Quando due diventano genitori entrano a far parte di un mondo nuovo, fatto di foreste incantate, conigli che mangiano la marmellata, orsacchiotti che ballano, canzoncine allucinogene...
La "cartoonite" è un disturbo congenito che colpisce madri e/o padri di bambini che guardano i programmi di "Cartoonito", canale presente sul digitale terrestre. Basterà passare un'ora al giorno per due mesi di fronte a "Baby Looney Tunes" e "Il trenino Thomas" e questi, assieme al camioncino Chuck, si ripresenteranno nella notte durante la fase REM, accompagnati dalle loro sigle martellanti. Li vedrai correre, cantare, rincorrersi...il tutto fino a farti perdere completamente il sonno.
Attenzione: tutto ciò, come se non bastasse, si verifica anche durante la giornata. Ti stai arrovellando il cervello per ricordare le cifre di un numero di telefono?? Ti torna in mente la sigla del trenino Thomas.
Devi portare a termine un compito oneroso? Ecco che ti si parano davanti i Baby Looney Tunes. Sei stanco/a e avresti bisogno solo di liberare la mente e rilassarti?? Hello Kitty è lì che ti aspetta, ben nascosta in un angolino del tuo cervello e pronta a farti "tana" non appena ti addormenti.
A proposito di lievi degenerazioni cerebrali causate da canzoni per bambini, mi ricordo che un giorno, mentre camminavo verso la mia facoltà, vidi uscire dall'ospedale alcuni dottori ancora in camice, diretti probabilmente verso il bar per la pausa caffè.
Uno di loro, brizzolato e sovrappensiero, lo sguardo perso nel vuoto, mentre i colleghi discutevano di una colecistectomia, intonò improvvisamente "Il coccodrilloooo comeee faaa, pa pa pa pa paa...".
All'epoca non ero ancora diventata mamma, perciò la cosa mi sorprese e pensai subito "Quel tizio non deve avere le rotelle tutte a posto".
Invece, adesso anch'io ho provato sulla mia pelle cosa significa uscirsene da una cena tra amici con la sensazione di avere Bugs Bunny sulla spalla che mordicchia una carota e ti dice "Mi sono proprio divertito stasera".
Povero dottore brizzolato, non eri matto, eri "solo" un papà.
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domenica 4 dicembre 2011
venerdì 9 settembre 2011
BIANCANEVE E I SETTE NANI: MA...PERCHE’ IO NE HO VISTO ANCHE UN OTTAVO??
La routine è giusta e necessaria in certi casi, lo dicono tutti, chiunque è concorde con la teoria che con i bambini “repetita iuvant”, e io...mi sono attrezzata: registratore, telecomando, videocassetta VHS ormai usurata ma sempre godibile.Ogni pomeriggio è all'insegna della Disney.
Il cartone animato di Biancaneve è un classico degli anni ’30, ispirato alla fiaba dei Fratelli Grimm. La storia tutti la conosciamo: Biancaneve è una deliziosa principessa che vive con una matrigna che probabilmente non ha molti interessi nella vita, se il suo unico passatempo è quello di preparare mele avvelenate e consultare lo specchio magico per farsi gli affari degli altri (non esisteva ancora Facebook, altrimenti avrebbe usato quello).
Biancaneve è bella, dai modi gentili, ma con il QI di una cimice (non me ne vogliano le cimici). Quando arriva la matrigna trasformata in vecchietta lei non pensa neppure per un istante che ci possa essere una trappola, apre la porta sorridente e la fa entrare! Non è tutto; pochissimi giorni prima Brontolo (il nano misogino che pensa che tutte le donne siano perfide) la aveva avvertita che correvano voci strane sul conto della matrigna: "Attenzione, è maestra di magia nera! Riesce persino a rendersi invisibile!".
Ora, nella casetta dei sette nani non ci capitava più un cane da non si sa quanti anni, un mattino arriva una vecchietta che vuole a tutti i costi rifilarle una mela...possibile che a Biancaneve non sia venuto il sospetto che ci potesse essere un pericolo in agguato??
Alla fine del cartone animato, poi, ci sono rimasta veramente male (da piccola non avevo notato niente): arriva il principe, bacia Biancaneve, lei si sveglia, monta sul cavallo bianco, fa un tiepido saluto ai nani e se ne va. Mah. Poveri nani, si sono sbattuti per farti una bara di cristallo e ti hanno vegliata giorno e notte per non si sa quanto (nelle fiabe il tempo trascorso è sempre un'incognita)...potresti essere anche un minimo riconoscente, visto che vai a vivere in un castello e non in un tugurio: porta con te anche loro!
La cosa che mi preoccupa di più, comunque, è un'altra: dopo cinquanta visioni del film, comincio ad avere le allucinazioni. Prima notavo solo i personaggi principali, il castello, il bosco, la casetta dei nani e gli animali della foresta, adesso so perfettamente di che colore è il cappello di ogni nano, le battute di ogni personaggio almeno fino a metà film, non riesco più a togliermi dalla testa la colonna sonora, e sono arrivata a vedere persino un ottavo nanerottolo che ogni tanto fa capolino da un cespuglio. Credo che tra non molto passeremo alla Sirenetta, sperando di non vedere sedici tentacoli a Ursula.
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