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venerdì 9 marzo 2012

la copia nana di Terminator

Mi dicessero "Domani passerai una giornata ESATTAMENTE uguale a quella di oggi", credo che sentirebbero le mie urla fino a Vibo Valentia - ed io abito in Toscana -.
Stamani, al risveglio, hai aperto gli occhi scuri e ho subito notato quella luce inquietante nello sguardo che ti rende la copia "nana" di Terminator. Inizio a sentire i sudorini freddi ed elemosino un bacetto per farti dimenticare i tuoi piani di distruzione. Niente. Fredda come un robot. A questo punto, capisco che non c'è davvero più niente da fare, sei nella tua giornata "no" e hai un immenso desiderio di demolirci uno ad uno, seminando angoscia e terrore. Ti osservo di nuovo: Jack Nicholson in "Shining", in confronto, era una mammoletta. Inspirando ed espirando profondamente, mi faccio forza e ti sollevo, sdraiandoti sul telino per il cambio del pannolone. Non appena ti appoggio sul telo, inizi a sgambettare tirandomi calci nello stomaco che, al momento del risveglio, sono decisamente indicati per iniziare la giornata nel miglior modo possibile. Ululando di dolore, getto il pannolino pieno di pipì e ti metto quello nuovo, dopodiché ti tolgo il pigiama lentamente, cercando di fare movimenti impercettibili come di fronte ad un cane pronto a sbranare: sfilo la maglietta canticchiando a rallentatore "Volevo un gatto nero", ma i tuoi sguardi al vetriolo mi costringono a cambiare registro, perciò passo a "Fammi crescere i denti davanti" in versione lounge. Ti strappo un lieve sorriso, ti cui ti penti immediatamente. Tutto questo non è da te, che sei sempre allegra, ridanciana, affettuosa, e invece oggi sembri infuriata col mondo. Le tue giornate "no" col broncio fino a sera sono rare, ma indimenticabili, le giornate "no" con il sorriso ma col diavolo in corpo, invece, sono frequentissime. Stamani, con mia somma gioia, hai inaugurato una giornata "no" con broncio perenne e diavolo in corpo, pacchetto completo.
Dopo averti pettinata, noto che le tue codine sono dritte e sull'attenti, pessimo segno. Come per le orecchie dei cani, se le tue codine sono basse significa che sarai docile e mansueta, se invece sono sparate all'insù effetto "antenne", il pericolo è imminente.
Tutti questi segnali mi creano disagio, ma cerco di non darlo a vedere e ti porto giù a giocare, ma in un attimo hai già disseminato tutti i tuoi giochi in giro per la stanza.
La sera prima di andare a letto hai un rituale fisso che consiste nel prendere i tuoi giocattoli e, uno ad uno, scaraventarli sul pavimento gettandoli in qua e in là, dove capita capita.
Quando tale rituale viene svolto già alle undici del mattino, c'è da preoccuparsi.
D'un tratto, indichi il televisore e borbotti: "Kitta."
Senza tergiversare, prendo il dvd dei racconti natalizi di Hello Kitty (tra un po' è Pasqua, ma è solo un dettaglio) e lo inserisco nel lettore. Dopo cinque minuti in cui sembri trasfigurata, ti metti a piangere e a "grattare" la porta come farebbe un gatto. Capisco subito: è l'ora di uscire a prendere un po' d'aria. Mi vesto e ti porto fuori, e per un istante sembri soddisfatta, cammini sull'erba e simuli un balletto, le codine si afflosciano in segno di arresa e le guance assumono un bellissimo colore rosato. Ho imparato a non fidarmi troppo di certi rari momenti di pace, tanto la bufera è dietro l'angolo; infatti, non faccio in tempo a dire a nonno Puma "Guardala, sembra un'altra", che cacci un urlo da buttar giù una palazzina antisismica di sette piani ed esclami, a mitraglietta, "Dà-dà-dà-dà-dà-dà-dàààà!" (traduzione: "Dammi subito quella cosa!"). Con orrore, realizzo che hai appena visto il mio telefonino e vuoi impossessartene, ovvero vivisezionarlo, buttarlo in terra e distruggerlo.Mi oppongo, nascondendolo nella manica come un prestigiatore collaudato ("Visto, che bella magiaaa? Il telefonino non c'è piùùùù!"), e tu allarghi le braccia e ripeti "Pù.".
Arriva l'ora della pappa:
- Ooh, che belloo, eccoci a tavola amoree! Fammi vedere come sei bravaa!
Splat. Hai urtato il cucchiaio mentre stavo per imboccarti e mezza pappa si è spiaccicata sul pavimento.
- No, amore, così non si fa! Guarda che ora arrivano le carotine che contengono tanta vitamina A...
- Mammmaaaaa! Dà, dà, dà!
Vuoi impugnare il cucchiaio da sola, e così io ti cedo il posto. Con compiacimento, ti osservo mentre ingurgiti felice carote, patate, frammenti di zucca, il tutto condito con un filo d'olio e un pizzico di sale.
Il ritratto della felicità. Ah, forse tutto è ritornato alla normalità!
Sprrut!
Hai sputato tutto facendolo schizzare anche sul mio viso e adesso ridi soddisfatta, mostrando i due dentini di sotto e quell'unico incisivo superiore, con aria da delinquente.
- Basta ora!!!! - grido battendo un pugno sul tavolo.
Il resto del pranzo scorre piuttosto bene, anche perché non stai a tavola neppure un secondo e scorrazzi dalla cucina al salotto guardando noi che mangiamo.
Per addormentarti, stranamente, basta portarti fuori e nel giro di pochi minuti sei già k.o.
Due ore di pace, di relax, di paradiso terrestre. Riesco a rispondere alle email del 2011, agli sms che mi hanno mandato ai primi di gennaio, mi faccio una bella doccia tiepida...
Alle tre e mezzo sento un urlo agghiacciante: ti sei svegliata. Con le palpitazioni, scendo giù per salutarti, ma lo sguardo alla Terminator è sempre lì che mi aspetta. Ti porto merenda, ma non hai appetito e ne lasci la metà.
Coi tuoi nonni, stabiliamo un piano di fuga: "Mercatone Uno" e "Io Bimbo".
Al Mercatone, varcata la soglia, strilli talmente forte da far girare le cassiere, da "Io Bimbo" sembri più calma.
Tornati a casa, riprendi il tuo rito scaraventando i giocattoli in terra.
- Ma va a pile? - chiedo esausta a tua nonna.
- Non lo sho. Shono ubriaca di shtancheshia.- mi sento rispondere. 
Il Puma è spalmato sul divano, in stato confusionale.
Alle otto e un quarto circa torna babbo Ale, che viene accolto come il Messia.
- Oohh, finalmente! Siediti, non puoi neppure immaginare che giornata abbiamo passato!- esclamo sospirando.
- Oggi la Pati è stata una iena. Guarda tua moglie, com'è pallida e sbattuta - interviene la nonna.
Babbo Ale ti prende sulle ginocchia:
- Piccola peste, cos'hai combinato per ridurmi così la mamma?? Vediamo se con me ora ti calmi un po'...

Ore 22.00:
- Dov'è il tasto per spegnerla? Eppure io lo so che lei nasconde un tasto sulla schiena...
- Ale, rassegnati, oggi è "programmata per uccidere".
- Dai, vediamo se si addormenta...raccontale la storia del gatto Biagio...
- Mh. Proviamo.

Ore 22.30:
- Mi sa tanto che...
-...si è addormentata?
- Sì.
- Alleluja.
- Era ora, eh.
- E domani cosa ci aspetterà??
- Meglio non pensarci...

venerdì 24 febbraio 2012

I pulsanti nascosti

Probabilmente Nonno Puma, ai tuoi occhi, è dotato di speciali pulsanti nascosti per cantare e pronunciare frasi specifiche, se l'altra sera, sul divano, gli hai premuto la pancia come fai con la tua bambola "Mamma" quando vuoi farla parlare...Non ottenendo il risultato sperato, sei passata alla mano, premendola forte nella speranza che Nonno Puma cantasse "Se sei felice e tu lo sai batti le mani..." in inglese.
Il nonno, capendo l'antifona, si è messo a ridere e ha iniziato a cantare e parlare per farti contenta.
Quanto vale, per tutti noi, un sorriso che nasce all'improvviso sulle tue labbra! Che cosa non faremmo per renderti felice!
Tu, sotto sotto, lo sai, e ne sei intimamente compiaciuta...

mercoledì 1 febbraio 2012

Nonno Puma e la Patilogia

In quanto a preparazione in Patilogia (studio approfondito su usi e costumi della Pati), Nonno Puma è imbattibile. Come uno studente preparato alla perfezione su tutto il programma d'esame, ecco cosa sa fare:
1) Conosce a memoria la posizione esatta di ogni tuo giocattolo o utensile per pappa, bagnetto, cambio del pannolone, etc
2) Soddisfa ogni tua richiesta nel giro di un nanosecondo, decifrando senza problemi il patese (sottodialetto della lingua urdu, affine all'hindi, comprensibile solo dopo un centinaio di giornate di studio)
3) E' perfettamente in grado di tracciare grafici esaustivi del tuo bioritmo giornaliero
4)Se interrogato sulle tue preferenze, risponde con sicurezza offrendo numerosi dettagli alla spiegazione
5) Sa tenere il conto esatto delle ore in cui avvengono le tue attività quotidiane
6) Si aggira per la casa con: palloncini attaccati al collo, cinque marionette di stoffa alle dita (una per ogni falange della mano) e, proprio oggi, l'ho trovato con la maschera di stoffa di Hello Kitty in testa.

- Babbo, aspetti qualcuno qua a casa?
- Non che io sappia, perché? (con voce infantile, mentre tu lo guardi ridendo di gusto e lui non capisce perché, ma la cosa lo lusinga ugualmente)
- Hai Hello Kitty in testa.
- Che?
- Hai la maschera di Hello Kitty sulla testa. Te l'ho detto perché, se viene qualcuno, magari...non so se è il caso di presentarsi così...giusto?
- Guarda la muccaaaaa! Muuuuuu! E ora arriva il cavallino! Clop, clop, clop! (sempre al tuo indirizzo, senza neppure calcolarmi)
- Va bene, come non detto. Speriamo non arrivi nessuno.

La Patilogia e il patese prevedono molte ore di studio al giorno e, come uno studente che ha passato troppe ore sui libri, nonno Puma arriva alla sera usurato, ma felice.

martedì 24 gennaio 2012

Ogni cosa al suo posto

Spenta da nemmeno un mese la tua prima candelina, ieri mattina ti sei alzata con un'idea fissa in testa: renderti utile in casa.
Carica di entusiasmo e buoni propositi, ti sei alzata e hai inaugurato il tuo progetto di "assistenza agli anziani" prendendo le pantofole di nonno Puma e mettendole davanti alla porta. La stessa cosa l'hai fatta con le ciabatte di nonna Laura, e infine con quelle di babbo Ale, ventottenne decrepito e pieno di acciacchi, secondo il tuo punto di vista. Infine, sorridendomi, hai pensato: "Un momento: anche mamma ha nientepopodimeno che ventisette anni, a quell'età una donna è già una povera vecchietta che necessita di continue attenzioni da parte della prole! Già ho iniziato a prendermi cura di lei imboccandola a tavola, ma...non è sufficiente. Devo aiutarla anche nelle faccende di casa, altrimenti non mi sentirò a posto con la coscienza. Coraggio, rimbocchiamoci le maniche, da dove si comincia??".
Per tutto il giorno, quindi, hai rimesso al suo posto ogni oggetto che ti è capitato sotto gli occhi, compreso il tuo pannolone sporco, che hai prontamente gettato nell'apposito cestino.
A metà pomeriggio la casa aveva già un nuovo aspetto: il tuo progetto di assistenza agli anziani ha dato i suoi frutti.

sabato 14 gennaio 2012

Pomodori rossi spappolati

Lasciarti incustodita per una frazione di secondo può rivelarsi un errore madornale.
Qualche giorno fa, per esempio, la nonna è tornata dal supermercato reggendo la borsa della spesa.
Tu, guardando il sacchetto con libidine, hai tentato di afferrarlo, ma la nonna ha fatto un passo indietro esclamando: "No, Pati, questo lascialo stare, ci sono alcune cose che possono rompersi!". Vedendo il caso tinto, ho preso il sacchetto della spesa e, entrata in cucina, l'ho appoggiato sul pavimento.
INCAUTA!
Beh, mica potevo prevedere, ma tu...tu sai sorprendere in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento qualsivoglia essere umano, è la tua dote naturale.
Mentre noi adulti, ignari, chiaccheravamo amabilmente in salotto, hai attraversato in punta di piedi la stanza e ti sei trasferita in cucina; qui, lontana da occhi indiscreti, hai messo a punto il tuo progetto malavitoso.
- Dov'è finita la Pati?  - mi sono chiesta, avvertendo una calma insolita nell'aria. Conoscendo la tua passione per il gioco del nascondino, tuttavia, non mi sono preoccupata più di tanto: starà per fare capolino da qualche divano, ho pensato.
Quando però, alzandomi, mi sono accorta che in salotto di te non c'era più traccia, mi è tornato in mente l'episodio di qualche mese fa, quando tentasti di salire le scale e ti riagguantai per un pelo.
L'istinto materno, comunque, è qualcosa di incredibilmente potente: come spinta da una mano invisibile, mi sono diretta in cucina, certa di trovarti lì, e infatti...
Eccoti. Seduta in terra, sghignazzante, le mani e la bocca colanti di una poltiglia rossa e appiccicosa. Pomodoro!!!
Realizzo l'accaduto: con le tue agili manine, hai aperto la confezione e ti sei avventata sui pomodori, spappolandoli e smangiucchiandoli.
Chiamo a vedere la scena i nonni e tuo padre.
- Praticamente ha già fatto la pomarola per domani! - commenta il babbo sorridendo.
Tutto finisce in una bella risata collettiva. 

martedì 27 dicembre 2011

Playback

Viaggio in macchina, nonna Gu al volante. Io e babbo Ale, mollemente stravaccati sul sedile posteriore, ci scambiamo di tanto in tanto qualche bacino furtivo da timidi innamorati ai primi appuntamenti.
Tu ci guardi in silenzio e sorridi, compiaciuta.
Di colpo nonno Puma rompe il silenzio:
- Allora Alessandro, quanti mesi ti hanno detto di stare lassù? - domanda ironico, ridacchiando.
Babbo Ale non capisce subito l'ironia della frase:

- Mesi?!? Per carità, ormai si parla di giorni, finalmente, altro che mesi!
Gongolando al solo pensiero del suo imminente ritorno ad Itaca, Babbo Ale-Ulisse abbraccia forte la sua Penelope. La pargola, sorniona - Ulisse non aveva figlie femmine, ma devo necessariamente concedermi una licenza narrativa - segue lo spettacolo e batte le manine.
Il Puma fa una risatina e precisa:
- Sì, certo, lo so, stavo solo facendo un playback...
- Un che?? - intervengo io scoppiando a ridere.
Nonno Puma intendeva dire che stava facendo un "flashback", un tuffo nel passato, ritornando col pensiero al momento in cui, un anno fa, chiese a babbo Ale quanti mesi doveva stare lontano da casa per lavoro.
Bisogna dirlo: Luca Giurato, a tuo nonno, gli fa un baffo.

mercoledì 7 dicembre 2011

Cartoonite 2

- Guarda come le piace guardare i cartoni animati, è proprio incantata! - gongola babbo Ale giocando con le tue codine castane attraversate da morbidi riflessi biondi.
- Eh sì. Questo "Cartoonito" è diventato il leitmotiv di ogni serata, e devo dire che alcuni cartoni sono proprio carini...Ora, per esempio, va in onda "My Little Pony", la versione moderna di "Mio Mini Pony", il cartone animato che guardavo ogni giorno da piccola! Negli anni '80 è stato un vero e proprio must per le bambine!
Nonno Puma sorride, compiaciuto; la sua nipotina si sta divertendo. Chiunque conosca abbastanza bene il Puma, sa che ogni tanto precipita in una preoccupante dislessia, dalla quale - fortunatamente - si riprende subito.
- Vai, amore, guarda "My Little Tony"...

Perché stupirci??
Dopo un episodio come questo, datato probabilmente 2008...

- Ecco, tieni il check-up, spalmalo sulle patatine!
- Ketchup, babbo! Non "check-up"!
- Ho detto veramente così??? Hahahahaha!

...potevamo forse aspettarci qualcosa di diverso?

martedì 22 novembre 2011

Zanna Bianca

- Nonniii, stavolta ci siamo!
- Cos'è successo??
- L'ha messo, l'ha messo!
- Ma cosa? Chi?
- Il dentino! La Pati ha messo il suo primo dentino!
- Sssì. Va bene. Amore, è da quando aveva tre mesi che sento dire che questa bambina mette i denti - mi canzona nonna Laura alzando gli occhi al cielo.
- Stavolta è vero! Ammirate!
Tu, imperturbabile, posizioni la lingua sulla gengiva e nascondi la piccola puntina bianca.
- Vi assicuro che c'è, ed è pure affilatissimo.
Nonna Laura sorride e commenta, ironica:
- Tesoro, ormai non ci credo più. Resterà sdentata a vita, rassegnati.
- La MIA Pati sarà bellissima anche senza denti - puntualizza di rimando nonno Puma senza staccarti gli occhi di dosso.
- Sììì, ma figuratevi! Ce la vedete la Pati sdentata che a vent'anni dice "Shiao, shono shensha denshi"???
Il mio sketch comico ti diverte talmente tanto che scoppi in una delle tue celebri risate gutturali e sguaiate, scoprendo la gengiva col dentino incriminato.
Nonna Laura e nonno Puma trasalgono, increduli.
- Ohhhh! Ma...allora è vero! - cinguetta la nonna tutta soddisfatta.
Io le faccio la linguaccia e, gongolante, rispondo:
- Eh, sì. Dopo una lunga attesa, possiamo finalmente dire:
"Benvenuta, Zanna Bianca"!

mercoledì 16 novembre 2011

I baci solo a me!

- Vedi amore, lei è TUA mamma, ma per me è MIA figlia, come te lo sei per lei. Quindi, io sono SUA mamma...
In un impeto di tenerezza, nonna Laura si avvicina a me e mi dà un bacino. Tu, divertita, batti le manine e ridacchi emettendo un buffo gorgoglìo. Nonna mi dà un altro bacino, e stavolta però noto che la cosa ti diverte meno. Al terzo bacino sei decisamente nervosa, grugnisci e aggrotti le sopracciglia guardando verso il basso.
Onde evitare che tu ti ingelosisca troppo, ti schiocco anch'io un bacino sulla guancia, poi decido di dare dimostrazione dell'affetto che nutro per tua nonna, e mi avvicino dicendo:
- Aspetta, guarda, anch'io do un bacino alla MIA mamma...
Smack!
Inorridita, fissi me, fissi tua nonna, bofonchi un'accozzaglia incomprensibile di suoni e scuoti la testa più volte.
Credo che il messaggio fosse piuttosto chiaro: "I baci di mamma io non li divido con nessun altro!"

sabato 5 novembre 2011

La "pumite"

Il nome lì per lì non ti dirà niente, ma se lo analizzerai a fondo capirai che deriva da "puma", e "Puma" è il soprannome di nonno Geggio.
La pumite è un raptus violento che ti prende soprattutto sul far della sera, quando in realtà dovresti dormire. Ad occhi sbarrati, cerchi disperatamente la sagoma di nonno Puma che a momenti scompare per ritirarsi nella sua "tana" (la camera-studio al piano di sotto).
La tv è sintonizzata su "Cartoonito", ogni sera trasmettono lo stesso cartone animato con protagonisti dei pupazzi che ricordano un po' i Teletubbies, un mantra per favorire il sonno dei più piccoli. Recita più o meno così:
- Fate la nanna, Pontipines...e tutti adesso fanno la nanna...Upsy Daisy, Makka Makka e Tombliboo fanno la nanna...ma...cosa vedo???Attenzione! C'è ancora un bambino che non sta facendo la nanna! Iggle Piggle! - e a quel punto, mentre tu rimani immobile in venerazione al cospetto del pupazzo ribelle, io e nonna commentiamo: "Ecco, il tuo nuovo soprannome sarà Iggle Piggle! Sei come lui, non vuoi mai andare a letto la sera!".
Alla parola "letto" scatta la pumite: in nonno sai che trovi sempre un alleato, sai che ti giustifica ogni malefatta, che ti fa da "palo" in ogni situazione. Affetta da pumite acuta, gattoni verso il nonno e inizi a frignare, a lamentarti, comunicandogli in gergo che hai bisogno di aiuto. Complice e protettivo, il Puma ti prende in braccio e inizia a farti girare per la stanza. Tu sghignazzi tutta soddisfatta, nel frattempo anche Iggle Piggle è andato a letto e il cartone animato si conclude con un quadretto idilliaco molto poco realistico di tutti i pupazzi che ronfano felici.
Iggle Piggle

lunedì 24 ottobre 2011

Il canto della megattera

Da qualche giorno hai iniziato a cantare. Sì, hai letto bene, e hai anche una voce incantevole: intonata, melodiosa, armoniosa.
D'altra parte, non poteva essere diversamente: al secondo mese di gravidanza ho fatto un concerto, al terzo mese un'altra serata col gruppo, al quinto mese mi sono sposata e per il matrimonio ho cantato tutta la sera per gli invitati,  infine all'ottavo (quando ero ormai una pancia ambulante) ho fatto la mia ultima comparsa sulle scene cantando solo tre brani, per giunta piuttosto soft (a 32 settimane l'udito del feto ha ormai completato il suo sviluppo, dallo spavento tu avresti cominciato a muoverti come una biscia e io avrei rischiato di partorire sul palco). Un giorno potrai dire: "Quando ho calcato il palcoscenico per la prima volta ero ancora un embrione", e nessuno commenterà che stai esagerando.
Dopo tutta questa serie di esibizioni, comunque, non mi sarei per niente sorpresa nel vederti nascere con un microfono in mano e una Gibson Les Paul a fianco.
Ma torniamo alla situazione attuale: allo scoccare dei tuoi dieci mesi canti divinamente.
Nonno Geggio, deliziato dalla tua vocina in pieno stile "Zecchino d'Oro", ha paragonato le tue performances al canto della megattera, un cetaceo misticeto che intona sempre la stessa melodia, una serie di vocalizzazioni con gradazione dal basso verso l'alto con aumento di frequenza.

Ringrazia pure tuo nonno se adesso in casa, per tutti, sei diventata "la Megattera".


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venerdì 21 ottobre 2011

Nonno Geggio

Prima o poi doveva succedere: hai chiamato tuo nonno Sergio per nome.
Che fosse cotto stracotto di te non è mai stato un mistero, ma adesso io e tua nonna cominciamo seriamente a preoccuparci, dato che sono tre giorni che va su e giù per la casa ripetendo "piccina, piccina..." e vorrebbe addirittura svegliarti mentre dormi come un sasso (Distruggere il mio faticoso lavoro di un'ora! Inaudito!)
Gli uomini a volte si innamorano, in tarda età, di una donna molto più giovane di loro, tuo nonno invece ha provato i brividi della cotta senile con te che, appena nata, gli hai mostrato due occhi scuri e sorridenti incastonati in un musino tondo da gatta e...l'hai stregato all'istante.
Insomma, è successo: hai chiamato tuo nonno per nome. Eravamo al supermercato e tu, distrattamente, hai mormorato "nonno...". Fin qui niente di nuovo, l'avevi già detto altre volte, ma poi la nonna ti ha chiesto:
- Come si chiama nonno?
E tu, con disinvoltura:
- Geggio.
La reazione del nonno (ormai da tempo abituato a sentirsi chiamare in famiglia solo "Puma") è stata la seguente: rapido cambio di tonalità del viso, dal rosso geranio al rosa fucsia passando per un preoccupante madreperla (temevamo il collasso), balbettii incontrollati, tremore diffuso, risolini, bavetta alla bocca, sguardo inebetito e assente.
Se prima c'era qualche dubbio, ora sai che è definitivamente tuo.
Ora ti svelo un segreto: tuo nonno lo hai riportato letteralmente in vita, dopo un anno dalla scoperta della sua malattia e l'operazione. Sei il suo raggio di sole, la gioia che non si aspettava più. Al mattino, quando viene a salutarti, non sente nemmeno più la fatica delle quattro rampe di scale che vi separano. Fantastico.

Concludo questo post con una bellissima frase trovata su internet, esprime ciò che un nipote rappresenta per i suoi nonni :
"Un fiore che si schiude d'autunno fra i rami di un albero che perde le foglie. Uno lavora tutta la vita, non prende più in braccio un bambino e d'improvviso scopre la sua morbidezza. E la parte tenera di sé che aveva sempre trascurato. Sente che può lasciarsi andare. Così per il primo nipote c'è chi perde letteralmente la testa". 

lunedì 26 settembre 2011

La pacifica nonnina si trasforma in...Tina

Nonna Laura di solito è dolcissima con te, ti ricopre di bacetti, ti abbraccia e ti coccola facendo eco ai tuoi miagolii con frasettine tenere e smielate. Per intenderci, è la classica nonnina buona che prepara torte di mele e ha sempre in serbo un gioco nuovo per far divertire la sua nipotina.
La trasformazione avviene quando arriva il momento del tuo sonnellino pomeridiano; tu ti dibatti, non vuoi lasciarti vincere dal sonno e quindi ti imponi di restare sveglia, gattoni per tutto il letto fino a raggiungere il bordo, ma la tua morbosa attrazione per il pericolo non ti frena affatto, con tutte le energie ti arrampichi cercando di saltare dal letto al comodino, gridando "gagaaaaaa", il tuo personale urlo di guerra. Per ben tre volte, da quando sei nata, sei cascata dal letto, ma non ti sei mai fatta niente e perciò, da un po' di tempo, il perverso meccanismo "cado-non mi faccio male-ci riprovo" movimenta quasi tutte le nostre giornate.
Di fronte a questo spettacolo, il rassicurante timbro vocale di nonna Laura si trasforma di colpo in quello spietato e profondo di Tina Lattanzi, la bravissima doppiatrice anni '30 che ha prestato la voce ad attrici del calibro di Greta Garbo e Marlene Dietrich.
C'è da tremare di paura. Provare per credere...
Tina Lattanzi