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venerdì 6 aprile 2012

L'erba del vicino è sempre più verde

Da un po' di tempo a questa parte hai una nuova passione: trascorrere le tue giornate dalle vicine. Di buon mattino, ti alzi, ti fai vestire senza problemi, ti infili nel giacchetto ed esci trotterellando, alla volta del cancellino. Lo apri (se è socchiuso), lanci urla inferocite e chiami "Mamma! Gnogno!" (se è chiuso), poi imbocchi la strada e vai dalla vicina numero uno, una nonnina che, esclamando "La mì coccaaa, vieni quaaa che ho una cosina per teee", ti strapazza di coccole e ti riempie di dolciumi e uova fresche.
Soddisfatta, saluti la vicina numero uno e ti precipiti dalla vicina numero due. Lei ti vede, ti prende in braccio, esclama "Vieni che ti porto a vedere il micino!" e ti fa entrare in casa a vedere Biagio, il suo gatto persiano dal pelo bianco e nero, un pigro micione un po' anzianotto ma sempre tanto maestoso.
Lui, che ha maturato negli anni un'antipatia viscerale nei confronti dei bambini (reduce da pessime esperienze con una bimba pestifera che gli tirava la coda e lo scaraventava prendendolo per la nuca) con te è cambiato, è più dolce, meno prevenuto. Cerca di non darlo troppo a vedere, ma si nota che gli stai simpatica e lo intenerisci. Tu e i gatti siete in simbiosi, inutile negarlo.
Dopo la "puntatina" dalla vicina numero due te ne torni nel tuo giardino e vieni a "fare le fusa" da me e dal nonno Puma, continuando tuttavia a spiare di sbieco il giardino della vicina numero due...
Si sa, l'erba del vicino è sempre più verde.

giovedì 3 novembre 2011

Quelli che rompono...le uova nel paniere

Ci sono giornate in cui ti addormenti dopo pranzo senza bisogno della solita artiglieria pesante; d'improvviso noto che il tuo sguardo, da pungente e divertito, diventa statico, fisso nel vuoto. Ci siamo: è il segnale che ti stai addormentando. Cominci a dondolare a destra e sinistra, la testa che ruota disegnando ampi cerchi come in una sessione di yoga, poi assumi uno sguardo truce tipo Marlon Brando ne "il Padrino", abbassi la testa e gli occhi piano piano si chiudono. A volte ti addormenti così, con la testa piegata in avanti, allora io ti sollevo leggermente e ti sdraio sul passeggino. Ogni tanto mi fermo a guardarti mentre sonnecchi: le labbra dischiuse, a forma di cuore, le ciglia delicate che fanno da velo sugli occhi, le guance rosate e piene, i capelli castano-biondo che incorniciano il volto...I bambini quando dormono sono ancora più belli, hanno un candore e una grazia insuperabili. Così, mentre fai la nanna tutta infagottata nel tuo piumino, qualche volta ti porto ai giardini pubblici oppure in centro. Quando mi ripeto, tutta soddisfatta, "Guarda come ronfa, ce l'ho fatta a farla dormire subito oggi, è bastato pochissimo!" è la volta buona che arriva puntualmente qualcuno che non mi vede da secoli e, notando il passeggino, mi avvicina strillando vari "Che bello vedertiiii caaaraaaaaaa", "Come ci si senteeee ad essere mammaaaaaa????", "Che mamminaa giovaneee, bravaa, bravaaa". Io saluto, ma sottovoce, e puntualizzo subito "Dorme" indicando il passeggino. Il più delle volte l'interlocutore capisce e abbassa i toni, ma certe volte c'è chi si scalda ancora di più e lancia un grido da coyote:
- UHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH! La picciiiiiinaaaaaaaaa! Fammela vedereeeeeeeeeeeeeeeeeeee!...AAAAHHHHHHHHHH com'è bellaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Il risultato lo puoi immaginare: io mi sento gelare, tu sobbalzi, spalanchi gli occhi e, spaventatissima, inizi a piangere. Per calmarti spesso ci vuole più di mezz'ora, per riaddormentarti a volte non basta nemmeno un pomeriggio intero.