Etichette

amicizia (2) amore (26) animali (2) astronomia (1) babbo (11) bambini (13) bambola (1) beatles (1) birbonate (5) buio (1) canto (1) capricci (15) cartoni animati (11) ciao (1) ciuccio (1) colori (1) consigli (1) critiche (1) dedizione (2) dentini (4) dolore (6) effetti indesiderati (1) emozioni (20) estivill (1) feste (1) figli (1) figlia (8) fiori (1) frutta (3) futuro (6) gelosia (1) genitori (22) giochi (9) gioia (2) hello kitty (2) ikea (1) inconvenienti (2) interessi (1) intervista (4) invenzioni (1) lettura (1) libri (1) lingue (1) malattie (2) mamma (12) mammona (1) margherite (1) mastite (1) misteri (2) mobili (1) musica (3) nanna (1) natura (1) nipote (2) noia (1) nonna (1) nonni (13) nonno (1) occhi (1) pannolone (1) pappa (4) parole (9) partenze (6) parto (1) passioni (1) paura (5) persone (2) poesie (2) primi passi (1) progressi (10) protettività (5) psicologia infantile (4) pubblicità (1) queen (1) ricordi (8) riflessioni (14) risate (3) ritorni (2) routine (2) segno zodiacale (2) sogno (1) sonnambulismo (2) sonno (14) stanchezza (1) strumenti musicali (1) supermercato (1) televisione (1) tempo (2) treno (1) tristezza (4) vaccino (1) vicini di casa (1)
Visualizzazione post con etichetta partenze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta partenze. Mostra tutti i post

martedì 27 dicembre 2011

Playback

Viaggio in macchina, nonna Gu al volante. Io e babbo Ale, mollemente stravaccati sul sedile posteriore, ci scambiamo di tanto in tanto qualche bacino furtivo da timidi innamorati ai primi appuntamenti.
Tu ci guardi in silenzio e sorridi, compiaciuta.
Di colpo nonno Puma rompe il silenzio:
- Allora Alessandro, quanti mesi ti hanno detto di stare lassù? - domanda ironico, ridacchiando.
Babbo Ale non capisce subito l'ironia della frase:

- Mesi?!? Per carità, ormai si parla di giorni, finalmente, altro che mesi!
Gongolando al solo pensiero del suo imminente ritorno ad Itaca, Babbo Ale-Ulisse abbraccia forte la sua Penelope. La pargola, sorniona - Ulisse non aveva figlie femmine, ma devo necessariamente concedermi una licenza narrativa - segue lo spettacolo e batte le manine.
Il Puma fa una risatina e precisa:
- Sì, certo, lo so, stavo solo facendo un playback...
- Un che?? - intervengo io scoppiando a ridere.
Nonno Puma intendeva dire che stava facendo un "flashback", un tuffo nel passato, ritornando col pensiero al momento in cui, un anno fa, chiese a babbo Ale quanti mesi doveva stare lontano da casa per lavoro.
Bisogna dirlo: Luca Giurato, a tuo nonno, gli fa un baffo.

lunedì 28 novembre 2011

Tuo padre

Stavolta tuo padre starà con noi quindici giorni. Q-u-i-n-d-i-c-i.
Devo ancora abituarmi all'idea, dato che l'ultima volta che è potuto stare così tanto tempo insieme alla sua famiglia risale ad agosto.
Presente, premuroso, affettuoso, devoto: questo è tuo padre. Sei la sua dea, sin da quando eri un feto lui mi accarezzava la pancia e ti parlava, mormorandoti frasi buffe come "Presto ti conoscerò, birbantella", "Senti come scalci, sei proprio un terremoto!", "Chissà cosa provi a stare lì dentro, poverina...", "Uhh, ora ti prendo un piedino!", ma anche dolci e romantiche tipo "Presto scoprirò chi è l'altra donna che mi ha fatto innamorare", "Dovrei avere paura, dicono che un figlio è un amore troppo grande, ma io voglio vederti al più presto" e tante, tante altre cosette tenere che già facevano intuire che, un giorno, gli avresti sconvolto la vita. Infatti, c.v.d, da quella mattina di gennaio è un uomo trasfigurato, quando torna a casa esige che tu dorma con noi nel lettone ogni notte e se abbozzi minimamente un broncio insoddisfatto o deluso si arrovella per capire il perché e finché non ti ha strappato un sorriso non si sente in pace con se stesso.
Quando ti aspettavo e fantasticavo sul momento della pappa, spesso gli dicevo "Ai bambini piace mangiare mentre qualcuno li intrattiene facendo aeroplanini col cucchiaio, facce buffe, vocine infantili..." e lui, incrociando le braccia sul petto, ogni volta mi interrompeva esclamando "Non se ne parla nemmeno! Io non mi metterò MAI a fare gli aeroplanini col cucchiaio e a creare stupide scenette! Non farò il pagliaccio per nessuno!". Durante il difficile periodo dello svezzamento, quando i tuoi strilli perforavano i timpani a tutti e ti dibattevi sul seggiolone come se ti avessero messa sopra un letto di rovi, si convinse che, in fondo, un aeroplanino di pappa non ha mai ammazzato nessuno, e così diventò in breve l'intrattenitore più coinvolgente di tutta la casa, e ancora oggi il "mago" degli aeroplanini con il cucchiaio e delle letture dei librini sonori è proprio lui, il tuo caro babbino, che tra l'altro adesso ADORA fare il pagliaccio per farti divertire.
Un po' la storia di nonno Puma che, un giorno, guardando serio il mio pancione, sentenziò:
- Io ho già dato, come nonno, non chiedetemi niente, lasciatemi stare quando nascerà quella bambina.
Ebbene, dopo la tua nascita è letteralmente ammattito, non può stare più di qualche ora senza vederti e "fare il nonno" è la sua soddisfazione maggiore.
Ma torniamo a babbo: io, te e lui insieme è un momento di rara beatitudine da quando il lavoro l'ha portato lontano. Adesso però, chiudiamo gli occhi e assaporiamo queste due settimane, poi ci sarà una piccola pausa di qualche giorno e tu probabilmente ti infurierai e griderai a gran voce "babbo", piangerai, ti farai prendere in braccio e schiaccerai il nasino contro il vetro della finestra per guardare il babbo andar via ancora un'ultima volta, ma...ricordati: babbo Ale sta per tornare da te, mancano poche settimane, e quel giorno il biglietto del treno sarà uno:
SOLA ANDATA.

giovedì 24 novembre 2011

Momenti epici

 1) UNA SCARPA DI TROPPO
- Pati, perché hai una scarpa sì e una no??
Tu, per tutta risposta, ti prendi il piedino e sfili l'altra scarpa.
- Beh, non era esattamente questo che intendevo, avrei voluto che ti mettessi la scarpa mancante, non che ti togliessi quella che avevi ancora al piede!

2) DOLCE CONSOLAZIONE
    - Pati, dai, babbo torna presto...non fare così...
    - Gnò, gnò, gnooò... (lacrime e rabbia)
    - Solo una breve pausa e poi starà con te ben QUINDICI giorni!
    Le mie parole non servono a placare un dramma che sembra non conoscere fine. Di colpo, nonno Puma se ne esce con una proposta:
  - Andiamo a comprare...qualcosa di buono?
  - U-bà! U-bà! - esclami tu, accantonando per un attimo i dispiaceri.
Al ritorno dal mercatino della frutta, sei decisamente un'altra persona. L'uva è il tuo oppio.

giovedì 17 novembre 2011

Assente all'appello

Momento del risveglio, ore nove circa.
A passi felpati, arriva nonno Puma, gravido di impazienza, intonando il suo inconfondibile "Eccola, la mia!".
- Dov'è nonno?? - ti chiede a bruciapelo, sorridendo.
Tu, sapendo bene di emozionarlo tantissimo, lo indichi sorniona.

- E mamma? Dov'è mamma? - chiede nonna Laura, che è sopraggiunta nel frattempo salendo le scale nella sua maniera rumorosa e frenetica.
Tu, per tutta risposta, mi indichi sfoggiando un gran sorriso.
Gongolante, sono io adesso a volerti fare una domanda:
- E babbo? Dov'è babbo??
Tu stavolta non sorridi, ti guardi intorno e infine scuoti la testa allargando le braccia in segno di rassegnazione.

Cominci a capire fin troppo bene tante cose. Questo, per certi versi, un po' mi dispiace, perché temo che tu, come me, senta troppo la mancanza di quel caro babbino che ti ama da impazzire e che, ogni volta che deve ripartire, lo fa lasciando scendere qualche lacrima.
Tranquilla piccola mia, presto saremo di nuovo con lui, e non ci sarà più quel treno che ogni lunedì mattina lo inghiotte per portarlo lontano...

domenica 23 ottobre 2011

Una bambolina che fa no, no, no

Domenica. Ore 19.00 circa. Babbo riparte per Verona (per la cronaca, questa settimana si è potuto fermare qua solo per un giorno).Ti prende in braccio, schiocca un bacio sulla tua guanciotta morbida, poi ti appoggia in terra per farti gattonare, bacia me, saluta tutti, apre la porta e se ne va.
Inizialmente non dai peso alla cosa e ti butti sui tuoi giocattoli, indignandoti a bassa voce con un pezzo delle costruzioni, ma dopo qualche minuto alzi la testina, guardi la porta e, scuotendo la testa, bofonchi corrucciata:
- Gnò!
Dopo pochi secondi, mi guardi con le sopracciglia aggrottate, osservi i tuoi nonni e scuoti la testa, quasi a chiedere "Beh? Voi non dite niente di questo abbandono improvviso?? Ogni settimana si ripete la stessa storia, esigo spiegazioni!
Torni a molestare il cubo delle costruzioni con un'aria strana, un mix di mestizia e disgusto.
Passano appena dieci secondi che già torni all'attacco; in un climax di aggressività, scaraventi il cubo con rabbia colpendo un'innocente paperella di gomma, gattoni fino al televisore, lo spegni, torni indietro fino a raggiungere il divano e ti aggrappi a un bracciolo; afferri la mia borsa, la sollevi per un manico rivelando una forza erculea, la lasci cadere sul pavimento con un tonfo sordo ed esclami:
- Gnò, gnò, gnò!
Io resto sul divano a godermi la scena, trattenendo un risolino divertito, mentre nonno Geggio commenta:
- Senti, ha imparato a dire di no! E chi la ferma più, ora!
- "E' una bambolina che fa no, no, no", cantava Michel Polnareff negli anni sessanta - commenta la nonna compiaciuta.
Cerco di prenderti in braccio per darti un bacino e farti una carezza sulla testa, ma ti sottrai alle mie premure ripetendo "Gnò, gnò, gnò", da leggere come "Rimanda a dopo le smancerie, ora lasciami sola nel mio dolore".
In genere l'età dei "no" è intorno ai due-tre anni, momento in cui il bambino sfoggia la sua sete di indipendenza e utilizza il "no" per porre dei confini tra le sue idee e quelle degli altri. Tu hai nove mesi e venti giorni (!).
Che dire? Speriamo sia stata solo la rabbia nel veder partire tuo padre...

mercoledì 7 settembre 2011

quel 13 gennaio

Ebbene sì, tuo padre deve già salutarti. Non hai nemmeno un mese, che dico un mese, neppure quindici giorni, ma le valigie sono accatastate sulla porta e aspettano di essere caricate in macchina.
In quanto a me, tengo gli occhi bassi e aspetto che l'ondata di tristezza mi travolga e spazzi via il fantastico sogno di me, te e babbo uniti come nella famiglia del Mulino Bianco, con babbo sorridente che si catapulta giù per le scale e ci raggiunge a tavola per la colazione, poi ti prende in braccio, mi bacia sulla fronte ed esclama energico "Vado a lavoro, ci vediamo stasera tesori miei!". Le famiglie "Mulino Bianco" non devono vedersela con problemi di distanza, nervosismo quotidiano, per loro tutto è motivo di allegria, non si separano mai per mesi e mesi, non devono usare la webcam per scambiarsi un sorriso o un bacio, le famiglie "Mulino Bianco" sono maledettamente fortunate e niente turba il loro perfetto equilibrio domestico.
Il 13 gennaio 2011 non ho versato una lacrima vedendo uscire dalla porta tuo padre, perché nei giorni precedenti avevo già consumato un'intera confezione di fazzoletti; ormai, dopo la disperazione iniziale, ero passata alla fase della rassegnazione: è andata così. Il lavoro, oggi come ieri, porta lontano, smembra le famiglie, ma noi ce la faremo, affronteremo tutto con pazienza e con amore, il sentimento che ci lega è forte, non crollerà certo per questo...Sì, amore, ce la faremo, e dopo la famiglia del Mulino Bianco ci farà sorridere, almeno noi potremo dire di essercela sudata, quella felicità che loro trasudano da ogni poro, e la soddisfazione sarà massima.

"Se anche solo desideri essere accanto a qualcuno che ami, ci sei già". Richard Bach  
COME SEMPRE TUE, MAMMA E PATI.