlio, il figlio che non dorme o che dorme troppo, che viene sgridato troppo o troppo poco...insomma, le critiche si sprecano.
L'altro giorno una mia amica si lamentava con me perché al supermercato suo figlio aveva rovesciato il sacchetto della spesa e una signora di una certa età l'ha ripresa come una scolaretta, sentenziando ad alta voce:
- Alle mie mani non avrebbe fatto così...Ah, queste mamme di oggi non hanno testa, hanno da pensare ad altre cose! (altro meraviglioso luogo comune)
Un'altra volta mi è stato raccontato da un'altra mamma che, al ristorante, il suo bambino di due anni piangeva e lei non riusciva a calmarlo; dopo dieci minuti un signore che era seduto accanto a  lei si alzò urlando:
- Se non riesce a farlo smettere entro cinque minuti chiamo il padrone e regoliamo i conti!
Capito che situazione??
 Tutti pronti a giudicare nei minimi dettagli un mestiere che è anche molto stressante e non solo appagante come potrebbe sembrare.

Se, oltre ad essere mamma, sei una GIOVANE mamma, allora sei spacciata, ti tacceranno sempre di inesperienza, di impreparazione, eccetera eccetera eccetera.

L'amore per un figlio è il più grande e totalizzante che esista al mondo, perciò in quello che facciamo per i nostri cuccioli ci mettiamo sempre tanta passione, tanta energia, ma se per una volta non riusciamo ad aprire il passeggino può anche darsi che siamo stanche; per (in?)spiegabili ragioni, infatti, il sonno non è più quello di una volta, anche se il piccolo riposa beatamente fino alle 10 del mattino successivo.

Un gioco per le mamme che leggono questo blog: provate a chiudere gli occhi e a ripensare alle critiche che avete ricevuto durante tutta la vostra vita da genitori. Se volete, scrivetemi pure ciò che vi è successo, raccontate le vostre disavventure.

Siamo fallibili, è vero, ma non poi così tanto imperfette...



martedì 17 aprile 2012

Le "miama"

Hai scelto un nome per chiamare le margherite che è una vera e propria poesia: romantico, evocativo, dolce come il tuo animo di tenerona a cui brillano gli occhi se solo sente pronunciare la parola "amore".
Infatti, ad una prima occhiata, sembri una piccola tedesca imbronciata e severa, ma sotto quel body rosa batte un cuoricino smielato, pronto ad innamorarsi di un fiore incontrato per strada, di un gattino che fa le fusa, di un pesciolino in un acquario...
A proposito di fiori, ecco che hai scoperto da poco le margherite. Il loro nome, forse troppo lungo ed articolato, lo hai cambiato in "miama", dal famoso giochetto di strappare i loro petali ad uno ad uno dicendo "m'ama...non m'ama...". 
Perciò, adesso non passa giorno che non ti fermi per la strada ad osservare, rapita, una piccola margherita. Con aria estasiata, la cogli, la porgi a chi ti sta vicino e sospiri "Miamaaaaa...".
Non è difficile, nel cuore della notte, udire la tua vocina sottile che pronuncia un flebile "miama".
Chissà, forse starai sognando di addentrarti in un prato di margherite, le codine castane al vento e le guanciotte rosse per l'emozione. Ho deciso che stanotte, mentre anch'io starò dormendo, entrerò nel tuo sogno, ti prenderò per mano e mi farò condurre in quel prato fiorito insieme a te. Quando saremo laggiù io e te da sole, coglierò la margherita più bella, te la regalerò e ti risponderò "Ti ama. Ti ama tanto".
E so che capirai.

lunedì 19 marzo 2012

intervista doppia impossibile

INTERVISTA DOPPIA  MAMMA/PATI

Soprannome?
MAMMA: Minzalconien, da abbreviare in Minzi (storpiatura di una miscela chimica, il benzalconio...le reminescenze di chimica del Puma sommate alla sua fervida fantasia danno questi risultati )
FIGLIA:  Pati (da "patata")

Età?
MAMMA: 27 anni freschi freschi (sob)
FIGLIA: 15 MESI ancora da fare (tiè!)

La cosa più bella del mondo?
M: la mia cucciola, il suo odore, i suoi bacetti...
F: buttare all'aria tutte le cose che trovo e dare i bacini alla mamma

La cosa più brutta?
M: Vedere la Pati che piange di sofferenza quando mette i dentini o le fa male il pancino
F:  Mettere i denti o avere bua al pancino.

Dormite insieme?
M: Sì, dalle due di notte in poi fino al mattino la Pati torna a dormire con noi.
F: La sera mi addormento nel lettone con mamma che mi racconta le storielle, poi verso le due o le tre di notte mi risveglio e mi ritrovo tutte le volte, stranamente, nel mio lettino, allora protesto e mi faccio rimettere nel lettone. Non hanno ancora capito che ho scoperto il loro gioco, questi ingenui...

Latte materno o artificiale?
M: Materno fino al primo mese compiuto, poi ho avuto una gravissima mastite e non ho più potuto allattare al seno, così sono passata all'artificiale.
F: Boh, che ne so, mamma la sera prende una scatola, un cucchiaio, preleva della roba e la butta in un biberon pieno d'acqua. Il mattino dopo, fa la stessa cosa. io l'ho sempre vista fare così...Seno?? Cos'è il seno?

Lasciamo stare...A che età hai iniziato a dire qualcosa di più rispetto a "mamma"?
M: dieci mesi
F: sette mesi (tiè!)

A che età hai iniziato a camminare?
M: 13 mesi
F: 11 mesi...mi ero stufata di gattonare, volevo vedere il mondo da un'altra prospettiva...e poi l'uomo è bipede, mica striscia!

Per dormire, ninna-nanna o librino?
M: librino oppure racconti inventati da me
F: ah, non era vera la storia del gatto Biagio?? Millantatrice! Comunque la ninna-nanna me la canto da sola, se devo aspettare 'sta qua che si addormenta prima di me sto fresca...
M: ...e sei anche estremamente intonata, con quella vocina dolce (ride)

I maggiori pregi dell'altra?
M: Magnetica, carismatica, generosissima...troppo forse, tenera, buona e avrà tanti corteggiatori se si mantiene così carina.
F: Mi fa ridere tantissimo, gioca volentieri con me, è fantasiosa, canta tantissimo e mi prepara pappe gustose.

I difetti?
M: Testarda, capricciosa, lunatica, a volte passa la giornata a lamentarsi e non sa neppure lei perché. Al cambio del pannolone mi disintegra!
F: Non ha molto senso pratico, è un'artista "nelle nuvole", si preoccupa troppo per me, ma io so badare a me stessa, sissignori! Ho più di un anno, dopotutto!

Il primo pensiero quando vi siete viste per la prima volta dopo il parto?
M:"Eccoti, finalmente ti ho conosciuta! Oddio, quanto sei bella!"
F: "...Ma che diavolo ci faccio qua?? E questa chi è?? Ommammaa quanta luceee!!!!! Spegnete un po' di lampadine, che così mi accecate! Ma chi me l'ha fatto fare di uscire?? Voglio tornare alla mia vitaaaa uterinaaa!"

Sogno nel cassetto?
M: Mandare la mia cucciola allo Zecchino d'Oro
F: Mandare in tilt il lettore dvd. L'altro giorno c'ero quasi riuscita, ma ha squillato il telefono e sono stata interrotta.

C'è qualcosa che vorreste dire l'una all'altra? 
M: Sei la mia finestra sull'oceano
F: Sei un ottimo poggiapiedi per la notte...

mercoledì 7 marzo 2012

Una cozza attaccata al suo scoglio

Reduce dal subdolo vaccino "morbillo, parotite e rosolia" i cui effetti si fanno sentire solo a distanza di una settimana circa, sei pallida, assonnata, mangi controvoglia, intoni lamenti strazianti, ti rotoli in terra mugolando, non sembri neppure più la stessa Pati.
Una mamma può resistere mezza giornata, un giorno intero, mettiamo pure un giorno e mezzo (seppure stringendo i denti e ripetendo come un mantra "Tutto passa, tutto passa, domani è un altro giorno", parafrasando il Rossella 'O Hara pensiero), ma allo scadere dei due giorni di abbrutimento "post-vaccino" l'istinto di protezione ha il sopravvento su tutto.
Il secondo giorno di agonia non ne vuoi sapere di addormentarti dopo pranzo, sembri posseduta e ti contorci roteando gli occhi come la bambina de "L'esorcista" mugolando "Oioi...oioi...oioi..." (tipica espressione toscana di dolore, comunemente usata dagli anziani per lamentarsi dei loro acciacchi). Dopo averti sentita piangere per un'ora e mezzo di seguito come facevi quando avevi due mesi ed eri in preda alle colichette, ti ho sollevata dal passeggino, ho preso una coperta, ti ci ho avvolta come un neonato di poche settimane, mi sono semisdraiata sul divano, ho appoggiato la tua testolina sul mio petto, ti ho cullata canticchiando una sorta di ninna-nanna strascicata, ho chiuso gli occhi e ti ho tenuta così da mezzogiorno e mezzo fino alle due, senza muovermi di un centimetro per paura di svegliarti. Verso l'una e mezzo, nonna Laura è venuta a chiedermi se avevo fame e le ho risposto sussurrando "Sì, ma non posso e non voglio muovermi di qui". Nonna Laura, che è pur sempre mia mamma come io lo sono di te, ha avvertito forte forte il desiderio di proteggere sua figlia e mi ha portato il pranzo imboccandomi mentre io continuavo a dondolarti e a tranquillizzarti.
Ecco, lì ho capito meglio cosa significa "amore materno": rinuncia (non avrei neppure mangiato se non fosse stato per nonna Laura che mi ha portato il cibo davanti al divano), istinto primordiale (provato anche da tua nonna vedendo me, sua figlia, intenta a fare lo sciopero della fame seppure in nome di una giusta causa), annullamento delle proprie esigenze di fronte a quelle di un figlio, una tenaglia stretta intorno al cuore quando il figlio esprime anche un minimo malessere.
Lì, con te sul mio petto, ero come una cozza attaccata al suo scoglio, un'edera incollata al tronco di un albero.
Io. Te. La forza dell'amore che straripa come un fiume in piena, l'incapacità di ascoltare il tuo dolore, le orecchie che fanno male mentre tu piangi di quel pianto sommesso che solo febbre o tristezza possono provocarti.
Tu, il mio piccolo pesciolino che sbatte le pinne per riprendersi e tornare a sguazzare nel mare, il mio gattino intirizzito e bagnato fradicio che cerca riparo di notte, sotto un portone, durante un temporale.
Ti amo, piccola mia e, come cantava Battiato, "(...) sei un essere speciale ed io/avrò cura di te". 

giovedì 16 febbraio 2012

Le parole vietate

Da quando una minuta cosina di plastica dalle guanciotte tonde e colorite è entrata nella tua vita, il tuo istinto di protezione è aumentato ancora di più. Prima ti limitavi a prenderti cura di noi genitori e dei tuoi nonni, imboccandoci a tavola e facendoci i massaggini alle caviglie quando eravamo stanchi.
Ora, è arrivata "Mamma".
Lei è la tua bambola parlante della marca "Bimbo" (disponibile anche su eBay, leggo), da te ribattezzata "Mamma" perché, con voce stridula e cantilenante, ripete "Mammaa, cantiamo insiemeeee??", "Sei la miglior mamma del mondooo", "Mamma, ti voglio beneee".
"Mamma" è dotata di biberon, orsetto, maglietta, giacchina e tre pulsanti: uno sullo schiena per l'accensione e lo spegnimento, uno sulla pancia per farla parlare e uno sulla mano destra per attivare una canzoncina. 
La sera, all'ora della nanna, non ti addormenti se accanto a te non c'è lei, la tua bambina, e anche al momento del sonnellino pomeridiano, nel passeggino deve esserci anche "Mamma", altrimenti rifiuti categoricamente di dormire e strilli inferocita.
Ma ciò che sta mettendo tutti noi in grandissima difficoltà è il problema delle "parole vietate".
"Mamma" infatti, come ho già detto poco fa, pronuncia alcune frasi che tu hai ormai imparato perfettamente a memoria. Ogni volta che qualcuno usa queste frasi, subito ti viene da pensare a lei, e se lei non è lì con te sono urla a non finire.
Inoltre, a complicare ulteriormente le cose, c'è questo aspetto: il lessico della tua bambina, sebbene ridotto a pochissime frasi, è di uso pressoché quotidiano, perciò diventa difficile non pronunciare mai frasi del tipo "Ho fame!", "Buonanotte", "Ho sete", sbadigliare o, addirittura, sospirare.
Due giorni fa, mentre eri già nel lettone con me pronta per abbandonarti tra le braccia di Morfeo, gli occhi socchiusi e la bocca semiaperta col ciuccio che pendeva da un lato, istintivamente ti ho sussurrato: "Buonanotte, amore mio".
Non l'avessi mai fatto!!!
Sbarrando gli occhi, hai iniziato a urlare "Mammaaa!! Mamma!!", cercando disperatamente la tua bambola che io avevo nascosto sotto il letto per paura che ti desse noia nel sonno (è pur sempre di plastica, non è certo una comodità tenerla sotto la pancia!).
Morale della favola: di nuovo a far parlare per mezz'ora la "bambola assassina" (per noi sta diventando una specie di incubo, ora capisco chi soffre di pediofobia, ovvero ha il terrore delle bambole).
Quando finalmente hai trovato pace e ti sei addormentata, ho scaraventato in terra "Mamma", il suo biberon, l'orsacchiotto, l'ho spenta premendo il pulsante situato sulla sua schiena, le ho tolto la maglietta e l'ho lasciata lì a dormire mezza nuda.
Un altro episodio? Poche ore fa, mentre dormivi beata nel tuo passeggino, nonno Puma è arrivato vicino a te e si è buttato sulla poltrona, dimenticando che sopra vi era campeggiata la "bambola assassina" che, subito, ha iniziato a mitragliarlo con il suo repertorio: "Mamma, ti voglio beneee", "Ho fame!"...
Ovviamente, tu hai drizzato subito le orecchie e ti sei svegliata gridando "Mamma!" in lacrime.
Il motivo di tutto questo tuo feroce attaccamento nei confronti di "Mamma" si riassume in poche parole: forte istinto materno. L'hai sempre avuto, sin dai primissimi mesi di vita. Sei la mamma ideale, la nutrice perfetta, ami accudire e proteggere.
A soli tredici mesi mi hai già resa nonna di una nipotina.
Di plastica, rompiscatole, statica, logorroica, ma pur sempre "tua".

"Mamma"

sabato 11 febbraio 2012

Manzipata

Ieri sera io e babbo Ale abbiamo preso un dvd a noleggio. Da Videovip, probabilmente, pensavano che fossimo tutti dispersi, dato che è circa un anno e mezzo che non andavamo a prendere un film, ma con una bambina piccola è matematicamente impossibile persino seguire la trama delle puntate di "Geo&Geo", figuriamoci di un film dai contenuti neppure troppo scontati.
Il film in questione è "Immaturi".
La verità è che non è un film banale, bensì ti lascia qualcosa. Esprime poesia, punta l'attenzione su alcune cose che magari non hai mai preso troppo in considerazione, tipo quando uno di loro dice "I figli si fanno con la pancia", intendendo che non vanno troppo progettati altrimenti si finisce per non farli più.
Nel cast c'è anche una bambina di circa nove anni sveglia e "tutta pepe" che ogni tanto lascia sbalordita la sua mamma facendole discorsi leggermente imbarazzanti per la sua età.
Mentre osservo mamma e figlia sullo schermo mi coglie un'improvvisa allucinazione...

Marzo 2020:
- Mamma! Ha detto una ragazza delle medie che è venuta a trovare la sorella che è in classe con me che noi siamo piccine!
- Beh, anche lei mica è grande, se fa le medie...
- Eh...infatti...
(Silenzio)
- Non ti mangiare le unghie!
- No, me le sto pareggiando e basta.
- Mh.
(Silenzio)
- Poi, sai che ha detto?
- No, dimmi.
- Che loro sono seducenti e manzipate.
- E-mancipate, amore. Emancipate.
- Ecco. Ma ha detto che noi non siamo così e che è per questo che i ragazzi non ci vogliono.
- Ma amore, sai almeno cosa vuol dire "emancipata?" Ti sembra un aggettivo adatto a una bambina della tua età??
- No, però se è quello che serve per attirare l'attenzione di quelli della prima media, visto che i nostri coetanei sono tutti degli imbranati, voglio essere manzipata anch'io.

lunedì 6 febbraio 2012

Le "visioni nel futuro"

Da quando sono diventata tua madre, mi capita spesso - non ridere! - di immaginarti improvvisamente ragazza alle prese coi primi amori, donna corteggiata ma selettiva, mamma premurosa e protettiva, nonna dolce e canuta che racconta le favole ai suoi nipotini sistemandosi gli occhialini tondi sul naso, oppure fidanzata, felicemente accoppiata ad un un tipo con cinque anelli al naso e il cavallo dei pantaloni che spazza per terra ad ogni passo, oppure a un ragazzino con un ciuffo di capelli (che, per inciso, gli copre anche la bocca) che infila quindicimila "cioè" in dieci minuti di conversazione, mi dice che Mozart era proprio figo, ma stupido perché poteva almeno fare un videoclip su MTV per farsi pubblicità e infine, guardandomi di sbieco, mi fa: "NONNA...eppure...cioé...anche se sei decrepita, staresti bene con un tatuaggio sulle chiappe!".

Nella migliore delle ipotesi, invece, ti immagino sedicenne, sdraiata sul letto a pancia in giù, intenta a fare la lezione. Busso alla porta, mi dici di entrare, e ti vedo, i lunghi capelli setosi sciolti sulle spalle, gli occhi intensi e scuri, il viso tondo e rosato, lo stesso di adesso.
- Non si fanno i compiti con la musica accesa, quante volte te l'avrò detto??
- Mamma! E piantala! Sei stata giovane anche tu!
- Beh, anche adesso mica sono vec... (la parola mi muore in bocca)
- Sì, vabbè, non sei ancora da buttare. Mamma, poi...ti vorrei parlare di quel ragazzo che...hai capito,vero?
- Quello che ha detto che "Uomini e Donne" è una grande filosofia di vita?
- NO, il suo amico! Ha detto che forse si è innamorato, e...ma io sono confusa...
- Bah, certo che gira con certi elementi...Pensa piuttosto a quel bravo ragazzino, sai a chi mi riferisco?
- Nooo! Quello non mi avrà maiii! Mamma, è una noia mortale! Sai come lo chiamano a scuola, vero? No che non lo sai, altrimenti non me l'avresti neppure proposto...
- Come lo chiamano, sentiamo.
- "Alito di Tombino". Per forza, si ingozza di merendine andate a male, non si lava...
- Mhh...Beh, amore, fai come vuoi, ma ti prego non buttarti col primo che ti fa gli occhi dolci o se ne esce con promesse di matrimonio. Prima studiali, gli uomini.
- Ma io non sono innamorata...però una mia amica è incinta di due settimane e io...ho un po' paura, se poi la "prima volta" succede così anche a me???
- Amore, ti va di parlare un po' con la tua mamma, noi due sole? Abbiamo tante cose da dirci...
- Mh, Okay. Non dire niente a babbo, però!
- Niente. Promesso.

Io e te complici, sghignazzanti, come adesso che mi guardi mentre ti cambio il pannolone e sai già cosa voglio dirti, e io pure leggo nei tuoi pensieri con un'occhiata veloce. Quanto vorrei poter diventare la tua confidente, un giorno...Io che non giudicherò, non criticherò, non ti condannerò, ma cercherò sempre di ASCOLTARTI e farti da guida nelle decisioni della vita. Mi sdraierò accanto a te, ti abbraccerò e, mentre tu ti sfogherai aprendomi il tuo cuore, mi torneranno in mente le cotte adolescenziali, i baci sognati, idealizzati, cantati, ricevuti senza preavviso, le lotte tra ragione e sentimento, le dichiarazioni d'amore goffe, le telefonate attese per ore, i tuffi al cuore, le prime gite con la scuola, i messaggini sul telefonino, gli "squillini" per dire "ti penso" nel cuore della notte...

Io e te, amiche senza pregiudizi, senza barriere. Promesso? Promesso.

giovedì 15 dicembre 2011

Ah, la mamma

-...E quindi mi confermi che LUI era esattamente così?
- Proprio così. Due gocce d'acqua. Del resto, è suo padre, sangue del suo sangue.
- Ahà!! Finalmente è tutto chiaro. Grazie, a presto.
- Ciao.
Con un ghigno malefico riabbasso la cornetta. Mi sento improvvisamente Sherlock Holmes di fronte alla soluzione di un caso. La chiacchierata con la tua nonna paterna ha dato i suoi frutti. Ecco chi è, il "colpevole genetico" - già fortemente indiziato -: tuo padre!
Ma per spiegare il fenomeno dell'attaccamento morboso alla propria madre voglio portarti un esempio linguistico: gli inglesi usano un buffo idioma per designare la categoria dei bambini "mammoni":
"he-she's tied to mother's apron strings ("lacci del grembiule della mamma")", ovvero il nostro "è sempre attaccato alle gonnelle della mamma".
Niente di più vero. Io non indosso la gonna, né il grembiule, ma riesci ugualmente ad incollarti ai miei leggings e ad abbracciare forte i miei stivali con aria supplichevole, quasi a dirmi "Non andare, non lasciarmi sola, non fare come babbo che mi abbandona continuamente!".
Povero babbo, se avesse le ali volerebbe ogni giorno fin qua per farti compagnia, ma tu sei ancora troppo piccola per capirlo e quindi credi che parta perché VUOLE, non perché DEVE.
Il tuo fortissimo attaccamento nei miei confronti mi costringe a portarti sempre con me, a non voltare mai l'angolo senza averti prima presa in braccio. Bellissimo, sì, ma anche molto faticoso. 
Forse è una fase della tua vita legata alla paura dell'abbandono, sulle riviste psicologi infantili e puericultrici dicono che basta un oggetto detto "di transizione" per calmare un bambino, ma neppure il più bel pupazzo o il più morbido orsacchiotto riescono a placare la tua "fame" di mamma, e io devo esserci. Sempre.

mercoledì 14 dicembre 2011

Sonno, questo sconosciuto

La percentuale dei "cattivi dormitori", quelli che si svegliano frequentemente, è del 30% nei primi tre mesi di vita. In pratica è più frequente avere un figlio insonne che trovare una sorpresina particolare nell'ovetto Kinder ("Una sorpresa su cinque/ sarà uno di noi").
Tu sei stata una "cattiva dormitrice" soprattutto dai cinque mesi in poi, con picchi altissimi al sesto mese.
Ho sempre pensato che fosse colpa dei denti in arrivo, ma fino ai dieci mesi e mezzo non ho visto nemmeno l'ombra delle tue "zannette".
Il ricorso all'artiglieria pesante alias "giro in macchina" è una conseguenza della disperazione dei genitori che, delusi dall'inefficacia di certi metodi standard molto più rilassanti (canzoncine, massaggini sulla pancia e sulla schiena, fiabe sussurrate all'orecchio del lattante, etc) sono costretti a rivestirsi velocemente, caricare in spalla il lattante ribelle, rovistare nel giacchetto alla ricerca delle chiavi della macchina, spalancare la porta e sfidare pioggia, vento, grandine, gelo...
Avere un figlio che dorme poco, male o, nel migliore dei casi, ha "solo" quindici risvegli per notte (ebbene sì, esistono anche questi casi) non è poi così strano. I genitori che lamentano mancanza cronica di sonno, giramenti di testa, amnesie temporanee, delirio, allucinazioni...sono un numero ragguardevole.
Tu, adesso, dormi serenamente, ma esigi la mia presenza costante e se mi assento per un attimo mentre sonnecchi nel tuo lettino...sono urla da sbriciolare i vetri!
Già, da un po' di tempo sei diventata parecchio mammona, ma di questo parlerò nel prossimo post...

sabato 10 dicembre 2011

Tutto quello che una futura mamma deve sapere

Un giorno, forse, sarai mamma anche tu e io, fiera, farò sedere sulle ginocchia i tuoi splendidi pargoletti che mi terranno in ostaggio per pomeriggi interi estorcendomi confessioni del tipo "Io e vostro nonno ci siamo conosciuti d'estate, durante una festa in paese", "I vostri bisnonni erano letteralmente impazziti d'amore per vostra madre", "Vostra madre era una peste da piccola, l'avreste mai pensato??".
Ricorda, però, che il mestiere di madre non è facile, presenta i suoi problemi. Per questo voglio lasciare, a te e ai lettori di questo blog, un piccolo manuale di "manutenzione" della prole:
1) I primi giorni ti sentirai spaesata, avrai paura persino a prendere in braccio il nuovo nato. Ti sentirai stupida, ma non potrai fare a meno di pensare: "Se lo stringo a me, si romperà?".
2) Dal concepimento del piccolo la tua dimensione di "singolo essere umano" è finita, sei stata per nove mesi un marsupiale (o una matrioska, la sostanza non cambia) e lo sarai per altri X anni, finché non deciderà di non essere più preso in braccio.
3) Sottovaluterai la sua capacità di comprendere un discorso, ma te ne pentirai non appena vedrai che in realtà ha capito tutto e ha assunto l'aria di chi prende appunti e fa le sue considerazioni. Inutile pensare "Ha tre mesi, cosa vuoi che capisca". Capisce, capisce. Fidati.
4) Se ti atteggi a madre severa e risoluta quando la tua vera natura è quella di una mammoletta che cede alla prima occhiata supplichevole...è finita. Il piccolo avverte che stai fingendo e perdi credibilità. Quando ti imponi, devi essere convinta di ciò che fai. Grida esagerate o minacce di punizioni mai applicate non servono a niente, se non a crearti una pessima reputazione ai suoi occhi.
5) Il legame affettivo è importante: alimentalo giorno per giorno passando molto tempo col pargolo, facendogli molte coccole, parlandogli molto, ma soprattutto ascoltandolo. Se la madre ripeterà i suoi "gné-gné", lui parlerà presto. Forse, alla base di questo fenomeno, c'è un senso maggiore di sicurezza, ovvero il piccolo si sente importante, sa che la mamma apprezza e condivide i suoi primi tentativi di linguaggio e questo lo porta a tentarci più spesso.
6) Dormici assieme, almeno qualche volta: la tua presenza lo rassicura.
7) Anche se ti costa fatica, non ne hai voglia o, peggio ancora, detesti i divertimenti per piccoli, torna per un attimo bambina e gioca con il tuo "cucciolo". La complicità sarà massima, come pure la sua gioia.
8) Lo ami? Lo vuoi rendere felice? Non forzarlo. E' ancora piccolo per portare sulle spalle il peso della cultura.
9) Digli che per te è il centro del mondo. Dillo guardandolo negli occhi: i bambini intuiscono immediatamente la forza di un sentimento.

mercoledì 16 novembre 2011

I baci solo a me!

- Vedi amore, lei è TUA mamma, ma per me è MIA figlia, come te lo sei per lei. Quindi, io sono SUA mamma...
In un impeto di tenerezza, nonna Laura si avvicina a me e mi dà un bacino. Tu, divertita, batti le manine e ridacchi emettendo un buffo gorgoglìo. Nonna mi dà un altro bacino, e stavolta però noto che la cosa ti diverte meno. Al terzo bacino sei decisamente nervosa, grugnisci e aggrotti le sopracciglia guardando verso il basso.
Onde evitare che tu ti ingelosisca troppo, ti schiocco anch'io un bacino sulla guancia, poi decido di dare dimostrazione dell'affetto che nutro per tua nonna, e mi avvicino dicendo:
- Aspetta, guarda, anch'io do un bacino alla MIA mamma...
Smack!
Inorridita, fissi me, fissi tua nonna, bofonchi un'accozzaglia incomprensibile di suoni e scuoti la testa più volte.
Credo che il messaggio fosse piuttosto chiaro: "I baci di mamma io non li divido con nessun altro!"

giovedì 27 ottobre 2011

"Mamma" si può dire in sette modi diversi

Da più di due settimane non fai che ripetere "mamma". Il tuo "mamma" sembra il vocabolo di una lingua tonale, da quante sfumature prende a seconda dell'intonazione che usi. Ecco le principali:
1) "Maaaaaaaaaaammaaaa..." (tono da suocerina acida, risentito, le "a" superano le "m", intonazione decisamente verso l'alto ) = "Vienimi a prendere, qua non ci voglio più stare/questo non lo voglio più fare/!"
2) "Ma-ma-ma-ma" (intonazione verso il basso, ridendo divertita) = "Quanto sei divertente, mamma!"
3) "Mamma?" (tono interrogativo, secco) = "Beh? Non mi fai mangiare/bere/giocare-?"
4) "Maaammmmmmmmmaaa..." (tono caldo, pieno di pathos, le "m" - pronunciate in modo morbido e avvolgente - superano di gran lunga le "a") = "Vorrei poterti dire che ti voglio un mondo di bene"
5) "Ma-a-ma-a-ma-a" (pronuncia sincopata) = "Sono disperata, odio troppo il fatto di dovermi far cambiare il pannolone, lo puoi fare in un altro momento così mi dai il tempo di prepararmi psicologicamente?"
6) "Mam? Mam? Mam?" (forma interrogativa troncata) = "Ti richiamo alla mia attenzione"
7) "Maaaaaaaam" (forma esclamativa troncata, tipica delle prime ore del mattino) = "Sono appena sveglia e quindi non ho molta voglia di dire per intero le parole, ma tanto tu mi capisci lo stesso...Buongiorno!"

Il mio "mamma" preferito, si capisce, è il numero quattro. Oggi, poi, hai fatto una cosa che mi ha provocato i classici lucciconi agli occhi: dopo aver detto il tuo "mamma" numero quattro per ben tre volte di fila e con intensità crescente, tua nonna ti ha chiesto: "Cosa significa la mamma per te?" e tu, senza batter ciglio, hai schioccato la lingua dandomi un bacino da lontano e poi hai allargato le braccia per stringermi. Un'emozione che mi ha mozzato il fiato e mi ha lasciato stordita per tutta la giornata.