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venerdì 30 dicembre 2011

Il postino suonaVA sempre due volte...

A volte arriva quando ci siamo appena seduti a tavola, a volte quando, infreddoliti e nudi come vermi, stiamo aprendo il rubinetto dell'acqua per buttarci sotto la doccia.
A volte, invece, il postino ti fa visita non appena hai finito di addormentare il pargolo.
Generalmente il postino suona sempre due volte, oggi invece (sarà perché siamo sotto le feste e gli effetti del vinello natalizio si fanno sentire anche a scoppio ritardato, sarà perché aveva paura di trovare un sordo con tanto di apparecchio acustico e allora, nel dubbio, ha optato per il richiamo selvaggio) si è cimentato in un unico squillo lunghissimo e assordante, come se gli fosse rimasto il dito incastrato nel pulsante del campanello. Io, schizzando giù dalla sedia della mia scrivania, mi sono quasi slogata una caviglia per scendere le scale e andare ad aprirgli, non ho fatto in tempo a mettermi uno straccio di cappotto e quando sono tornata in casa, con i ghiaccioli che mi pendevano dalla maglia...ti ho ritrovata bella dritta sul passeggino, con due occhi sgranati da gattino impaurito.
Mordendomi una mano per non strillare, ti ho portata di nuovo fuori per farti riaddormentare, ma stavolta nella fretta ho dimenticato le chiavi; così, dopo averti riportata tra le braccia di Morfeo, ho tristemente realizzato che...ero rimasta chiusa fuori!
L'impulso di spaccare la porta a ginocchiate stava per travolgermi, ma poi, tornando in me, ho tentato un'altra strada: bussare delicatamente per richiamare l'attenzione di tua nonna (nonno Puma dormiva beato da un'ora).
Toc toc...toc toc...
Niente. Devo provare in modo più deciso.
TOC TOC...TOC TOC...
A quel punto è arrivata tua nonna, ma il rumore dei miei "toc toc" ti aveva di nuovo svegliata e quindi...ripartire per la terza voltaaa!
Adesso finalmente dormi da un buon quarto d'ora, dopo tre maratone di New York su e giù col passeggino.
Grazie tante, amico postino.

mercoledì 16 novembre 2011

Blackout...bagnato

Cambio del pannolino: con aria sospettosa, mi scruti pensando "Mi tocca di nuovo?", io ti leggo nel pensiero e sussurro "Amore, dobbiamo farlo, sei piena di pipì. Ti assicuro che sarò ve-lo-cis-si-ma.".
Grazie alle mie rassicurazioni, ritrovi il tuo classico sorriso disteso e spensierato e fissi il soffitto lasciandomi "lavorare" in tutta tranquillità.
- Amore, guarda la paperellaa...dai che tra pochissimo sei pronta e puoi gustarti i tuoi adorati cartoni animati...e dopo, se non c'è troppo vento, ti porto fuori in giard...
ZAC! BLACKOUT IMPROVVISO.
La luce mi ha abbandonata nel momento più delicato, quello in cui tu sei rimasta nuda come un verme ed io ho in una mano il pannolone pulito e nell'altra quello fradicio di pipì.
- Proprio adesso doveva succedere?? Proprio adesso?? - esclamo imbestialita, mentre tu perdi improvvisamente la pazienza e inizi a grugnire e strillare con rabbia.
Non sapendo più come fare, ti sollevo dal letto per paura che tu cada di nuovo (vedi episodio di qualche giorno fa) e ti prendo in braccio tenendoti ben stretta. La luce non torna, io e te siamo immobili al centro della stanza e nonno Puma è già in allerta, lo sento mugugnare "La piccina adesso sarà spaventatissima!".
Nel silenzio della camera sento un suono strano, sembra acqua che sgorga. Penso subito "Avrò lasciato aperto il rubinetto del lavandino" e torno ad accarezzarti la testolina morbida.
Di colpo, tac! Torna la luce! Soddisfatta, faccio un passo in avanti per riappoggiarti sul letto, ma scivolo su qualcosa di liquido e plano a "pelle di leone" sul letto. L'odore che prima avevo ignorato si diffonde nella stanza. La tua risata sguaiata e malefica mi accende una lampadina in testa: pipì! Durante il blackout, per la paura, hai scaricato completamente la tua vescica sul pavimento!

Essere mamme significa essere versatili, trasformiste, capaci di adattarsi a ogni tipo di situazione, diventare infermiere, cuoche, baby-sitter, insegnanti...Mi mancava ancora di dover vestire i panni dell'idraulico, ma bastava aspettare il primo blackout...