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martedì 8 maggio 2012

Nel "tunnel" di Rai Yoyo

- C'è qualcosa che non va in me... - bofonchia perplesso Babbo Ale salendo le scale.
- Cos'è successo? - domando preoccupata.
- Ho acceso la tv e mi sono messo a guardare "L'albero azzurro". Il problema è che ero solo, la bimba era col suo nonno.
- Succede, succede.
- Poi prima ho guardato "Lulù Brum Brum", ma quello l'ho guardato consapevole di farlo, invece durante "L'albero azzurro" non ero consapevole...
- Vuoi rilassarti un po' sul letto? - gli chiedo con dolcezza.
- No, ormai finisco di vedere cosa fa Dodò...Lo sai che Lulù si è fidanzata con il coniglio Servenulla???
 - ...

(voce fuori campo della Gu)
- Certo che un figliolo ti può rivoluzionare davvero la vita...

Lulù Brum Brum e i suoi amici

martedì 20 marzo 2012

intervista doppia impossibile 2

FIGLIA VS BABBO ALE



Soprannome?
Babbo Ale: Prauino
Figlia: Prauino?? Oh my God! Non ti vergogni ad uscire di casa?? Comunque ribadisco, Pati

Età?
Babbo: 27 anni...
Figlia: sta barando! Ne fa 28 il 3 di aprile!
Babbo: gnnn...e va bene, 28. 
Figlia: quasi 15 mesi. Tze, ti prendo di tacco, cariatide.

A che età hai iniziato a parlare?
Babbo: boh
Figlia: perché, adesso parla?? :D Io a sette mesi.

A che età hai iniziato a camminare?
Babbo: 10 mesi
Figlia: 11 mesi...maledizione, mi ha superato...

Pregi dell'altro?
B: è dolce, bella, simpatica, sveglia, tenace, ricettiva, e poi ha uno spiccato senso della meccanica e dell'elettronica, il che mi rende molto fiero.Come smonta le cose lei non lo fa nessuno! Peccato che poi non le rimonti...
F: Mah, aspetta che ci penso...massì, dai, è divertente, ama la meccanica, se mi sporco non mi sbrana come fa mia nonna, è cotto di me e io ne approfitto per fare quello che voglio. Il fatto che sia un maschio rende la cosa più semplice, visto che con gli uomini basta fare due moine e gli occhi dolci e sono subito ai tuoi piedi.

Difetti?
B: Non ne ha!
F: Esagerato!
B: Mh, okay, se proprio devo trovarne uno...è testarda e capricciosa.
F: Ora ci siamo. Lui invece è un po' pigro e ogni tanto fa un gioco online con dei mostri orrendi.

Cosa hai pensato quando hai visto l'altro per la prima volta dopo il parto?
B: Oddio...chi è questa bambola????? Veramente è mia??
F: Oddio, chi è questo rimbambito? Perché mi guarda come se avesse visto la Madonna??

C'è qualcosa che volete dirvi?
B: Sei s.t.r.a.o.r.d.i.n.a.r.i.a.
F: Sei un ottimo poggiapiedi per la notte...

lunedì 28 novembre 2011

Tuo padre

Stavolta tuo padre starà con noi quindici giorni. Q-u-i-n-d-i-c-i.
Devo ancora abituarmi all'idea, dato che l'ultima volta che è potuto stare così tanto tempo insieme alla sua famiglia risale ad agosto.
Presente, premuroso, affettuoso, devoto: questo è tuo padre. Sei la sua dea, sin da quando eri un feto lui mi accarezzava la pancia e ti parlava, mormorandoti frasi buffe come "Presto ti conoscerò, birbantella", "Senti come scalci, sei proprio un terremoto!", "Chissà cosa provi a stare lì dentro, poverina...", "Uhh, ora ti prendo un piedino!", ma anche dolci e romantiche tipo "Presto scoprirò chi è l'altra donna che mi ha fatto innamorare", "Dovrei avere paura, dicono che un figlio è un amore troppo grande, ma io voglio vederti al più presto" e tante, tante altre cosette tenere che già facevano intuire che, un giorno, gli avresti sconvolto la vita. Infatti, c.v.d, da quella mattina di gennaio è un uomo trasfigurato, quando torna a casa esige che tu dorma con noi nel lettone ogni notte e se abbozzi minimamente un broncio insoddisfatto o deluso si arrovella per capire il perché e finché non ti ha strappato un sorriso non si sente in pace con se stesso.
Quando ti aspettavo e fantasticavo sul momento della pappa, spesso gli dicevo "Ai bambini piace mangiare mentre qualcuno li intrattiene facendo aeroplanini col cucchiaio, facce buffe, vocine infantili..." e lui, incrociando le braccia sul petto, ogni volta mi interrompeva esclamando "Non se ne parla nemmeno! Io non mi metterò MAI a fare gli aeroplanini col cucchiaio e a creare stupide scenette! Non farò il pagliaccio per nessuno!". Durante il difficile periodo dello svezzamento, quando i tuoi strilli perforavano i timpani a tutti e ti dibattevi sul seggiolone come se ti avessero messa sopra un letto di rovi, si convinse che, in fondo, un aeroplanino di pappa non ha mai ammazzato nessuno, e così diventò in breve l'intrattenitore più coinvolgente di tutta la casa, e ancora oggi il "mago" degli aeroplanini con il cucchiaio e delle letture dei librini sonori è proprio lui, il tuo caro babbino, che tra l'altro adesso ADORA fare il pagliaccio per farti divertire.
Un po' la storia di nonno Puma che, un giorno, guardando serio il mio pancione, sentenziò:
- Io ho già dato, come nonno, non chiedetemi niente, lasciatemi stare quando nascerà quella bambina.
Ebbene, dopo la tua nascita è letteralmente ammattito, non può stare più di qualche ora senza vederti e "fare il nonno" è la sua soddisfazione maggiore.
Ma torniamo a babbo: io, te e lui insieme è un momento di rara beatitudine da quando il lavoro l'ha portato lontano. Adesso però, chiudiamo gli occhi e assaporiamo queste due settimane, poi ci sarà una piccola pausa di qualche giorno e tu probabilmente ti infurierai e griderai a gran voce "babbo", piangerai, ti farai prendere in braccio e schiaccerai il nasino contro il vetro della finestra per guardare il babbo andar via ancora un'ultima volta, ma...ricordati: babbo Ale sta per tornare da te, mancano poche settimane, e quel giorno il biglietto del treno sarà uno:
SOLA ANDATA.

sabato 19 novembre 2011

Rocky 2

- Il mio amore si sta svegliando...
Babbo ti contempla fiero, baciandoti una manina. Tu ti allunghi come una gatta e rotoli per due volte su te stessa, facendoti ammirare.
- Visto come cresce? Sembra incredibile, ma i suoi calzini di quattro mesi fa adesso li potrebbe mettere al bambolotto! - gli sussurro sorridendo.
- Mamma mia, è sempre più bella...
- E poi, pensa, ha imparato a fare le carezze!
- Davvero?!?
- Sì, apre la manina e te la passa con delicatezza sul viso, sfiorando appena la pelle.
- Meravigliosa! Voglio provare!
Babbo ti si avvicina e implora, con voce volutamente acuta e infantile:
- Piccolaaa, la fai una carezza al tuo babbo???
- Vedrai, ti scioglierai dalla tenerezza... - lo avverto.
Tu ti avvicini al babbo di qualche centimetro, esiti un istante, poi continui ad avvicinarti.
Lui, immobile, ad occhi chiusi, attende estasiato...
STUNF! 
- Auuuuuuuuuuuuuuuuuuuhhhh!!!!!!!!!!
La guancia di babbo vibra per il colpo preso. Gli hai dato una delle tue ormai ben note testate "a sorpresa" e, stavolta, ti sei accanita sullo zigomo.
- Porca miseria amore, che carezza! - commenta infine il povero babbo, reggendosi ancora la guancia dolente.

giovedì 17 novembre 2011

Assente all'appello

Momento del risveglio, ore nove circa.
A passi felpati, arriva nonno Puma, gravido di impazienza, intonando il suo inconfondibile "Eccola, la mia!".
- Dov'è nonno?? - ti chiede a bruciapelo, sorridendo.
Tu, sapendo bene di emozionarlo tantissimo, lo indichi sorniona.

- E mamma? Dov'è mamma? - chiede nonna Laura, che è sopraggiunta nel frattempo salendo le scale nella sua maniera rumorosa e frenetica.
Tu, per tutta risposta, mi indichi sfoggiando un gran sorriso.
Gongolante, sono io adesso a volerti fare una domanda:
- E babbo? Dov'è babbo??
Tu stavolta non sorridi, ti guardi intorno e infine scuoti la testa allargando le braccia in segno di rassegnazione.

Cominci a capire fin troppo bene tante cose. Questo, per certi versi, un po' mi dispiace, perché temo che tu, come me, senta troppo la mancanza di quel caro babbino che ti ama da impazzire e che, ogni volta che deve ripartire, lo fa lasciando scendere qualche lacrima.
Tranquilla piccola mia, presto saremo di nuovo con lui, e non ci sarà più quel treno che ogni lunedì mattina lo inghiotte per portarlo lontano...

lunedì 14 novembre 2011

Rocky e Scarface

 Hai appena tracannato il tuo latte delle sette e mezzo e adesso, morbidamente accoccolata tra me e babbo, cerchi di riprendere sonno.
Babbo ti porge la guancia in attesa di un bacino, e in un attimo...smack! Parte lo schiocco! Lui diventa di mille colori, paupula come un pavone innamorato, si abbarbica alle tue gambe, infine adagia la testa sul cuscino e sospira profondamente:
- Che bello essere padri! 
Nel giro di pochi secondi, sento un colpo secco e un urlo di dolore:
- Ahhhhhhh,  il nasoooo! Il nasoooo!
Memore delle settimane scorse, non tardo a capire cosa è successo: gli hai dato una delle tue classiche testate "a sorpresa" che possono colpire indifferentemente naso, denti, occhi, zigomi o fronte.
Quella sul naso è particolarmente dolorosa, sembra di aver ricevuto un diretto da Rocky Balboa.
Qualche minuto di tregua, poi un altro grido disperato:
- Aiutooo! La mia boccaaaaa!!!!!!!
Stavolta, come un gattino, ti sei avventata sul viso del povero babbo ricoprendolo di graffi (la verità è che per te i graffi equivalgono ancora alle carezze).
- Su, babbo, cerca di non pensarci, è più che normale che la Pati voglia giocare, al mattino. Chiudi gli occhi e cerca di riaddormentarti...
- Sì, provaci te, a dormire, con questa che ti strappa la faccia...

venerdì 11 novembre 2011

Salto nel buio

Per la serie "le malefatte della Pati non finiscono qua", la mattina scorsa mi hai regalato un risveglio decisamente agitato. Ma andiamo per gradi...
Ore 2.00: notte fonda, ti rigiri nel lettino mugolando "mamma". Mi sveglio, scendo dal letto e vengo ad accarezzarti sulla fronte per tranquillizzarti. Ti riaddormenti, ma io perdo il sonno per una buona mezz'ora.
Ore 3.30: ti svegli piangendo e gridando "mammaaa!!!". Ci siamo, è arrivato il momento in cui vuoi essere trasferita nel lettone per dormire abbracciata a me. Mi alzo e ti prendo in braccio cullandoti, adagiando il tuo corpicino delicato sul materasso.
Ore 5.30: nel silenzio, sento un tonfo sordo e uno strillo agghiacciante: ancora intontita - ero entrata da poco nella fase più appagante e profonda del sonno -, non arrivo subito a capire cosa è successo, ma dopo un paio di secondi realizzo che ciò che più temevo è accaduto: sei caduta dal letto. Spaventatissima, ti sollevo da terra mentre tu piangi come una fontana. Tremo, balbetto "Amore, co-come stai???", ma sembri inconsolabile. Ti analizzo nei dettagli accendendo la luce: sei pallida, ma non presenti ferite né ammaccature superficiali.
Ti porto in bagno e guardo la mia faccia nello specchio: ho il pallore di un mimo di strada e l'espressione di una cernia appena pescata. La paura mi ha resa uno spettro. Invece tu, di fronte allo specchio, esplodi in una fragorosa risata, e da lì capisco che ti è passato tutto. Decisamente più serena, me ne torno a dormire, ma stavolta tento di rispedirti nel tuo lettino; inutile dire che ti opponi con fermezza e riguadagni la tua postazione accanto a me nel lettone, stringendomi forte. Non sapendo più cosa fare, decido di telefonare a tuo padre che ha appena concluso il turno di notte all'ospedale e mi sfogo raccontandogli tutto. Lui sospira, dice "Che peste, la mia Pati, certo c'ha il vizio di buttarsi di sotto dal letto!" (per la cronaca, è successo già altre quattro volte, e la prima volta avevi solo cinque mesi).
- Sì, Ale, mi ha fatto prendere uno spavento che non ti dico.
- Coraggio, dopodomani sono finalmente da voi.
Alla fine, esausta, decido di sfidare la sorte e ti tengo nel letto con me, ma stavolta il mio sonno, si capisce, è molto più leggero...

domenica 23 ottobre 2011

Una bambolina che fa no, no, no

Domenica. Ore 19.00 circa. Babbo riparte per Verona (per la cronaca, questa settimana si è potuto fermare qua solo per un giorno).Ti prende in braccio, schiocca un bacio sulla tua guanciotta morbida, poi ti appoggia in terra per farti gattonare, bacia me, saluta tutti, apre la porta e se ne va.
Inizialmente non dai peso alla cosa e ti butti sui tuoi giocattoli, indignandoti a bassa voce con un pezzo delle costruzioni, ma dopo qualche minuto alzi la testina, guardi la porta e, scuotendo la testa, bofonchi corrucciata:
- Gnò!
Dopo pochi secondi, mi guardi con le sopracciglia aggrottate, osservi i tuoi nonni e scuoti la testa, quasi a chiedere "Beh? Voi non dite niente di questo abbandono improvviso?? Ogni settimana si ripete la stessa storia, esigo spiegazioni!
Torni a molestare il cubo delle costruzioni con un'aria strana, un mix di mestizia e disgusto.
Passano appena dieci secondi che già torni all'attacco; in un climax di aggressività, scaraventi il cubo con rabbia colpendo un'innocente paperella di gomma, gattoni fino al televisore, lo spegni, torni indietro fino a raggiungere il divano e ti aggrappi a un bracciolo; afferri la mia borsa, la sollevi per un manico rivelando una forza erculea, la lasci cadere sul pavimento con un tonfo sordo ed esclami:
- Gnò, gnò, gnò!
Io resto sul divano a godermi la scena, trattenendo un risolino divertito, mentre nonno Geggio commenta:
- Senti, ha imparato a dire di no! E chi la ferma più, ora!
- "E' una bambolina che fa no, no, no", cantava Michel Polnareff negli anni sessanta - commenta la nonna compiaciuta.
Cerco di prenderti in braccio per darti un bacino e farti una carezza sulla testa, ma ti sottrai alle mie premure ripetendo "Gnò, gnò, gnò", da leggere come "Rimanda a dopo le smancerie, ora lasciami sola nel mio dolore".
In genere l'età dei "no" è intorno ai due-tre anni, momento in cui il bambino sfoggia la sua sete di indipendenza e utilizza il "no" per porre dei confini tra le sue idee e quelle degli altri. Tu hai nove mesi e venti giorni (!).
Che dire? Speriamo sia stata solo la rabbia nel veder partire tuo padre...

martedì 18 ottobre 2011

Un "ciao" polisemantico

Da quattro mesi fai "ciao" con la manina. Il gesto è dolcissimo, ma di natura criptica.
Fiere delle prodezze del figlio, di solito le mamme si lanciano in interpretazioni non sempre attendibili dei messaggi in codice del loro piccolo, e tua madre non ha fatto eccezione.
Dopo un'attenta analisi semantica, ho concluso che il tuo "ciao" può essere tradotto nei seguenti modi:
1) "Oh, finalmente eccoti" (dolce)
2) "Fuori dai piedi" (molto meno dolce)
3) "La pappa è buonissima" (e qui un genitore gongola)
4) "La pappa fa schifo" (e qui un genitore ha ben poco di cui gongolare)
5) "Mi stai simpatico" (hehe)
6) "Non ti sopporto, mi fai venire l'orticaria" (riservato solo a persone veramente insopportabili e invise alla quasi totalità del genere umano)
7) "Ho sonno" (evviva!)
8) "Non l'avete ancora capito che adesso non ho sonno????" (glab!)

Avrai capito che il tuo "ciao" significa tutto e il contrario di tutto, e chi ti capisce è bravo.

Inoltre, oggi hai inaugurato anche un nuovo saluto: il "ciao" onirico. Continuando a dormire indisturbata nel tuo passeggino, inaspettatamente hai alzato la manina e...hai salutato. Il tuo "ciao" da sonnambula, effettuato ad occhi chiusi, è stato un presagio (un epiphany, avrebbe detto James Joyce).
Se consideriamo che:
- ogni tanto di notte ti ho sentita dialogare con il tuo cuscino
- Alessandro è tuo padre
la domanda sorge spontanea: non sarai mica Parasomnia Activity 2 la Vendetta?? 
AI POSTERI...

venerdì 9 settembre 2011

Parasomnia Activity

Il ritorno settimanale di tuo padre è momento di grande felicità per tutti noi, tu lo accogli con gridolini estatici, io lo abbraccio con vigore fino a stritolarlo. Tutto sembra un bellissimo sogno, la giornata e la serata volano via tra risate, babbo ti tiene sulle ginocchia e io mi siedo di fronte a lui lasciandogli tutta la libertà di coccololarti e baciarti fino a "toglierti il colore dalle guance", lui racconta di TAC e risonanze, sale d'attesa pullulanti di pazienti, sere buie di sconforto dominate dalla nostalgia,  io di pappe spiaccicate, capricci, ciucci scaraventati per aria con ferocia da una piccola ribelle (chissà a chi mi riferisco!) e poi, tra uno sbadiglio e un altro, andiamo a dormire.
Dal momento in cui siamo sotto le lenzuola...inizia l'incubo.
Devi sapere che tuo padre parla nel sonno, ma non dice cose sensate, non segue un filo logico. Il suo disturbo è collocabile tra il sonnambulismo e il sonniloquio, ma mentre il sonnambulo si alza dal letto, scende le scale, apre il frigo, si fa un panino con il prosciutto, se lo mangia e poi se ne torna dove era prima, la persona affetta da sonniloquio parla, racconta i suoi sogni con un linguaggio incomprensibile, fatto di borbottii, parole strascicate, biascichii, risate improvvise seguite da silenzi...uno show notturno da far impallidire i più grandi maestri del terrore. Ci manca solo il ghigno malefico e poi uno è pronto per girare il remake di "Shining".
Per renderti conto di che tipo di frasi pronuncia solitamente tuo padre nel sonno, potresti digitare a caso sulla tastiera per cinque secondi e poi rileggere il tutto. E non sto esagerando.
Raramente capita di riuscire a capire quello che ha detto, e allora sono risate assicurate.
Le perle notturne di tuo padre rimaste nella storia sono le seguenti:
1) "Non mi ripeti, è inutile" (rivolto a me mentre cercavo, con sottile perfidia, di registrarlo: un insulto alla sintassi)
2) "Vuoto e compìto" (a tutt'oggi non interpretabile)
3) "Facevi il sugo" (mi immaginava forse in cucina alle tre di notte?)
4) "La bambina corre qua accanto a me" (certo, certo, non gattonavi ancora e già lui ti vedeva correre...)

Avrai capito che ti aspettano notti in cui non servirà prendere a noleggio un film, il cinema lo potrai avere di fronte ai tuoi occhi, a casa tua..."Parasomnia Activity"!

mercoledì 7 settembre 2011

quel 13 gennaio

Ebbene sì, tuo padre deve già salutarti. Non hai nemmeno un mese, che dico un mese, neppure quindici giorni, ma le valigie sono accatastate sulla porta e aspettano di essere caricate in macchina.
In quanto a me, tengo gli occhi bassi e aspetto che l'ondata di tristezza mi travolga e spazzi via il fantastico sogno di me, te e babbo uniti come nella famiglia del Mulino Bianco, con babbo sorridente che si catapulta giù per le scale e ci raggiunge a tavola per la colazione, poi ti prende in braccio, mi bacia sulla fronte ed esclama energico "Vado a lavoro, ci vediamo stasera tesori miei!". Le famiglie "Mulino Bianco" non devono vedersela con problemi di distanza, nervosismo quotidiano, per loro tutto è motivo di allegria, non si separano mai per mesi e mesi, non devono usare la webcam per scambiarsi un sorriso o un bacio, le famiglie "Mulino Bianco" sono maledettamente fortunate e niente turba il loro perfetto equilibrio domestico.
Il 13 gennaio 2011 non ho versato una lacrima vedendo uscire dalla porta tuo padre, perché nei giorni precedenti avevo già consumato un'intera confezione di fazzoletti; ormai, dopo la disperazione iniziale, ero passata alla fase della rassegnazione: è andata così. Il lavoro, oggi come ieri, porta lontano, smembra le famiglie, ma noi ce la faremo, affronteremo tutto con pazienza e con amore, il sentimento che ci lega è forte, non crollerà certo per questo...Sì, amore, ce la faremo, e dopo la famiglia del Mulino Bianco ci farà sorridere, almeno noi potremo dire di essercela sudata, quella felicità che loro trasudano da ogni poro, e la soddisfazione sarà massima.

"Se anche solo desideri essere accanto a qualcuno che ami, ci sei già". Richard Bach  
COME SEMPRE TUE, MAMMA E PATI.