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venerdì 27 aprile 2012

Tutta la verità su noi mamme

Noi mamme non siamo ciò che sembriamo, ovvero dei mostri crudeli che hanno dimenticato gli amici perché ormai interessate solo ai nostri marmocchietti perennemente fradici di pipì.
La verità è che non abbiamo neppure più il tempo per andare al bagno, figuriamoci per alzare la cornetta e fare un saluto ad un'amica. Lo so, lo so che sembra davvero impossibile e pretestuoso, ma finché una persona non prova non può capire. Anzi, personalmente ho avuto la fortuna di trovare amici che, pur non avendo ancora un figlio e famiglia, hanno capito tutto e si sono rassegnati a vedermi e sentirmi "a singhiozzo".
Tutto questo, parlando con le altre mamme, è apparso del tutto normale.
Un'altra cosa che ho notato è che una mamma è sempre sotto la lente d'ingrandimento: una sua minima defaillance nel chiudere il passeggino, un pianto troppo forte del figlio, il figlio che non dorme o che dorme troppo, che viene sgridato troppo o troppo poco...insomma, le critiche si sprecano.
L'altro giorno una mia amica si lamentava con me perché al supermercato suo figlio aveva rovesciato il sacchetto della spesa e una signora di una certa età l'ha ripresa come una scolaretta, sentenziando ad alta voce:
- Alle mie mani non avrebbe fatto così...Ah, queste mamme di oggi non hanno testa, hanno da pensare ad altre cose! (altro meraviglioso luogo comune)
Un'altra volta mi è stato raccontato da un'altra mamma che, al ristorante, il suo bambino di due anni piangeva e lei non riusciva a calmarlo; dopo dieci minuti un signore che era seduto accanto a  lei si alzò urlando:
- Se non riesce a farlo smettere entro cinque minuti chiamo il padrone e regoliamo i conti!
Capito che situazione??
 Tutti pronti a giudicare nei minimi dettagli un mestiere che è anche molto stressante e non solo appagante come potrebbe sembrare.

Se, oltre ad essere mamma, sei una GIOVANE mamma, allora sei spacciata, ti tacceranno sempre di inesperienza, di impreparazione, eccetera eccetera eccetera.

L'amore per un figlio è il più grande e totalizzante che esista al mondo, perciò in quello che facciamo per i nostri cuccioli ci mettiamo sempre tanta passione, tanta energia, ma se per una volta non riusciamo ad aprire il passeggino può anche darsi che siamo stanche; per (in?)spiegabili ragioni, infatti, il sonno non è più quello di una volta, anche se il piccolo riposa beatamente fino alle 10 del mattino successivo.

Un gioco per le mamme che leggono questo blog: provate a chiudere gli occhi e a ripensare alle critiche che avete ricevuto durante tutta la vostra vita da genitori. Se volete, scrivetemi pure ciò che vi è successo, raccontate le vostre disavventure.

Siamo fallibili, è vero, ma non poi così tanto imperfette...



venerdì 6 aprile 2012

Cacoccio

Di ritorno da lavoro, tuo padre accusa un tremendo mal di gola misto a raffreddore e tosse (della serie "non facciamoci mancare niente"). Con le tonsille in fiamme, riesce appena a spiccicare parola, ma non appena deglutisce sente divampare il fuoco  e quindi decide di parlare il meno possibile.
- L'ennesimo regalino della primavera - bofonchia, torvo in volto.
- Certo Ale...bah... - sospiro io.
- Che vorresti dire con quell'espressione? - mi interrompe lievemente alterato.
- No...niente...magari, ecco...
- Ecco...?
- Sei un catorcio - commento infine con estrema gentilezza.
- Che amore che sei...
Tu, che eri restata in silenzio ad osservare lo scambio di battute tra i tuoi genitori, ridacchi.
- Che ne pensi Pati? Ha ragione la mamma? Babbo è o non è un catorcio? - ti strizzo l'occhio.
Tu annuisci e ripeti, complice:
- Cacoccio.

venerdì 9 marzo 2012

la copia nana di Terminator

Mi dicessero "Domani passerai una giornata ESATTAMENTE uguale a quella di oggi", credo che sentirebbero le mie urla fino a Vibo Valentia - ed io abito in Toscana -.
Stamani, al risveglio, hai aperto gli occhi scuri e ho subito notato quella luce inquietante nello sguardo che ti rende la copia "nana" di Terminator. Inizio a sentire i sudorini freddi ed elemosino un bacetto per farti dimenticare i tuoi piani di distruzione. Niente. Fredda come un robot. A questo punto, capisco che non c'è davvero più niente da fare, sei nella tua giornata "no" e hai un immenso desiderio di demolirci uno ad uno, seminando angoscia e terrore. Ti osservo di nuovo: Jack Nicholson in "Shining", in confronto, era una mammoletta. Inspirando ed espirando profondamente, mi faccio forza e ti sollevo, sdraiandoti sul telino per il cambio del pannolone. Non appena ti appoggio sul telo, inizi a sgambettare tirandomi calci nello stomaco che, al momento del risveglio, sono decisamente indicati per iniziare la giornata nel miglior modo possibile. Ululando di dolore, getto il pannolino pieno di pipì e ti metto quello nuovo, dopodiché ti tolgo il pigiama lentamente, cercando di fare movimenti impercettibili come di fronte ad un cane pronto a sbranare: sfilo la maglietta canticchiando a rallentatore "Volevo un gatto nero", ma i tuoi sguardi al vetriolo mi costringono a cambiare registro, perciò passo a "Fammi crescere i denti davanti" in versione lounge. Ti strappo un lieve sorriso, ti cui ti penti immediatamente. Tutto questo non è da te, che sei sempre allegra, ridanciana, affettuosa, e invece oggi sembri infuriata col mondo. Le tue giornate "no" col broncio fino a sera sono rare, ma indimenticabili, le giornate "no" con il sorriso ma col diavolo in corpo, invece, sono frequentissime. Stamani, con mia somma gioia, hai inaugurato una giornata "no" con broncio perenne e diavolo in corpo, pacchetto completo.
Dopo averti pettinata, noto che le tue codine sono dritte e sull'attenti, pessimo segno. Come per le orecchie dei cani, se le tue codine sono basse significa che sarai docile e mansueta, se invece sono sparate all'insù effetto "antenne", il pericolo è imminente.
Tutti questi segnali mi creano disagio, ma cerco di non darlo a vedere e ti porto giù a giocare, ma in un attimo hai già disseminato tutti i tuoi giochi in giro per la stanza.
La sera prima di andare a letto hai un rituale fisso che consiste nel prendere i tuoi giocattoli e, uno ad uno, scaraventarli sul pavimento gettandoli in qua e in là, dove capita capita.
Quando tale rituale viene svolto già alle undici del mattino, c'è da preoccuparsi.
D'un tratto, indichi il televisore e borbotti: "Kitta."
Senza tergiversare, prendo il dvd dei racconti natalizi di Hello Kitty (tra un po' è Pasqua, ma è solo un dettaglio) e lo inserisco nel lettore. Dopo cinque minuti in cui sembri trasfigurata, ti metti a piangere e a "grattare" la porta come farebbe un gatto. Capisco subito: è l'ora di uscire a prendere un po' d'aria. Mi vesto e ti porto fuori, e per un istante sembri soddisfatta, cammini sull'erba e simuli un balletto, le codine si afflosciano in segno di arresa e le guance assumono un bellissimo colore rosato. Ho imparato a non fidarmi troppo di certi rari momenti di pace, tanto la bufera è dietro l'angolo; infatti, non faccio in tempo a dire a nonno Puma "Guardala, sembra un'altra", che cacci un urlo da buttar giù una palazzina antisismica di sette piani ed esclami, a mitraglietta, "Dà-dà-dà-dà-dà-dà-dàààà!" (traduzione: "Dammi subito quella cosa!"). Con orrore, realizzo che hai appena visto il mio telefonino e vuoi impossessartene, ovvero vivisezionarlo, buttarlo in terra e distruggerlo.Mi oppongo, nascondendolo nella manica come un prestigiatore collaudato ("Visto, che bella magiaaa? Il telefonino non c'è piùùùù!"), e tu allarghi le braccia e ripeti "Pù.".
Arriva l'ora della pappa:
- Ooh, che belloo, eccoci a tavola amoree! Fammi vedere come sei bravaa!
Splat. Hai urtato il cucchiaio mentre stavo per imboccarti e mezza pappa si è spiaccicata sul pavimento.
- No, amore, così non si fa! Guarda che ora arrivano le carotine che contengono tanta vitamina A...
- Mammmaaaaa! Dà, dà, dà!
Vuoi impugnare il cucchiaio da sola, e così io ti cedo il posto. Con compiacimento, ti osservo mentre ingurgiti felice carote, patate, frammenti di zucca, il tutto condito con un filo d'olio e un pizzico di sale.
Il ritratto della felicità. Ah, forse tutto è ritornato alla normalità!
Sprrut!
Hai sputato tutto facendolo schizzare anche sul mio viso e adesso ridi soddisfatta, mostrando i due dentini di sotto e quell'unico incisivo superiore, con aria da delinquente.
- Basta ora!!!! - grido battendo un pugno sul tavolo.
Il resto del pranzo scorre piuttosto bene, anche perché non stai a tavola neppure un secondo e scorrazzi dalla cucina al salotto guardando noi che mangiamo.
Per addormentarti, stranamente, basta portarti fuori e nel giro di pochi minuti sei già k.o.
Due ore di pace, di relax, di paradiso terrestre. Riesco a rispondere alle email del 2011, agli sms che mi hanno mandato ai primi di gennaio, mi faccio una bella doccia tiepida...
Alle tre e mezzo sento un urlo agghiacciante: ti sei svegliata. Con le palpitazioni, scendo giù per salutarti, ma lo sguardo alla Terminator è sempre lì che mi aspetta. Ti porto merenda, ma non hai appetito e ne lasci la metà.
Coi tuoi nonni, stabiliamo un piano di fuga: "Mercatone Uno" e "Io Bimbo".
Al Mercatone, varcata la soglia, strilli talmente forte da far girare le cassiere, da "Io Bimbo" sembri più calma.
Tornati a casa, riprendi il tuo rito scaraventando i giocattoli in terra.
- Ma va a pile? - chiedo esausta a tua nonna.
- Non lo sho. Shono ubriaca di shtancheshia.- mi sento rispondere. 
Il Puma è spalmato sul divano, in stato confusionale.
Alle otto e un quarto circa torna babbo Ale, che viene accolto come il Messia.
- Oohh, finalmente! Siediti, non puoi neppure immaginare che giornata abbiamo passato!- esclamo sospirando.
- Oggi la Pati è stata una iena. Guarda tua moglie, com'è pallida e sbattuta - interviene la nonna.
Babbo Ale ti prende sulle ginocchia:
- Piccola peste, cos'hai combinato per ridurmi così la mamma?? Vediamo se con me ora ti calmi un po'...

Ore 22.00:
- Dov'è il tasto per spegnerla? Eppure io lo so che lei nasconde un tasto sulla schiena...
- Ale, rassegnati, oggi è "programmata per uccidere".
- Dai, vediamo se si addormenta...raccontale la storia del gatto Biagio...
- Mh. Proviamo.

Ore 22.30:
- Mi sa tanto che...
-...si è addormentata?
- Sì.
- Alleluja.
- Era ora, eh.
- E domani cosa ci aspetterà??
- Meglio non pensarci...

mercoledì 15 febbraio 2012

un motivo per...

...festeggiare il San Valentino portando anche te al ristorante:

SAN VALENTINO = festa degli innamorati

Io e tuo padre, oltre ad essere innamorati l'uno dell'altra e viceversa, lo siamo anche di te

quindi

SAN VALENTINO = festa mia, tua e di babbo

Chi l'ha detto che a San Valentino il figlio deve restare a casa perché "i genitori devono godersi la serata da soli"??
Se San Valentino è la festa dell'amore, l'amore è anche quello filiale, materno e paterno
Indi, stasera sei venuta al ristorante con noi, e abbiamo brindato anche al NOSTRO amore, che è il sentimento più totalizzante che possa mai esistere (sì, sono un po' fissata, lo ammetto).

AUGURI a te e a babbo Ale. Vi amo (Mamma mia come sono sdolcinata stasera, meglio se vado a letto...)

martedì 31 gennaio 2012

Nobel per la Pace

Il primo prototipo di ciuccio in gomma fu brevettato nella prima metà dell’Ottocento circa

Il ciuccio, detto anche "succhietto", "tettarella", oppure "aiutante magico dei genitori con alle spalle tre ore scarse di sonno", è sicuramente frutto di una mente geniale (sfido qualsiasi genitore a pensare il contrario).
Dovunque vada, c'è un padre o una madre subito pronto ad esclamare, gli occhi alzati al cielo "Ooooh, il ciuccio, benedetto sia chi l'ha inventato", "Se non ci fosse il ciuccio, chi dormirebbe più la notte?", "Santo ciuccio" e così via, in un crescendo di entusiasmo.
Tu, avendo potuto "prendere il seno" per un mese soltanto, sei legatissima al ciuccio, ma in modo responsabile: decidi infatti, in completa autonomia, quando usarlo e quando invece toglierlo per poi magari riprenderlo dopo un paio di ore. Il ciuccio è la tua valvola di sfogo: lo mordi nervosamente, quasi a volerlo staccare a pezzi, quando stai mettendo un nuovo dentino (si può riscontrare, in questo frangente, una copiosa salivazione stile Boxer e l'emissione prolungata della consonante "m" come ad intonare una litania), oppure può diventare il tuo alleato quando non hai voglia di comunicare col resto del mondo e desideri isolarti come un vecchio eremita per abbandonarti lentamente tra le braccia di Morfeo (in questo caso si verificano le seguenti condizioni: insolito silenzio, sguardo fisso verso il basso, corrucciato, immobilità preoccupante e, talvolta, vocalizzi "ad libitum sfumando").
Altri utilizzi del tuo amato ciuccio non mi vengono in mente adesso, ma una cosa è certa: grazie a quel piccolo oggetto di gomma, anche i poveri genitori usurati dalla stanchezza e dallo stress tornano per un momento a respirare.
E allora, come ha saggiamente suggerito tuo padre, l'inventore del ciuccio merita un premio speciale:
il Nobel per la...Pace.

sabato 28 gennaio 2012

Un Carnevale di tanti anni fa...

C'era una volta una bambina di sette anni sottile come un grissino, i capelli castani lisci lunghi fino al sedere e un paio di enormi occhiali rosa con lenti spesse come il fondo di un bicchiere.
Una domenica pomeriggio, la piccola spilungona convinse suo padre a portarla alla festa di Carnevale che si teneva ogni anno, puntualmente, in una frazione della loro città.
- Dai, babbino, ci sono tantissimi bambini in maschera, mi hanno raccontato a scuola che è una festa divertentissima! Ho già deciso che, se mi porti, mi vesto da Principessa delle Nevi, sai il costume che ho indossato per la festa di classe martedì??
- D'accordo, Minzi (questo il buffo soprannome della bambina). Preparati pure che ti porto.
La bambina, raggiante, schioccò un bacio sulla guancia del padre e corse a cambiarsi. In un quarto d'ora, era pronta. Scese le scale e, facendo una giravolta su sé stessa, si mostrò ai genitori.
- Quanto trucco ti sei data sugli occhi!?! - esclamò il padre. 
- Dai, è Carnevale! - intervenne la mamma, gettando un'occhiata di ammirazione a sua figlia.
- Mh, va bene. Andiamo.
In breve arrivarono alla festa e il padre, tenendo saldamente per il braccio la sua bambina, si fece spazio tra il groviglio di persone urlanti; la strada era gremita di gente, c'erano tantissimi bambini accompagnati dai genitori e ogni bimbo aveva una maschera diversa.
- Guarda, un carro! - esclamò la bambina.
- Secondo me qui c'è troppo caos - bofonchiò il padre scuotendo la testa - e qualcuno finirà per beccarsi una gomitata nelle costole o qualche scherzo stupido. Siamo appiccicati come le sardine!
In quell'istante, li raggiunse un marmocchio vestito da Gabibbo e, cogliendo la bambina alla sprovvista, le schizzò tutto il vestito di schiuma spray, infierendo infine sui lunghi capelli.
- AHHHHH!! I miei capelli! Forse ho anche della schiuma in un occhio! - strillò la bambina portandosi le mani al viso.
- Cosa ti dicevo poco fa? C'è sempre qualche mascalzone che deve divertirsi a rompere le scatole alla gente! Ma io mi domando...chi sono i suoi genitori?? 
Il padre, incavolato, tirò la figlia per un braccio e si spostò verso il bordo della strada.
Il piccolo delinquente vestito da Gabibbo montò sul carro urlando e ridendo sguaiatamente come se avesse appena vinto al Superenalotto.

Questa è la storia di come tuo padre, un piccolo Gabibbo rompiscatole, ha conosciuto tua madre, una dolce ed elegante Principessa delle Nevi. In quell'occasione, però, tua madre non ha potuto vedere in volto colui che sarebbe poi diventato il suo sposo, né tuo padre ha potuto riconoscere la sua futura moglie.
E allora, ti chiederai, come faccio a sapere se era davvero babbo, quel bambino dispettoso?

E qui occorre una nuova digressione...

Carnevale 2005. Due innamorati al primo anno di fidanzamento escono a cena fuori.
- E anche quest'anno è arrivato il Carnevale...- sorride lui, guardando negli occhi la sua amata.
- Già. Mi ricordo quando ero bambina, che andavo alla festa del paese...Un anno mi vestii da Principessa delle Nevi, e trovai un bimbo cretino che mi schizzò di schiuma spray il vestito e tutti i capelli...
- Oh.
- Era vestito da Gabibbo, mi ricordo. Un tale deficiente...
- Hahahhahahaha!!!! Ihihihihi!
- Che c'è da ridere così?
- Rido perché adesso con quel deficiente ci sei fidanzata da un anno! Hahahahaha!
- Non vorrai dirmi che...che...NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!


E qui finisce la seconda digressione.
Morale della favola: ci si conosce odiandoci, ci si ritrova amandoci. :)

martedì 24 gennaio 2012

Ogni cosa al suo posto

Spenta da nemmeno un mese la tua prima candelina, ieri mattina ti sei alzata con un'idea fissa in testa: renderti utile in casa.
Carica di entusiasmo e buoni propositi, ti sei alzata e hai inaugurato il tuo progetto di "assistenza agli anziani" prendendo le pantofole di nonno Puma e mettendole davanti alla porta. La stessa cosa l'hai fatta con le ciabatte di nonna Laura, e infine con quelle di babbo Ale, ventottenne decrepito e pieno di acciacchi, secondo il tuo punto di vista. Infine, sorridendomi, hai pensato: "Un momento: anche mamma ha nientepopodimeno che ventisette anni, a quell'età una donna è già una povera vecchietta che necessita di continue attenzioni da parte della prole! Già ho iniziato a prendermi cura di lei imboccandola a tavola, ma...non è sufficiente. Devo aiutarla anche nelle faccende di casa, altrimenti non mi sentirò a posto con la coscienza. Coraggio, rimbocchiamoci le maniche, da dove si comincia??".
Per tutto il giorno, quindi, hai rimesso al suo posto ogni oggetto che ti è capitato sotto gli occhi, compreso il tuo pannolone sporco, che hai prontamente gettato nell'apposito cestino.
A metà pomeriggio la casa aveva già un nuovo aspetto: il tuo progetto di assistenza agli anziani ha dato i suoi frutti.

sabato 14 gennaio 2012

Pomodori rossi spappolati

Lasciarti incustodita per una frazione di secondo può rivelarsi un errore madornale.
Qualche giorno fa, per esempio, la nonna è tornata dal supermercato reggendo la borsa della spesa.
Tu, guardando il sacchetto con libidine, hai tentato di afferrarlo, ma la nonna ha fatto un passo indietro esclamando: "No, Pati, questo lascialo stare, ci sono alcune cose che possono rompersi!". Vedendo il caso tinto, ho preso il sacchetto della spesa e, entrata in cucina, l'ho appoggiato sul pavimento.
INCAUTA!
Beh, mica potevo prevedere, ma tu...tu sai sorprendere in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento qualsivoglia essere umano, è la tua dote naturale.
Mentre noi adulti, ignari, chiaccheravamo amabilmente in salotto, hai attraversato in punta di piedi la stanza e ti sei trasferita in cucina; qui, lontana da occhi indiscreti, hai messo a punto il tuo progetto malavitoso.
- Dov'è finita la Pati?  - mi sono chiesta, avvertendo una calma insolita nell'aria. Conoscendo la tua passione per il gioco del nascondino, tuttavia, non mi sono preoccupata più di tanto: starà per fare capolino da qualche divano, ho pensato.
Quando però, alzandomi, mi sono accorta che in salotto di te non c'era più traccia, mi è tornato in mente l'episodio di qualche mese fa, quando tentasti di salire le scale e ti riagguantai per un pelo.
L'istinto materno, comunque, è qualcosa di incredibilmente potente: come spinta da una mano invisibile, mi sono diretta in cucina, certa di trovarti lì, e infatti...
Eccoti. Seduta in terra, sghignazzante, le mani e la bocca colanti di una poltiglia rossa e appiccicosa. Pomodoro!!!
Realizzo l'accaduto: con le tue agili manine, hai aperto la confezione e ti sei avventata sui pomodori, spappolandoli e smangiucchiandoli.
Chiamo a vedere la scena i nonni e tuo padre.
- Praticamente ha già fatto la pomarola per domani! - commenta il babbo sorridendo.
Tutto finisce in una bella risata collettiva. 

domenica 8 gennaio 2012

Un altro giro sul cavallino

Sabato pomeriggio: la noia la fa da padrona
Tutto il giorno a trotterellare verso la cucina (sperando di poter aprire, non vista, qualche cassetto "proibito"), a prendere e buttare in terra con rabbia i cubetti delle costruzioni, a tentare di ingurgitare le cose meno commestibili (terriccio dei vasi, polvere, reperti di pizza rinvenuti nel cestino della spazzatura), a scovare pericoli mortali in un innocente salotto che di tutto ha l'aria meno che di un vano letale, e a finire di continuo col sedere per terra per aver voluto correre anziché camminare. Incrocio per un attimo il tuo sguardo e capisco tutto: ti stai snervando fino a un punto di non ritorno.
Una telefonata ad un'altra mamma per sentire se il suo piccolo pargolo vuole venire a giocare con te sembra la soluzione a tutti i problemi:
- Pronto, ciao! Come va? Tutto ben...Ah. Capisco. Mannaggia...Allora rimettetevi! A presto!
Abbasso la cornetta con una smorfia di dolore. Mamma e pargolo hanno l'influenza. Dobbiamo passare al piano B.
- Vieni amore, ti metto il cappotto così andiamo a vedere i gattini (tipica scusa con la quale ti convinco a farti caricare sul passeggino per portarti fuori quando ti devo addormentare)
- Miao! - rispondi tu, tutta galvanizzata. 
Strizzo l'occhio a Babbo Ale, come Eva Kant al suo Diabolik dopo aver narcotizzato una vittima. 
- Andiamo...
Lui intuisce subito, si veste rapidamente e ci raggiunge.
Per sfinimento, abbiamo deciso di portarti a fare una passeggiata in centro, sperando che tu non ci guardi più come ci avrebbe guardato Nietzsche mentre pensava "La vita è come un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia...". 
I nostri occhi si fermano su un cavallino a gettoni piazzato di fronte a un negozio.
- Amore, guarda! Un bellissimo cavallino! Vuoi fare un giro??
I tuoi strilli di gioia confermano che la risposta è affermativa. Ti prendo e ti monto sul cavallino, inserendo cinquanta centesimi per farlo partire. Mentre sobbalzi sulla giostrina impazzita, io e Babbo Ale ti guardiamo con tenerezza, immensamente felici della tua felicità. 
Il giro, purtroppo, dura un minuto scarso: bum! Il cavallino si inchioda
Implorando un altro giro con la tua tattica persuasiva vincente (occhi sgranati da gattino abbandonato e labbrino tremolante), io e babbo rovistiamo nelle tasche alla ricerca di un' altra monetina da cinquanta centesimi, ma...ahimé, tiriamo fuori un euro, due euro, venti centesimi, dieci centesimi...Tutto tranne quello che ci servirebbe. La tua delusione è disarmante: scoppi a piangere, urli, finché babbo Ale se ne esce con un'idea geniale: tenerti lo stesso sul cavallino fermo e muoverti su e giù come se funzionasse ancora. Il tutto, ovviamente, nell'attesa di trovare un'anima caritatevole che ci possa cambiare le monete. 
Mentre babbo parte alla ricerca di un "aiutante magico" in possesso dei cinquanta centesimi incriminati, io tengo in piedi la farsa della giostra:
- Seeembra fermaa ma in realtà si muove eccomee - ridacchio, mentre tu non sembri molto convinta e mi guardi inarcando un sopracciglio come per dirmi "Non sono idiota".
- Guarda amoreee, come va veloce il cavallinooo - proseguo, dando spettacolo a un paio di passanti che mi squadrano con disgusto, quasi a volermi dire "Brutta spilorcia insensibile, perché non fai partire la giostra per quella povera creatura?? Sono solo cinquanta centesimi! Cosa aspetti, madre degenere??". 
Finalmente arriva babbo agitando trionfante i cinquanta centesimi:
- Ce l'ho fatta! Ce l'ho fatta!
In men che non si dica, il cavallino torna a correre e a nitrire. Tu, riconoscente, ci lanci uno sguardo appagato e adorante che racchiude in sé tutte le risposte possibili alla domanda "Perché vale la pena farsi stravolgere la vita da un figlio?".

venerdì 6 gennaio 2012

Natale col pinguino

Essere genitori significa fare ingresso in un mondo che c'è sempre stato, ma che tu, prima di avere un figlio, nemmeno sapevi che esistesse: il mondo di Pingu, della Melevisione, di Makka Pakka e la sua trombetta, del Postino Pat e del suo gatto Jess, del tenero Dixieland, di Rosie e i suoi amici, di Bear nella grande casa blu che ogni sera dedica una canzone alla sua amica luna...e l'elenco potrebbe continuare ancora a lungo.
Per le feste di Natale, Rai Yoyo ha regalato ai suoi spettatori un corto d'autore veramente commovente: "Natale col Pinguino". Musiche bellissime, una storia che è un vero e proprio inno all'amicizia, un po' di apprensione e di angoscia per il piccolo pinguino sfortunato e, infine, un sospiro di sollievo: l'happy ending, seppur insperato, arriva puntuale e riempie i cuori di speranza.
Una trovata davvero riuscita. Guardate il video e dopo, scommetto, anche i meno romantici si scioglieranno (per me non è stato difficile...).

martedì 20 dicembre 2011

Una trombetta per la Pati

 - Gnò! Gnò! Gnò!!! Mamma! Babbo! Gnogno Geggio!!! Gnogna!!
Tremolante e cerea in volto, ti allontani dal televisore e corri ad abbracciarmi. Sospettosa, osservo lo schermo; ecco spiegato il tutto: Makka Pakka de "La foresta dei sogni" ha fatto la sua comparsa.
- Da un mesetto circa la Pati sussulta quando vede quella brutta copia di E.T. - sospiro, guardando tuo padre che sorseggia il caffè.  
- Me ne sono accorto. Quando Makka Pakka suona la trombetta, poi, scoppia persino a piangere e corre a cercare conforto aggrappandosi alle mie gambe.
-Come possiamo fare?? - domando, afferrando il telecomando e spegnendo di botto il televisore.
- Dobbiamo mitridatizzare questa sua paura comprandole una trombetta uguale a quella di Uakka Makka - consiglia il Puma protettivo, affrontando con inusuale disinvoltura la pronuncia di una parola "scioglilingua" come "mitridatizzare", ma inciampando nel bizzarro soprannome del personaggio del cartone animato (non si può pretendere troppo).
Un tuo regalo di Natale, quindi, sarà probabilmente una trombetta come quella di Makka Pakka (seh, e chi la trova??) , ma un tuo "zio" (gli "zii" sono tutti gli amici più cari della tua mamma) ha avuto prima di noi l'idea di avvicinarti al mondo degli strumenti a fiato, infatti vorrebbe regalarti presto un sassofono per bambini.
A questo punto mi chiedo: a quando la batteria con l'autografo di Ringo Starr e la chitarra elettrica firmata da Brian May??


mercoledì 14 dicembre 2011

Sonno, questo sconosciuto

La percentuale dei "cattivi dormitori", quelli che si svegliano frequentemente, è del 30% nei primi tre mesi di vita. In pratica è più frequente avere un figlio insonne che trovare una sorpresina particolare nell'ovetto Kinder ("Una sorpresa su cinque/ sarà uno di noi").
Tu sei stata una "cattiva dormitrice" soprattutto dai cinque mesi in poi, con picchi altissimi al sesto mese.
Ho sempre pensato che fosse colpa dei denti in arrivo, ma fino ai dieci mesi e mezzo non ho visto nemmeno l'ombra delle tue "zannette".
Il ricorso all'artiglieria pesante alias "giro in macchina" è una conseguenza della disperazione dei genitori che, delusi dall'inefficacia di certi metodi standard molto più rilassanti (canzoncine, massaggini sulla pancia e sulla schiena, fiabe sussurrate all'orecchio del lattante, etc) sono costretti a rivestirsi velocemente, caricare in spalla il lattante ribelle, rovistare nel giacchetto alla ricerca delle chiavi della macchina, spalancare la porta e sfidare pioggia, vento, grandine, gelo...
Avere un figlio che dorme poco, male o, nel migliore dei casi, ha "solo" quindici risvegli per notte (ebbene sì, esistono anche questi casi) non è poi così strano. I genitori che lamentano mancanza cronica di sonno, giramenti di testa, amnesie temporanee, delirio, allucinazioni...sono un numero ragguardevole.
Tu, adesso, dormi serenamente, ma esigi la mia presenza costante e se mi assento per un attimo mentre sonnecchi nel tuo lettino...sono urla da sbriciolare i vetri!
Già, da un po' di tempo sei diventata parecchio mammona, ma di questo parlerò nel prossimo post...

domenica 4 dicembre 2011

Cartoonite

Quando due diventano genitori entrano a far parte di un mondo nuovo, fatto di foreste incantate, conigli che mangiano la marmellata, orsacchiotti che ballano, canzoncine allucinogene...
La "cartoonite" è un disturbo congenito che colpisce madri e/o padri di bambini che guardano i programmi di "Cartoonito", canale presente sul digitale terrestre. Basterà passare un'ora al giorno per due mesi di fronte a "Baby Looney Tunes" e "Il trenino Thomas" e questi, assieme al camioncino Chuck, si ripresenteranno nella notte durante la fase REM, accompagnati dalle loro sigle martellanti. Li vedrai correre, cantare, rincorrersi...il tutto fino a farti perdere completamente il sonno.
Attenzione: tutto ciò, come se non bastasse, si verifica anche durante la giornata. Ti stai arrovellando il cervello per ricordare le cifre di un numero di telefono?? Ti torna in mente la sigla del trenino Thomas.
Devi portare a termine un compito oneroso? Ecco che ti si parano davanti i Baby Looney Tunes. Sei stanco/a e avresti bisogno solo di liberare la mente e rilassarti?? Hello Kitty è lì che ti aspetta, ben nascosta in un angolino del tuo cervello e pronta a farti "tana" non appena ti addormenti.
A proposito di lievi degenerazioni cerebrali causate da canzoni per bambini, mi ricordo che un giorno, mentre camminavo verso la mia facoltà, vidi uscire dall'ospedale alcuni dottori ancora in camice, diretti probabilmente verso il bar per la pausa caffè.
Uno di loro, brizzolato e sovrappensiero, lo sguardo perso nel vuoto, mentre i colleghi discutevano di una colecistectomia, intonò improvvisamente "Il coccodrilloooo comeee faaa, pa pa pa pa paa...".
All'epoca non ero ancora diventata mamma, perciò la cosa mi sorprese e pensai subito "Quel tizio non deve avere le rotelle tutte a posto".
Invece, adesso anch'io ho provato sulla mia pelle cosa significa uscirsene da una cena tra amici con la sensazione di avere Bugs Bunny sulla spalla che mordicchia una carota e ti dice "Mi sono proprio divertito stasera".
Povero dottore brizzolato, non eri matto, eri "solo" un papà.

lunedì 28 novembre 2011

Tuo padre

Stavolta tuo padre starà con noi quindici giorni. Q-u-i-n-d-i-c-i.
Devo ancora abituarmi all'idea, dato che l'ultima volta che è potuto stare così tanto tempo insieme alla sua famiglia risale ad agosto.
Presente, premuroso, affettuoso, devoto: questo è tuo padre. Sei la sua dea, sin da quando eri un feto lui mi accarezzava la pancia e ti parlava, mormorandoti frasi buffe come "Presto ti conoscerò, birbantella", "Senti come scalci, sei proprio un terremoto!", "Chissà cosa provi a stare lì dentro, poverina...", "Uhh, ora ti prendo un piedino!", ma anche dolci e romantiche tipo "Presto scoprirò chi è l'altra donna che mi ha fatto innamorare", "Dovrei avere paura, dicono che un figlio è un amore troppo grande, ma io voglio vederti al più presto" e tante, tante altre cosette tenere che già facevano intuire che, un giorno, gli avresti sconvolto la vita. Infatti, c.v.d, da quella mattina di gennaio è un uomo trasfigurato, quando torna a casa esige che tu dorma con noi nel lettone ogni notte e se abbozzi minimamente un broncio insoddisfatto o deluso si arrovella per capire il perché e finché non ti ha strappato un sorriso non si sente in pace con se stesso.
Quando ti aspettavo e fantasticavo sul momento della pappa, spesso gli dicevo "Ai bambini piace mangiare mentre qualcuno li intrattiene facendo aeroplanini col cucchiaio, facce buffe, vocine infantili..." e lui, incrociando le braccia sul petto, ogni volta mi interrompeva esclamando "Non se ne parla nemmeno! Io non mi metterò MAI a fare gli aeroplanini col cucchiaio e a creare stupide scenette! Non farò il pagliaccio per nessuno!". Durante il difficile periodo dello svezzamento, quando i tuoi strilli perforavano i timpani a tutti e ti dibattevi sul seggiolone come se ti avessero messa sopra un letto di rovi, si convinse che, in fondo, un aeroplanino di pappa non ha mai ammazzato nessuno, e così diventò in breve l'intrattenitore più coinvolgente di tutta la casa, e ancora oggi il "mago" degli aeroplanini con il cucchiaio e delle letture dei librini sonori è proprio lui, il tuo caro babbino, che tra l'altro adesso ADORA fare il pagliaccio per farti divertire.
Un po' la storia di nonno Puma che, un giorno, guardando serio il mio pancione, sentenziò:
- Io ho già dato, come nonno, non chiedetemi niente, lasciatemi stare quando nascerà quella bambina.
Ebbene, dopo la tua nascita è letteralmente ammattito, non può stare più di qualche ora senza vederti e "fare il nonno" è la sua soddisfazione maggiore.
Ma torniamo a babbo: io, te e lui insieme è un momento di rara beatitudine da quando il lavoro l'ha portato lontano. Adesso però, chiudiamo gli occhi e assaporiamo queste due settimane, poi ci sarà una piccola pausa di qualche giorno e tu probabilmente ti infurierai e griderai a gran voce "babbo", piangerai, ti farai prendere in braccio e schiaccerai il nasino contro il vetro della finestra per guardare il babbo andar via ancora un'ultima volta, ma...ricordati: babbo Ale sta per tornare da te, mancano poche settimane, e quel giorno il biglietto del treno sarà uno:
SOLA ANDATA.

mercoledì 16 novembre 2011

Blackout...bagnato

Cambio del pannolino: con aria sospettosa, mi scruti pensando "Mi tocca di nuovo?", io ti leggo nel pensiero e sussurro "Amore, dobbiamo farlo, sei piena di pipì. Ti assicuro che sarò ve-lo-cis-si-ma.".
Grazie alle mie rassicurazioni, ritrovi il tuo classico sorriso disteso e spensierato e fissi il soffitto lasciandomi "lavorare" in tutta tranquillità.
- Amore, guarda la paperellaa...dai che tra pochissimo sei pronta e puoi gustarti i tuoi adorati cartoni animati...e dopo, se non c'è troppo vento, ti porto fuori in giard...
ZAC! BLACKOUT IMPROVVISO.
La luce mi ha abbandonata nel momento più delicato, quello in cui tu sei rimasta nuda come un verme ed io ho in una mano il pannolone pulito e nell'altra quello fradicio di pipì.
- Proprio adesso doveva succedere?? Proprio adesso?? - esclamo imbestialita, mentre tu perdi improvvisamente la pazienza e inizi a grugnire e strillare con rabbia.
Non sapendo più come fare, ti sollevo dal letto per paura che tu cada di nuovo (vedi episodio di qualche giorno fa) e ti prendo in braccio tenendoti ben stretta. La luce non torna, io e te siamo immobili al centro della stanza e nonno Puma è già in allerta, lo sento mugugnare "La piccina adesso sarà spaventatissima!".
Nel silenzio della camera sento un suono strano, sembra acqua che sgorga. Penso subito "Avrò lasciato aperto il rubinetto del lavandino" e torno ad accarezzarti la testolina morbida.
Di colpo, tac! Torna la luce! Soddisfatta, faccio un passo in avanti per riappoggiarti sul letto, ma scivolo su qualcosa di liquido e plano a "pelle di leone" sul letto. L'odore che prima avevo ignorato si diffonde nella stanza. La tua risata sguaiata e malefica mi accende una lampadina in testa: pipì! Durante il blackout, per la paura, hai scaricato completamente la tua vescica sul pavimento!

Essere mamme significa essere versatili, trasformiste, capaci di adattarsi a ogni tipo di situazione, diventare infermiere, cuoche, baby-sitter, insegnanti...Mi mancava ancora di dover vestire i panni dell'idraulico, ma bastava aspettare il primo blackout...

lunedì 14 novembre 2011

Rocky e Scarface

 Hai appena tracannato il tuo latte delle sette e mezzo e adesso, morbidamente accoccolata tra me e babbo, cerchi di riprendere sonno.
Babbo ti porge la guancia in attesa di un bacino, e in un attimo...smack! Parte lo schiocco! Lui diventa di mille colori, paupula come un pavone innamorato, si abbarbica alle tue gambe, infine adagia la testa sul cuscino e sospira profondamente:
- Che bello essere padri! 
Nel giro di pochi secondi, sento un colpo secco e un urlo di dolore:
- Ahhhhhhh,  il nasoooo! Il nasoooo!
Memore delle settimane scorse, non tardo a capire cosa è successo: gli hai dato una delle tue classiche testate "a sorpresa" che possono colpire indifferentemente naso, denti, occhi, zigomi o fronte.
Quella sul naso è particolarmente dolorosa, sembra di aver ricevuto un diretto da Rocky Balboa.
Qualche minuto di tregua, poi un altro grido disperato:
- Aiutooo! La mia boccaaaaa!!!!!!!
Stavolta, come un gattino, ti sei avventata sul viso del povero babbo ricoprendolo di graffi (la verità è che per te i graffi equivalgono ancora alle carezze).
- Su, babbo, cerca di non pensarci, è più che normale che la Pati voglia giocare, al mattino. Chiudi gli occhi e cerca di riaddormentarti...
- Sì, provaci te, a dormire, con questa che ti strappa la faccia...

sabato 5 novembre 2011

La "pumite"

Il nome lì per lì non ti dirà niente, ma se lo analizzerai a fondo capirai che deriva da "puma", e "Puma" è il soprannome di nonno Geggio.
La pumite è un raptus violento che ti prende soprattutto sul far della sera, quando in realtà dovresti dormire. Ad occhi sbarrati, cerchi disperatamente la sagoma di nonno Puma che a momenti scompare per ritirarsi nella sua "tana" (la camera-studio al piano di sotto).
La tv è sintonizzata su "Cartoonito", ogni sera trasmettono lo stesso cartone animato con protagonisti dei pupazzi che ricordano un po' i Teletubbies, un mantra per favorire il sonno dei più piccoli. Recita più o meno così:
- Fate la nanna, Pontipines...e tutti adesso fanno la nanna...Upsy Daisy, Makka Makka e Tombliboo fanno la nanna...ma...cosa vedo???Attenzione! C'è ancora un bambino che non sta facendo la nanna! Iggle Piggle! - e a quel punto, mentre tu rimani immobile in venerazione al cospetto del pupazzo ribelle, io e nonna commentiamo: "Ecco, il tuo nuovo soprannome sarà Iggle Piggle! Sei come lui, non vuoi mai andare a letto la sera!".
Alla parola "letto" scatta la pumite: in nonno sai che trovi sempre un alleato, sai che ti giustifica ogni malefatta, che ti fa da "palo" in ogni situazione. Affetta da pumite acuta, gattoni verso il nonno e inizi a frignare, a lamentarti, comunicandogli in gergo che hai bisogno di aiuto. Complice e protettivo, il Puma ti prende in braccio e inizia a farti girare per la stanza. Tu sghignazzi tutta soddisfatta, nel frattempo anche Iggle Piggle è andato a letto e il cartone animato si conclude con un quadretto idilliaco molto poco realistico di tutti i pupazzi che ronfano felici.
Iggle Piggle

martedì 25 ottobre 2011

Gioie della maternità

Non c'è cosa più bella di:

1) Vederti stiracchiare al mattino come un micetto mentre mi cerchi con lo sguardo e vorresti dirmi "Uah, che bella dormita mi sono fatta! Ora però coccoliamoci".

2) Sapere che, se mi sposto un attimo in un'altra stanza, tu mi aspetti fiduciosa e, al mio ritorno, mi accogli con le braccia aperte e un gran sorriso estasiato.

3) Sentirti miagolare "mamma" quando ti prendo tra le braccia e ti ricopro di baci.

4) Dormire abbracciata al tuo corpicino profumato e sentire le tue guance soffici che sfregano il mio collo.

5) Prepararti la pappa mentre tu mi osservi rapita e probabilmente pensi "Quante cose nuove posso imparare, ogni giorno che passa!"


6) Comprarti un gioco e capire, dai tuoi gridolini, che ho "colpito nel segno".

7) Insegnarti i nomi dei colori e degli animali in inglese e notare che anche a te, come a me, piace la meravigliosa lingua di Albione.

8) Farti ascoltare la musica e vedere che balli e canticchi con grande disinvoltura.

9) Cantare per te e scoprire che sei la mia fan più sfegatata.

10) Guardarti mentre ti diverti un sacco aggrappata al tuo cavallino a dondolo.

11) Ripensare al momento in cui sei nata e commentare, tra me e me "Sembra ieri, eppure..."

12) Riguardare le tue vecchie foto e confrontarle con il presente, concludendo che un bambino cambia di mese in mese in modo sorprendente. 

13) Farti sentire il sapore di una cosa che non avevi mai mangiato prima e notare che schiocchi la lingua con grande compiacimento.

14) Rileggere i diari della gravidanza e sorridere pensando che adesso quel fagiolino è una birbantella con le codine e le scarpette per i primi passi.

15) Vedere che in famiglia hai riportato il sorriso anche a chi credeva di non poter ritrovare più la felicità.

16) Sapere che il prossimo Natale sarà il più bello degli ultimi anni perché ci sarai tu a renderlo speciale.

Per questo e molto altro, grazie. Ti amo, piccina.

lunedì 3 ottobre 2011

Le peripezie di "Babbo Eona"

Arriva il venerdì sera e babbo Ale (da te soprannominato "Babbo Eona", ovvero Babbo Verona, la città in cui vive da ormai quasi un anno per motivi di lavoro) torna per stare con noi due giorni brevi ma intensi.
Stare lontani per tutta la settimana significa non conoscere bene la tua routine, il che porta inevitabilmente a sorprese e a delusioni da parte del povero babbo "part-time", il quale si ritrova ad affrontare spiacevoli risvegli notturni e colpi di scena quando tutto sembra filare liscio...

Sabato 1 ottobre, ore 21.30:
- La bimba dorme, guarda...
- Eh sì, sembra proprio una bambola...
- Bene, andiamo a nanna anche noi, almeno domattina siamo più rilassati quando ci chiama per la colazione.
- Sì, andiamo.

ore 21.35:
- La bimba s'è svegliata!
- Prova a prenderla in brac....zzzzzz....
- Ale, ci sei?
- Zzzzz....shi, ci son......zzzzz
- Aspetta che tento di ninnarla un po'.

ore 22.40:
- Ale, la porto a vedere un cartone della Disney...
-Va beeeeneee...
- Comunque prepara le chiavi della macchina che...lo sai, vero?
- Sì sì, lo so...si tenta anche quella se il resto non funziona...

ore 00.15:
- Le ho provate tutte! Cartone, musichetta, massaggini, pacchette ritmiche sul sedere...Come se non avessi fatto niente! Guarda, guarda che occhi spalancati che ha! Prendi le chiavi e andiamo, sono esausta.

...E così, come già altre volte è successo, abbiamo dovuto tirar fuori l'artiglieria pesante, come la chiama babbo Ale: giro in macchina. La strada semideserta, solo poche altre macchine che compiono percorsi simili ai nostri: avanti e indietro, intorno alle rotonde, dentro ai parcheggi.
Chissà, magari in quelle macchine c'erano babbi e mamme come noi con figlio a bordo, intenti a giocare l'ultima carta per spedire il loro pargoletto tra le braccia di Morfeo...

venerdì 30 settembre 2011

Il "co-sleeping" dà dipendenza

Da qualche giorno ho ripristinato la modalità "co-sleeping" *, ovvero io e te dormiamo insieme, abbracciate nel morbido lettone. In realtà hai deciso tu, io mi ero già arresa (visto che sei caduta dal letto quattro volte), ma, si sa, tu quando hai un obbiettivo da raggiungere sei ir-re-mo-vi-bi-le: alle due di notte spaccate mi chiami, mugoli "mam-maaaa", ruoti più volte come un pollo sul girarrosto, poi ti alzi in piedi, aggrappata alle sbarre del lettino, mi osservi, valuti il mio grado di sonno, se vedi che è troppo elevato ti accasci piano piano e, da seduta, continui a intonare nenie strazianti per svegliarmi, lanciando di tanto in tanto astute occhiate di sbieco per monitorare la situazione; se invece il livello di sonno è basso e noti che sto ricambiando il tuo sguardo, inizi a piangere e a scuotere le sbarre del lettino per farti prendere in braccio.
Da stratega abilissima quale sei, riesci sempre nel tuo intento.
Il co-sleeping presenta alcuni effetti collaterali e, tra questi, uno in particolare è pericoloso: dà dipendenza.
Il fornitore di co-sleeping (la sottoscritta) soddisfa ogni volta, con successo, la richiesta del fruitore (te), ma finisce anch'esso per entrare nel tunnel della dipendenza e...accadono cose assurde!
Un semplice esempio: stanotte, alle tre, ho sbarrato gli occhi e ho pensato, fissandoti con impazienza: "Chiedimi il co-sleeping...chiedimi il co-sleeping...", ma tu eri nel mondo dei sogni e ti trovavi benissimo nel tuo lettino. Dirai te, "Mamma, ma allora sei scema! Una volta tanto che non ti chiamo e me ne sto per conto mio senza romperti le scatole, mi cerchi lo stesso!"
Effettivamente, non mi capacito di come sia possibile implorare a gran voce una nottata quasi totalmente in bianco quando le premesse sarebbero di dormire finalmente in pace, ma QUI sta la magia dell'amore materno...


* purtroppo il link con la pagina in italiano non esiste, l'ho trovata solo in inglese