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lunedì 18 marzo 2019

Biancaneve

Prendi questa mela dalle un morso sembri Biancaneve ora facciamo un gioco che te non puoi fare è una cosa nostra stammi lontana lasciami perdere torna a giocare con lei che è sfigata lasciaci parlare delle nostre cose non puoi sentire non puoi capire sei troppo piccola hai un anno meno di noi noi siamo grandi noi siamo più eleganti noi abbiamo fratelli grandi noi ci trucchiamo meglio noi facciamo i video musicali meglio di te noi siamo le regine ci devono obbedire tutti lui non ti ama lui ama la gente cattiva capito... CATTIVA... mettitelo bene in testa lui è il nostro schiavo lui fa quello che diciamo noi non puoi decidere te non può decidere lui decidiamo noi per lui le regole le facciamo noi.

Spostati che devo passare

Spostati...

Hai capito??? Spostati o ti do una spinta

Sei la strana della classe non parli mai perché non giochi?
Vuoi giocare con NOI?!
Mi dispiace non puoi ciao.

Perché non vuoi mai giocare con noi??
Lo vedi che sei strana??

martedì 26 febbraio 2019

Principessa triste

Un tempo, molto lontano per fortuna, me la prendevo se vedevo una bella ragazza e le cercavo mille difetti, mille imprecisioni.
E queste labbra sono troppo gonfie, sicuramente ha fatto il botox, e queste gambe sono photoshoppate, e il viso è volgare, e gli occhi sono piccoli...
La fiera dell'inutilità, della pochezza.
Ero io ad essere volgare, in questo modo.
Volgare e più brutta, e non sono poi una brutta donna, ho ovviamente i miei difetti ma dagli uomini sono sempre stata considerata di tutto rispetto, forse per merito della mia magrezza e dell'altezza, o dei lunghi capelli selvaggi.

Comunque, ho iniziato a voler molto bene di istinto, anche senza conoscerle, alle donne bellissime che incontro per strada, perché adesso mi metto nei loro panni. Da quando sono mamma, devo combattere contro l'invidia delle compagne di mia figlia, che è una bellissima bambina e per questo viene presa di mira.
Essere belle non è una colpa, la colpa è essere invidiose, o forse è solo un limite, una debolezza, una confessione di inferiorità.
Ieri alla festa di Carnevale eri molto carina, vestita da principessa, avevi occhi stellati e voglia di divertirti.
Non appena sei entrata nella stanza della festa, hai visto subito qualcosa che ti ha turbata, e sei rimasta lì, in piedi, come paralizzata.
- Siediti, dai, è bella la festa! - ho sorriso cercando di smorzare la tensione, ma tu eri già entrata in una coltre di ovatta, gli occhi pieni di lacrime e lo sguardo terrorizzato.
- Mamma, non mi piace questa festa, andiamo via ti prego - hai farfugliato mentre il terrore ti serrava la gola.
Mi sono guardata intorno e ho visto la famosa bulla con la sua amichetta 'braccio destro', e allora ho capito tutto.
Tu a quella festa non ci vuoi stare perché ci sono loro!
Ormai scoppiata in un pianto dirotto, hai iniziato a tremare, abbracciandomi.
- Tesoro, non ti preoccupare, non succede niente, divertiti insieme ai tuoi amici - ti ho sussurrato con tenerezza, mentre F. e G. iniziavano a preoccuparsi delle tue lacrime e della tua paura di entrare nel cerchio con gli animatori.
I tuoi amici maschi, per fortuna, vedono sempre.
Le femmine, non si sa bene perché, sono cieche e ridanciane.
- Certo che vi divertite veramente male - ho esclamato guardando fissa negli occhi una delle due bambine.
I maschi si sono avvicinati a te per capire meglio, allora ho capito meglio (e magari anche tu) che non bisogna avere paura di mostrare le proprie emozioni, difendersi è un diritto e un modo per uscire dagli incubi che spesso crea la cattiveria umana.

Tornata a casa, prendi un pacchetto di stelle filanti e le lanci sul pavimento, immergendoti con rabbia e gioia in una nuvola color arcobaleno.
Sembri libera, finalmente.

La sera, mentre ti spogli, noto sul braccio una chiazza, un livido violaceo, segno di strattonamento.
Con uno sguardo, senza dire una parola, chiedo spiegazioni, tu rispondi 'Non ricordo, ho sonno'.

Il bullismo femminile (isolare, deridere, non salutare, ignorare, danneggiare) è reato.
Restare ciechi di fronte al panico di un figlio e ad un livido sul braccio è una scelta che un genitore non farà mai.

mercoledì 6 febbraio 2019

La risposta

Forse ho capito perché, ad un certo punto, in un momento non preciso, forse da sempre, forse da oggi, forse da ieri, forse dopo una frase, un sogno, un sorriso o una carezza, ci si innamora.

Ci si innamora quell'unica volta in cui, nudi l'uno di fronte all'altra, ci sentiamo futuri peccatori nel paradiso terrestre.
La nudità, naturalmente, è quella dei nostri pensieri, delle nostre paure, delle fragilità che da sempre cercavamo di nascondere.
Il peccato, prima di essere carnale, è mentale. Ci scambiamo le paure e ci cloniamo i gesti, ripensiamo con tenerezza alla violenza con cui quel viso ci ha invaso prima il cuore e poi gli occhi.

Da quel momento diventiamo un NOI e scopriamo che tutto questo è quello che aspettavamo.

Il segreto sta nel tornare Adamo ed Eva. E accade veramente solo una volta.

Senza filtri

Pensieri storditi di un' innamorata introversa.

Amo tutto di te.
Amo il fatto che sei finalmente riuscito a dirmi ciò che provi per me, amo i tuoi gatti, le tue mani, i tuoi occhi da micio e i tuoi sorrisi improvvisi.
Amo le cose che mi hai insegnato, ad esempio i segreti delle meduse e la bellezza di avere un amico immaginario fatto coi pezzi di Lego.
Amo il fatto di amarti, e questo è ciò che ha scatenato una tempesta dentro di me. Sentire che quei moti del cuore erano per te, che succedeva soltanto quando c'eri tu vicino.

Non so esattamente quando è scattata la molla, forse quando mi hai fatto la sorpresa di arrivare di corsa fino al salotto di casa mia spalancando la porta e mi hai detto 'Andiamo ai giardini?' e io in una frazione di secondo avevo già le scarpe ai piedi e facevo le scale tre a tre per scendere più velocemente.
Forse, invece, è successo quella sera alla festa di giugno in piazza, la testa mi girava fortissimo e ballavo da mezz'ora intorno ad un palo senza nemmeno rendermene conto. Appena ho realizzato che ero lì, ho capito che lo stavo facendo perché ero felice, e mi sono chiesta il perché, e ho trovato la risposta guardandoti negli occhi.
Mi stavi già guardando, seduto sui gradini della yogurteria, e io mi stavo innamorando.

Non ho mai avuto paura di provare amore, o forse sì ma solo nei primi attimi, però...voglio svelarti un segreto: una natura introversa e silenziosa come me non ha paura dell'amore, sarà più probabile sentirmi urlare 'Ti amo' che 'Ciao, a presto'. Ti spiazzeró con la mia follia, anche se il vero matto, ammettilo, vuoi essere tu.

Via libera ai cuoricini sul diario, agli abbracci che un po' ti stritolano e un po' ti salvano. Non negarlo, nei miei abbracci ti senti al riparo. Ti senti a casa.

Sono una ragazza di poche parole ma so dire 'Ti amo' e non è colpa dei film o delle canzoni.
Sei più affascinante tu, con quel segreto nascosto in fondo agli occhi, l'aria inaccessibile, una mano stesa a proteggere il cuore e l'altra che mi porge la chiave per aprirlo.

Io sono la rappresentazione classica, narrativa, figurativa dell'amore, tu ne sei la filosofia. Io sono un dipinto del cuore, tu sei la scienza che tenta di spiegare come funzionano i suoi ingranaggi.
Io, a forza di dedicarti battiti, li ho inceppati tutti.

E, ti dirò di più, a me vai bene anche così con i tuoi segreti, tanto ormai sono arrivata troppo in profondità per non conoscerli.

I love you. Ti amo. Ti voglio bene.
Fanne tesoro di queste frasi, mi sento libera quando le dico, e non sono mai stata così tua come quando fingi di non ascoltarmi o ti fai schermo con le braccia.
È proprio in quei momenti, che so per certo che mi ami.

Odio et amo

Pensieri sconnessi di un innamorato:

Che senso ha camminarti distante, lasciare che tutti pensino che abbiamo traiettorie diverse, se poi non faccio altro che rincorrerti con gli occhi?

Che motivo c'è di nascondermi dietro a questa finta indifferenza quando vorrei solo che quelle braccia tu me le stringessi al collo ancora più forte, quasi fino a stritolarmi, quasi fino a sovrapporti a me?? Non esiste confine tra il mio corpo e il tuo, siamo la stessa cosa.

Tu credi di conoscermi del tutto, in realtà ci sono tante cose che ancora non sai: sono timido, ho paura delle mie paure, l'amore è al primo posto tra i miei incubi peggiori perché mi fa sentire troppo fragile, troppo lontano dalla maschera che mi sono costruito per non essere deriso. Invece tu mi hai denudato, e per questo ti amo e ti odio allo stesso tempo, anzi...Non posso non odiarti, odio il mio amore innocente per te, odio il fatto che, senza costringermi, mi spingi ad amarti ogni giorno di più e soprattutto sai cosa odio?? Odio pensare che non ho mai, mai avuto nessun motivo per odiarti.
Odio le emozioni che mi dai anche solo parlandomi della tua gatta, di quando rovescia i sassi della lettiera, e se, stanca di essere così carina, fai una sola smorfia per diventare brutta io continuo a vederti bella. Odio tutto questo.

Odio i sogni che mi fai fare di notte, odio la tua tenerezza che scioglie il cuore e fa tremare le mani, odio i cuoricini che mi lasci al margine delle pagine dei libri di scuola perché è la prima volta che, prima di prendere la gomma, faccio copia-incolla in un angolo del cervello e poi li cancello, in un gesto che non faccio per me ma per la dignità. Ma quale dignità, poi??

Odio il fatto di essere ancora così piccolo e di avere già una mente riflessiva, malinconica, matura, che si sposa male con l'immagine scanzonata e ribelle che voglio offrire al mondo rinnegando me stesso. Gli amici ridono, se mi vedono senza armatura. E allora mi invento un mondo dentro, al riparo dalle loro risa. Nessuno sa cosa ho disegnato per me e per te in quel mondo segreto. Devo pensarci su, ma forse un giorno ti ci porterò.

Odio la tua intelligenza, odio le tue battute ironiche, odio riconoscermi in te e in tutto quello che dici o fai, compreso accarezzare i gatti che trovi per strada.

Odio i segreti che confessi alle amiche, odio i segreti che io tengo dentro e che non scrivo se non su piccolissimi pezzi di carta che a volte strappo e a volte conservo in posti che solo io conosco.
Odio il fatto di odiarli, perché se mai tu li leggessi mi ameresti di più e sarei persino più felice di adesso.

Odio la leggerezza straordinaria con cui mi dici 'Ti amo', a me che poi queste due parole suonano persino vuote. Le hanno inventate così brevi apposta per far prima, per togliersi il pensiero, per levarsi il peso e subito dopo tornare alla vita di sempre, come 'Mamma, pappa' o 'Babbo, nanna' .
TI AMO.
Quando le dici, per un attimo mi domando se mi prendi in giro oppure no.
Hai ragione, te le ho dette anch'io ma solo perché sembrano farti tanto contenta, più contenta della mia presenza stessa.

Odio il fatto di amare ogni momento passato con te, di guardare l'orologio esclamando 'Quand'è che torno a casa?' e dentro di me sperare che il tempo diventi cemento e si rapprenda su di noi.

Questo sono io, questo so che sai che so di essere e questo sarò, a meno che la tua risata non mi rincoglionisca completamente, e allora...


venerdì 1 febbraio 2019

Niente, tutto.

Uscita di scuola. Il freddo mi gela le mani, le nascondo in tasca e aspetto con impazienza il suono della campanella.
Davanti al portone della scuola noi genitori siamo sempre tutti un po' stanchi, affamati, svogliati, indolenziti, mentre voi bimbi, quando uscite, ci riportate il sorriso con le vostre piroette nel prato, e questo è vero soprattutto quando è tarda primavera e il sole bacia i vostri volti spensierati. D'inverno, invece, dobbiamo spesso scappare via sotto gli ombrelli, nemmeno il tempo di finire una frase, fare una corsa tra l'erba o nascondersi dietro un albero e fare uno scherzo al migliore amico.
Ma...se il cuore trabocca di gioia, ecco che la pioggia non esiste nemmeno più, è sempre estate, e il mondo è talmente bello e ammiccante che verrebbe voglia di salire su una scala immaginaria e abbracciarlo dal Polo Nord in giù.

Eccoti.

Davanti al portone mi scivoli accanto, mi passi lo zaino-trolley e corri a perdifiato lungo la discesa accanto a una tua compagna che trasuda la tua stessa felicità.
In un lampo capisco: in classe siete le due principesse innamorate (corrisposte dai rispettivi principi), agite entrambe in nome di quel demone buono che vi fa saltare, sgambettare, ridere senza un motivo, cancellare le nuvole dal cielo e dipingerci sopra un arcobaleno grandissimo.
Ti lanci verso il parcheggio, poi di colpo ti fermi e ti volti verso la salita.
- Ma io...devo tornare indietro - sussurri, come sospinta da quel solito vento seducente e birichino che quando arriva ti fa letteralmente sbandare.
- Cosa hai dimenticato? - chiedo.
- Niente. Tutto.
Senza capire il significato della tua risposta, ti guardo mentre risali lungo la stradina che porta alla scuola. Arrivi a metà, poi ti blocchi e resti lì a guardare nel vuoto.
- Ciao, perché torni a scuola? Hai dimenticato i libri? - ti chiede la mamma di un compagno.
- Nono - farfugli con imbarazzo.
Nel frattempo cerco di rimettere assieme le tessere di questo enigma e...arrivo alla soluzione.
- Cerchi per caso F. ?
Il tuo sorriso sognante non lascia dubbi.
- Volevo restare a giocare con lui, era ancora lì ad aspettare che qualcuno arrivasse ma ora ho visto che non c'è più, forse è arrivato il suo babbo a riprenderlo.
- Caspita, ma potevi dirlo subito, sembrava che tu volessi tornare in classe da quanto ti piace la scuola!!!
- Seee! Figurati se è per la scuola! - ridacchi arricciando il nasino.
- Comunque andiamo, è ora di pranzo.
Sulla discesa incontriamo di nuovo la tua compagna che in questo periodo ti capisce più di chiunque altro.
Stessi saltelli, stesse risatine, stessi urletti di gioia, stesse corse sulle pozzanghere. Arrivate davanti alla fontana vi mettete a fare uno strano balletto canticchiando e ripetendo stupite 'Ma che ci succede???'.
Questo sussulto del cuore vi ha unite, quando vi guardate noto che c'è complicità, perché solo voi sapete cosa vi fa agitare così.
Vi rincorrete per un po' intorno alla fontana e poi vi accasciate a terra senza nemmeno preoccuparvi di sporcare il giacchetto.
La tua amica, col fiatone, si siede accanto a te sul bordo della vasca, ti sorride e, togliendosi un ciuffo di erba dal giacchetto, ammicca:
- Prima sei tornata su per la salita: cosa hai dimenticato in classe?
Tu scoppi a ridere e lei, di rimando:
- Ahhhh, ho capito!!!

Ci salutiamo e, prima di attraversare la strada, mentre sgambetti e dondoli in qua e là inciampi e finisci dentro un cespuglio, ma ti rialzi subito ridendo a squarciagola.

Tutto chiaro: a scuola, poco fa, avevi dimenticato il cuore.

venerdì 4 gennaio 2019

Per tuo padre

Ciao. Ti sembrerà strano che una moglie, così di punto in bianco, a distanza di tanti anni dall'ultima letterina romantica, senta il bisogno di scriverti, eppure di strano c'è soltanto il non averlo più fatto in questi anni.
Da 14 estati mi rappresenti, e io rappresento te. Da otto anni e mezzo siamo una famiglia, più uniti di prima ma solo su un pezzo di carta che non leggeremo mai. La nostra promessa di amore firmata e archiviata in comune, ti rendi conto?
Più inutile della tesi di fine anno, tutti documenti che segnano passaggi cruciali ma al tempo stesso finiscono dimenticati e mantengono un significato solo simbolico.
Più andiamo avanti negli anni e più ci accorgiamo di quanto sia importante dimostrare anziché mostrare, e spesso è il silenzio a veicolare ogni nostro messaggio, ma alla fine (paradossalmente) è di parole urlate o scritte che si nutrono le nostre emozioni. Le divorano, le fagocitano, sembrano accendersi solo in presenza di una frase da Baci perugina.
Assurdo.
Quattordici anni fa ci siamo scelti in silenzio, e lì le parole non hanno avuto nessun merito. Ci siamo accostati semplicemente l'uno all'altra e abbiamo deciso di prenderci per mano e fare un viaggio insieme. Eccoci qua, quattordici anni dopo.
Otto anni fa è nata la risposta alla domanda che non ti ho fatto spesso, forse perché non ce n'era bisogno.
La cosa più bella di questo viaggio è che io nel frattempo ho imparato a donarti ali, a preparare risotti molto più buoni e a cucinare pensando 'Gli piacerà?'.
Meno possessiva, più leggera, più autonoma, anche se i vasetti dei sottaceti mi mettono a dura prova se non ci sono le tue belle mani ad aprirli.
Quello che mi aspetto dal 2019 è che sia come tutti gli altri meravigliosi, imperfetti anni trascorsi insieme, perché la perfezione appartiene solo alle fiabe, e noi alla fiaba ci avviciniamo comunque anche con due dita di polvere sui mobili, la gatta che semina sassi della lettiera sotto l'albero di Natale, la figliola spettinata e ribelle che fa strani balletti chiusa in camera, pantofole e zainetti in mezzo al salotto e le lenzuola sempre penzoloni giù dal letto.
Ti amo, frase da Baci Perugina ma sempre d'effetto, perché è con queste stupide parole che si costruisce un inizio, ma è con molto altro che si prosegue il cammino.

venerdì 14 dicembre 2018

Neve

Da sempre mi chiedo come facciano.
Da sempre li osservo, prendo appunti, ma alla fine quando li rileggo non riesco a immaginarmi al posto loro e resto con me.
Da sempre mi stupisco al loro cospetto, ho quasi timore di essere vista come qualcuno di inopportuno e scomodo.
Sono tanti, gli uomini che trattengono le loro emozioni.
Uomini, donne, bambini, persino animali.

Tu mi capisci, tesoro, sei la forza del sentimento che fa tracimare i segreti, con te non esistono argini né margini. Anche con i tuoi amici sei così, soprattutto se si tratta di un'amicizia che fa battere il cuore più del previsto.
Tu sei distante dal giardino segreto di chi si nasconde dietro sguardi obliqui e battutine allusive, ma innaffi tutti i giorni le sue rose. Sai che ne vale la pena, sai che lui ti vuole bene e...forse anche troppo, per non aver paura.

Lui è tutto cuore, ma piuttosto che mostrarlo si farebbe lanciare con un cannone dall'altra parte del mondo.

Lui getta in terra come cartacce parole e abbracci, tu li raccatti e glieli riporti.

Lui dice che vuole farti un regalo e spendere tanti soldini, tu ti preoccupi perché sai che lo farà davvero.

Lui è la solidità della roccia nascosta sotto un abito di foglie leggere mosse dal vento, lui è davvero con te quando lo guardi e ci parli, ed è meraviglioso sentire che una persona, mentre le parli, è sempre lì e mai altrove.

Lui fugge dagli abbracci ma li cerca in ogni momento, tu lo rincorri e ti rovesci su di lui con la tenera innocenza di chi ha appena scoperto di aver trovato un amico che non dimenticherà mai.

Lui era neve, ma tra le tue mani si è trasformato in tiepida acqua baciata dal sole. Lui è quel 'Ti voglio bene' che vorresti leggere su un bigliettino, ma conoscendolo sai che non lo farà mai.

Guardalo negli occhi e non serviranno parole, né scritte né donate al vento.

Lui c'è.
E solo tu puoi sapere quanto.

mercoledì 14 novembre 2018

La tempesta perfetta

La bambina col fiocco bianco di lato tra i capelli, il nome esotico (forse gitano??) e gli occhi piccoli e inaspettatamente velati di perfidia esiste ancora, ma tu non la consideri più, le sorridi, canti e balli abbracciando gli alberi e ogni tanto ti giri proprio verso di lei e getti sguardi sospesi tra 'Se chiedono di me, non so piú nemmeno io dove mi trovo' e 'Addio, non puoi rubare più la mia felicità'.

Da parecchi mesi ormai sei immersa in un mondo nuovo, di nodi alla gola, farfalle (non Barilla) nello stomaco, camminata ubriaca e incessante voglia di parlare di tutto, dalle cose importanti alle stupidaggini più assurde.
- Mamma...lo sai che noi ora giriamo sulla Terra, e la Terra è nell'universo? Mamma, e lo sai che questa città è in una regione e la regione è in Italia e l'Italia è in Europa e l'Europa è sulla Terra e... Mamma, mamma??? Mi ascolti???
- Siii, ti ascoltooo - esclamo, mentre faccio rotolare a fatica il tuo zaino trolley lungo la discesa.

Ora ridi, ora canti, ora ti arrampichi su un muretto, ora abbracci un albero, ora ti abbarbichi stretta a un palo.
- Pati, non trovo più il libro che mi avevi chiesto...
- Chissenefregaaaaaa!!! Uen del naiiiiiit es coooooommm end del len is daaaaaarc...
- Hai studiato per domani?
- Cosa?
- Geografia!
- End de muuuuuun is di onliiii lait uil siiiii...
- Mi ascolti, Pati??? Per pranzo frittata?
- Sisi...vabbbbbbbbbeeeeeeneeeee! Sten bai miiiii!!! So darlin darliiiin steeeen...

Praticamente la conversazione che avrei potuto fare con un'ubriaca raccattata su un ciglio della strada, la testa riversa sul prato e le mani strette intorno alla bottiglia vuota.

Di bello c'è che, da quando sei diventata un incrocio tra Janis Joplin e Bob Marley (ovvero, da quando ridi canti e sgambetti  per tutto il giorno senza posa, con un sorriso estasiato che va da zigomo a zigomo) non ti importa più di niente, non te la prendi più per nessuna cosa, sei sempre di buon umore, cordiale, un piacere per gli occhi (un po' meno per le orecchie).

I tempi grigi del bullismo, o meglio dei maldestri tentativi di mettere in atto una cosa che gli somigliasse, sono finiti e tu vuoi fiori nei cannoni, non pallottole.

Non ti ricordi cosa ti ha cambiata, magari proprio il dolore. Dolore di sapere che qualcuno voleva il tuo male per gioco , per semplice passatempo.
Ogni cosa ha il suo perché; questo dolore ti ha resa più forte, meno illusa, e spesso dalle tempeste ce ne usciamo con un carattere di acciaio e, sorprendentemente, la vita migliora.

Tu ne sei uscita felicissima, fortissima e anche più folle di prima, ma è bello vederti danzare tra le nuvole.

martedì 13 novembre 2018

Quel vizio chiamato tristezza

Questo pensiero non è dedicato a te, piccola mia, poiché per carattere non hai mai corteggiato il dolore, piuttosto te ne sei sempre tenuta alla giusta distanza, un po' come chi attende il treno facendo attenzione a non oltrepassare la linea gialla.
Una bella fortuna, Pati, in questo mondo di aspiranti vittime che si crogiolano nella sofferenza e la chiamano 'amore'.
La tristezza, la disperazione, il male di vivere possono diventare vizi, come diceva Flaubert. Erbacce che crescono nel nostro giardino e soffocano i primi germogli dei bellissimi fiori colorati che vorrebbero addolcire il prato della nostra vita, ma spesso siamo noi a non curare il giardino e a chiamare 'piante ornamentali' quelle erbe tossiche e spinose che allargano lentamente i loro tentacoli e ci strappano via gioia e speranze.

Se il male ci cerca, non facciamoci trovare.

Non diamo la caccia alle illusioni; l'amore non deve essere un inseguimento, ma una delicata danza dove i corpi si attraggono e le menti si abbracciano.
Se una persona non è convinta di stare con noi, significa che non siamo noi a occupare il sedile accanto a lei.

Non è il nostro volo.

mercoledì 7 novembre 2018

Love Is...

È tempo perso cercare di descrivere l'amore? La definizione adatta la cercano, da sempre, scrittori, poeti, pittori, scultori, musicisti, bambini, professori, ma anche uomini seduti al bar o in piedi alla fermata dell'autobus.
La nostra vita intera è fatta di amore, dal sorriso del neonato che si perde dentro agli occhi della mamma fino al sorriso stanco e protettivo di un nonno che guarda suo nipote.
L'amore è bene farselo piacere, perché lo ritrovi ovunque vai.
È come la musica, come i numeri: DAPPERTUTTO.
Anche quando credi di non parlare di amore, in realtà lo hai già menzionato almeno venti volte, e nemmeno te ne sei accorto.

Dato che tutti provano a cercare una definizione da attribuire a questo folle, meraviglioso, inaspettato, a volte  lacerante e ingrato sussurro del cuore, proverò anch'io a dire la mia.

L'amore è un improvviso battito di ali alla finestra, una raccolta di stelle marine in fondo agli oceani, una corsa in mezzo a un prato immenso di cui non si conoscono né l'inizio né la fine, un viaggio last-minute in mezzo alle nuvole, sentirsi a casa dentro un abbraccio, trovare tutte le risposte in fondo a due occhi, e ridere...ridere di tutto, di un signore, del suo cappello un po' sbilenco, di un cane che scondizola, di una vecchietta che si soffia il naso. Ridere di niente, di ciò che c'è, di ciò che non c'è, di ciò che arriverà, di ciò che solo due innamorati vedono, e che a loro sembra spassoso.

L'amore è...

- Mamma, possiamo restare qui con lui?
- No, ora dobbiamo andare...
- Te ora cosa fai?
- Vado a scegliere un libro. Ciao a domani!
- Posso restare con lui?
- Ma tanto vi vedete domani...

Domani? Cos'è domani? Domani è già tardi. Tutta la vita è oggi.

Tu non ti muovi di un centimetro, lui nemmeno. Due statue.

- Dai Ely, vieni anche te!
- Sì, eccomi!

- Pati il giacchet...

Senza giacchetto (Freddo?? Quale freddo?) con le ali ai piedi e il cuore che galoppa lungo la salita. Mi volto un attimo per salutarti: non cammini, sorvoli il terreno a zig zag come un drone.
Un drone con gli occhi a cuoricino.

Ho smesso di cercare definizioni, perché guardandoti ho capito tutto:

l'amore è diventare, di colpo, dei felicissimi imbecilli.

sabato 3 novembre 2018

Il palazzo fatato

Ti racconto una storia. Vera o presunta che sia, chiudi gli occhi e viaggia con me.

Ci troviamo in un palazzo antico, dove corrono e giocano tante fate e tanti maghetti. Lungo i corridoi del palazzo incontriamo dei personaggi.

C'è la fatina  bionda, dal viso angelico, che sembra tanto buona e innocente e invece quando meno te lo aspetti risponde a tutti, acidissima e tagliente. Un cuore di ghiaccio sporco nascosto sotto candide camicette. Le piace oltremodo fare dispetti e mettere zizzania tra maghi e fate.
In pochi hanno capito la sua vera natura.
In pochi si salveranno dalle sue spire.
Ah, se non lo hai già capito ti svelo un segreto: quella fata in realtà è una strega.

C'è la riccastra vanitosa, tutta incentrata su se stessa, sui suoi cerchietti, sull'ammirazione che gli altri le offrono. Tutti devono guardare solo lei, cercare solo lei, elemosinare solo la sua amicizia.
Un giorno si è alzata e ha deciso che tutti (fate e maghi) la dovevano venerare.
Se disgraziatamente ti stanchi di lei e vuoi cambiare aria, fuggi lontano, non comunicarle mai la tua decisione!!! Allontanati piano, senza spiegazioni, o ti verrà tagliata la testa!
Qualora ti trovassi girato a guardare in un'altra direzione preoccupati sempre di specificare:
- Sua Maestà, mi scusi se le do le spalle, non vorrei mancare di rispetto alla sua regalità.

C'è una fata un po' strana, che un giorno si arrabbiò con un'altra fatina senza un reale motivo e mandò un guardiacaccia a fare giustizia. Il guardiacaccia però tornò col cuore di un cinghiale e lei non gli perdonò mai il tradimento.
Anche quella fata in realtà è una strega.

C'è la fata amica di tutti, quella che strilla sempre, abbraccia chiunque, dà pacche a tutti e sorride a tutti nello stesso modo. Viene da chiedersi se nessuno le ha mai fatto notare che siamo fatti per pochi, che chi ama tutti non ama nessuno, che il cuore delle persone vere ha poche stanze.
Mah. Forse continuerebbe a ridacchiare e non capirebbe.

C'è la fata ''amicona-siamoamicheforever" a singhiozzo, quella che oggi prenderà una fissazione per una fata e domani sarà già altrove.

Ma ci sono anche maghetti in questa storia!

C'è il mago buono ma chiassoso, quello che urla forte da far tremare i vetri del palazzo, il mago simpatico e tranquillo, il mago che muove il bacino a ritmo di musica, il mago che fa gli scherzi, il mago bello, pazzo e burlone con il cuore caldo ma chiuso col lucchetto...

- ...E quel mago è amatissimo da una fatina bella, buona e pazza come lui. Questa fatina sembra timida ma poi è completamente svalvolata, e con lui lo è ancora di più.

- E questa fatina per caso la conosco??

- Molto bene, direi.
Insieme quei due fanno bellissime magie.

lunedì 29 ottobre 2018

Gli altri

Gli altri deludono, questo di solito raccontiamo davanti a un caffè.
Gli altri sono dei falsi e dei bugiardi.
Gli altri sono ipocriti, gli altri hanno una doppia faccia, gli altri chiacchierano alle nostre spalle, gli altri sono diffidenti, gli altri sono i nostri nemici, fanno gli amici e poi ti voltano le spalle.
Non ci dobbiamo fidare degli altri.
Non dobbiamo aspettarci niente dagli altri.

Sì, però pensavo a una cosa:
gli altri siamo anche noi, per gli altri.

Gli altri non esistono.
Gli altri siamo TUTTI. 

domenica 28 ottobre 2018

Puntini nel mondo

- Dov'è F. ora?

- In Spagna, amore.

- Sì, ma dove??

Prendi il mappamondo e la cerchi. Lui è lì, adesso, è un puntino minuscolo nel cuore della Spagna, a sua volta piccolissima nel cuore del mondo, a sua volta microscopico nel cuore della Via Lattea, a sua volta insignificante se paragonata alla vastità dell'Universo, o meglio, di ciò che conosciamo di esso.

Ognuno di noi in verità è un puntino di dimensioni microscopiche, una pulce che cammina svogliatamente sul suolo di questo pianeta, ma agli occhi di chi ci ama siamo immensi, siamo dei giganti, delle bellissime statue imponenti e luccicanti che scrutano il paesaggio dall'alto con amorevole maestosità.

- Guarda, mamma, ho ritrovato questa in tasca. Ora sì che mi manca.

In aria, fai volteggiare una piuma bianca, che ricade a terra e resta lì fissa a galleggiare nei tuoi occhi incantati, quasi fosse la vela di una nave greca che annuncia il ritorno dell'eroe.

- Gli voglio bene - sospiri - Ma quando torna?

- Presto amore, presto.

Raccogli la piuma, la appoggi al viso per un istante e poi la rimetti in tasca. Infine accarezzi la Spagna sul mappamondo.

- Ciao, puntino. A presto.

Quel 'puntino' per te è davvero un mondo intero.

Cuori di panna e cuori montati

L'umiltà fa grandi, rende preziosi, è bella da scoprire tra le pieghe di un sorriso che preferisce imparare piuttosto che insegnare, lodare piuttosto che sminuire.

Tu, col tuo cuore di panna, mi spieghi che non parli volentieri del tuoi dieci a storia, il tuo mondo si sveglia e tramonta tra una capriola e una carezza al tuo gattino, mentre qualche bambina crede che il mondo inizi e finisca tra le pagine del suo quaderno di matematica, i corsi di inglese dalle insegnanti madrelingua e i fiocchi e i cerchietti della sua trousse.

Questo a te non piace, mentre ti diverti un sacco a prenderti in giro e ti fanno innamorare le persone belle e intelligenti che si camuffano da pagliacci stupidi.

E ami i silenzi, pozzi di mistero e saggezza.

Un po' come la storia del gufo.

Più sapeva, più taceva. Più taceva, più sapeva.

martedì 23 ottobre 2018

L'amore è un'altra cosa

Vuoi bene a molte persone, certo, alcune di loro anche importanti, ma...

L'amore è un'altra cosa.

Ami i musetti dolci dei gatti, i nasi umidi dei cani, la coda di cotone dei coniglietti, le pinne agili e fluorescenti dei pesci rossi e persino le manine a ventosa dei gechi.

Ami il vento, quello forte, indomabile, quello che non si arrende e scompiglia i tuoi lunghi capelli lisci e lucidi come le castagne.

Ami il sole, la scanzonatezza di una mattinata d'estate, i raggi caldi che ti accarezzano le guance.

Ami la sincerità, l'affetto che cresce giorno per giorno, le emozioni taciute per mesi e poi gridate, le fiabe a lieto fine, le promesse mantenute, la fantasia che libera in cielo cavalli alati e fatine non più grandi di una biglia.

Ami l'amicizia fedele, la bellezza di un viso pulito, gli occhi scuri dentro ai quali puoi leggere cosa racconta un cuore, mentre non ti piacciono molto gli occhi celesti perché sono sfuggenti, enigmatici, ti sembra di non riuscire a leggere l'anima di chi li indossa.
Sarò sincera, anch'io la penso come te, non amo perdere tempo a sguazzare nelle acque misteriose di due laghetti azzurri, anche perché a volte l'acqua sembra cristallina e rassicurante ma, una volta che ti sei tuffata, ti accorgi che è torbida e malsana.

Ami i capelli biondi come spighe di grano e le risate calde come il pane appena sfornato.

Ami la sana follia, l'intelligente ironia del Cappellaio Matto, i giochi di parole, la rivelazione di aver trovato una mente che si incastra perfettamente con la tua, i pensieri che si intrecciano prima delle mani, gli amici che sanno farti compagnia senza che tu debba elemosinare le loro attenzioni.

Ami l'attesa delle tue amiche, dei tuoi parenti, di F., ma ancora di più la sorpresa di sentire la sua voce che ti chiama quando ormai sembrava non arrivare più al parco e allora ti sembra di sentire sul petto il peso della rassegnazione che scivola via, lontano, lasciando il posto all'euforia.

Ami ridere di niente, giocare a fare la stupida, sognare un mondo in cui gli uccellini svolazzano intorno agli umani chiusi in gabbia, i cani abbandonano incubi e padroni crudeli sull'autostrada e i leoni osservano con compassione i visi smunti dei direttori del circo che chiedono cibo e acqua aggrappandosi a una rete.

Ami la verità, anche quella che fa male, non sopporti le maschere se non è Carnevale.

Ami la scuola, soprattutto da quando nessuno chiede a qualcuno di picchiarti, due bambine di classe non ti fanno più dispetti accampando la scusa 'È più piccola di noi e poi è troppo timida', da quando un'altra compagna non prende più a calci il tuo zaino (o forse succede ancora ma non ci fai più caso) e da quando non ti prendono più in giro dicendo che non ridi come le altre femmine, che non fai i loro versetti, quindi sei 'strana'.

Che 'strano' poi significa originale, se stesso. Mica male come attributo, ha il sapore della libertà.

Da quest'anno c'è una novità: ami anche te stessa, sei felice dell'immagine che rimanda lo specchio, ti piaci e, osservandoti di nascosto mentre ti sistemavi i capelli in bagno, per un attimo ho persino creduto che stessi per diventare vanitosa, ma fortunatamente mi sbagliavo.

Ami la coerenza, la gente che, esattamente come te, può cambiare cento sport, cento abitudini, cento pettinature, ma quando stringe un patto di amicizia si prende un impegno e non cambia idea di colpo, senza preavviso.

Ti dispiace persino cambiare spazzolino perché pensi che quello di prima possa rimanerci male e ti viene da piangere se vedi un pezzo di carta strappato, abbandonato in terra e trascinato dal vento, figuriamoci se butti via le persone.

Ami noi, i tuoi genitori, fari sulla strada della tua vita che cercano di farti da guida senza abbagliarti.

Ami i tuoi nonni, due volte genitori, due volte teneri e presenti.

Ami zii e cugini, lontani eppure sempre vicini, sempre a un passo dal tuo cuore.

Ami C. e i suoi silenzi, i repentini cambi di umore, il broncio, la tenera gelosia di un'amica che non vorrebbe dividerti con nessuno.

Ami un'altra C., originale, eccentrica, mai noiosa, affascinante coi suoi undici anni e mezzo.

Ami L., l'amica del cuore, colpo di fulmine all'asilo, scelta sin dal primo istante.

Ami F., affetto cresciuto nel tempo, rivelazione di una sera di giugno, quando al termine di una festa di paese si autoinvitó a casa tua e tu gridasti subito 'Siii!' mandando al diavolo tutte le teorie sul 'fare la preziosa' che ti avevano insegnato in classe e facendoti prendere per mano dalla sua colorata intelligenza travestita da follia.

Perché l'amore non conosce teorie né strategie.

L'amore è un'altra cosa.

lunedì 22 ottobre 2018

Bulle e pupi

- Ci risiamo, mamma. Lei mi dà ancora noia.
Lei chi?
Senza neppure alzare gli occhi dal quaderno di italiano, pronunci il cognome esotico della compagna in questione.
Sospiro e non chiedo ulteriori delucidazioni.
La bambina che tu hai appena nominato forse non ha ancora capito che tu sembri indifesa, ma hai una forza d'animo che nessuno immagina. Troppa, troppa forza, forse te ne vergogni e non osi mostrarla, la lasci nascosta dentro di te, ma se qualcuno si sofferma per un istante a viaggiare nelle tue iridi scure e profonde e poi atterra lentamente sull'ala di gabbiano severa delle sopracciglia, in un attimo capisce chi sei.
E poi...non diciamo a nessuno che hai ascendente e Venere in Scorpione, o cominceranno a fuggire tutti terrorizzati!

Comunque, quello che è successo l'anno scorso ha il retrogusto amaro di un piccolo, goffo tentativo di bullismo che, per fortuna, ha conosciuto l'happy ending.

La bambina in questione l'anno scorso in primavera arrivò a chiedere al tuo ex amico del cuore di picchiarti, e tu lo hai saputo proprio da lui che non ne voleva sapere di metterti le mani addosso, ti voleva troppo bene e poi lui queste cose non le avrebbe fatte.
Tu soffristi in silenzio a lungo, non volevi più andare a scuola, piangevi. Pare che ogni tanto l'aspirante 'bulla' ripetesse al tuo amico 'Devi ascoltarmi, tu devi picchiarla, capito? Ascoltami, picchiala, picchiala forte! - e... chissà cosa gli prometteva in cambio; forse caramelle, forse semplicemente la fama del più figo della classe che, alla vostra età, vale molto di più di tutte le caramelle del mondo messe insieme.
Una 'bulla' sfortunata, ahimè, perché tu non solo hai scoperto tutto ma l'hai anche PERDONATA. Non ti ha detto nessuno di farlo, ma tu spontaneamente hai deciso di dimenticare. Sì, certo, perché serbare rancore?
Dopotutto hai fatto bene, siete bambini.
- Quest'anno non chiede più di farmi picchiare, ma ridacchia con quelli che hanno fatto lo scherzo al mio amico del cuore. Li vedo, stanno lì e lei spettegola, parlotta nell'orecchio con uno di loro e quando arrivo mi fa grandi sorrisi...
(Lo scherzo è un pettegolezzo sull'amico del cuore che hanno messo in giro alcuni compagni e che ti ha fatta indignare).
- E tu, cosa vuoi fare?
- Niente.
L'anno scorso se ne uscì persino 'profondamente ferita dalla notizia che tutti sapevano che lei aveva detto a un bimbo di picchiare una compagna'. Non dormiva più, era pallida, piangeva, non voleva andare a scuola.
Figuriamoci come ti sentivi tu, che eri dall'altra parte (quella davvero buia e ostile) della paura e dell'inganno.
E quando un giorno tornasti a scuola con un graffio sulla guancia, io provai a chiedere perché, ma tu non parlasti.
Dopotutto è normale, siete bambini.
L'hai perdonata subito, dopo nemmeno un mese dall'accaduto, e immagino che non sia stato facile per te andare a letto col pensiero che una tua compagna di classe voleva farti prendere a pugni e a calci senza un motivo, solo per divertimento, per capire se il tuo ipotetico aguzzino poteva aspirare alla corona di 'miglior tirapugni della scuola', con conseguente ammirazione delle femmine di classe.
Per fortuna che esistono le brave persone e lui non si è prestato a questo stupido giochetto.

Sembra incredibile che ai compleanni più recenti ti sia offerta proprio tu per darle un passaggio, ma il perdono è il perdono, va praticato in grande stile.
- La accompagnamo noi alla festa, mamma?
- Ma chi, proprio lei??
- Sì, dai.
- Boh. Va bene.

Stamattina, mentre arrancavi col fiatone in salita, hai guardato verso il tuo amico del cuore e stavi per salutarlo con un cenno ma...la mano è rimasta a mezz'aria e poi è ricaduta sul grembiule: accanto a lui c'era proprio lei; il suo fiocco bianco faceva un contrasto molto forte con la pelle grigio-olivastra, i suoi piccoli occhi beffardi ti squadravano e sembravano prendersi gioco della tua espressione da cucciolo ferito.
Ma...dove ho rivisto quello sguardo??

In un improvviso flash-back ritorno proprio al compleanno del tuo amico del cuore, lo scorso inverno. La 'bulla' stava guardando il monitor della webcam che proiettava le immagini dei bambini della festa, allegri e chiassosi sui gonfiabili nella stanza accanto.
Sgranocchiando patatine e popcorn, dette di gomito alla sua migliore amica e sussurró:
- Guardala, lassù sul gonfiabile, QUELL'ODIOSA.

Ero lì accanto e il sangue mi si gelò nelle vene.
Perché questa frase? Per chi?
Quanta rabbia inutile, pensai. L'odio non  dovrebbe esistere tra gli adulti, figuriamoci tra i bambini.

Suona la campanella, si apre il portone della scuola.
- Ciao, come stai? - sibila la compagna allontanandosi dal gruppo dei maschi e sistemandosi il fiocco bianco.
- Bene, sono stanca - rispondi tu con un filo di voce, regalandole un doppio senso su cui riflettere.
Stanca di cosa?

Nessuno dovrebbe mai giocare a perdere le persone, perché alcune di loro sono forti; la loro forza sta nella dolcezza, nella delicatezza, nell'energia e...perché no, anche nel perdono.

TI PERDONO. Questione di accenti.

venerdì 19 ottobre 2018

Cuore di cerbiatta

Gli occhi scuri a cerbiatta di lei sono il porto sicuro contro il mare in tempesta che si agita in lui.
Lui che quelle onde a volte le vorrebbe meno alte perché lei si tuffasse senza paura, ma non si possono comandare le maree.

- Non posso abbracciarti delicatamente, devo per forza farlo strizzandoti.
- Fa lo stesso, anzi...Meglio.

Tu con gli abbracci non sei mai stata a tuo agio, invece. Preferisci scrivere.
Sí, hai letto bene, scrivere.
Nel giro di pochi mesi sei diventata una grafomane sfacciata e indomabile.
La frase 'Ti amo', così importante per te che coi sentimenti non sai scherzare, ti esce dalla penna naturale come acqua che scorre da una fontana e si tuffa tra le labbra di un assetato.

Ogni tanto mi chiedo: cosa significa 'Ti amo' alla tua età?

Un giorno te lo domanderó, per adesso invece mi accontento di queste semplici risposte:

- Mamma, io non gli coglierei mai dei fiori perché voglio lasciarli vivere, ma gli direi volentieri 'Vieni a vedere i fiori con me'. Questo sì che sarebbe bello.

- Dov'era lui? Dov'era fino a ieri?

- Una frase d'amore deve durare poco, ma da quel poco si deve capire tanto.

- Non mi manca, perché è già con me.



giovedì 18 ottobre 2018

Sogno di una notte di mezza estate

Quando sei innamorato ti sembra che ogni minuto sia un dono da regalare alla persona che ami, temi sempre che il tempo passi troppo in fretta, e puntualmente accade che più stai bene e più senti vicino, come la lama di una spada premuta sulla schiena, quel momento che ti strapperà di colpo alla gioia.
E anche tu, da brava 'innamorata', non riesci a pensare ai momenti senza di lui, sei quasi sconvolta da quanto sia stata improvvisa e travolgente la rivelazione che ha spazzato via tutte le tue certezze. Mai fare programmi senza ascoltare prima cosa ne pensa il destino! Ecco cosa può succedere, arriva un'onda chiamata FOLLIA e ti trascina via con sé. Chi ti vuole sa aspettare.
Chissà se un pomeriggio, passeggiando per i prati, avrà mai raccolto una margherita, infilandola in tasca e pensando "Quel giorno...te la porterò ancora intera".
Mi hai raccontato spesso, anche in passato, di questo bellissimo bimbo sorridente, delle sue battute intelligenti, di quanto ti facesse ridere e delle vostre conversazioni sui suoi gatti. Mi hai anche detto che lui è sempre stato il tuo migliore amico, e ciò non mi sorprende perché ai compleanni ti ho vista giocare con lui ridendo e divertendoti come con nessun altro.
- Certo che si intendono a meraviglia, quei due - disse una mamma con un risolino durante una festa al Burger King.
- Sí, devo ammettere che lui la fa ridere molto - commentai, mentre nella mia testa non riuscivo a spiegarmi perché non fosse già lui, il tuo amico del cuore.
Adesso F., scoppiato nel tuo cuoricino all'improvviso durante una fresca sera di estate, è il tuo ultimo pensiero della sera e il primo del mattino, quando ti stropicci gli occhi e schiacci la guancia contro il cuscino.
Il salotto...i compiti ancora da riguardare...l'astuccio con le penne in disordine...il grembiule col colletto sgualcito...La colazione, lo spazzolino, un rapido saluto alla gatta che bivacca sul divano e risponde con un 'miao' svogliato, uno sguardo al cielo...
LUI.
'Lo vedo tra le nuvole' hai ridacchiato un mattino, mentre aprivi la scatola dei cereali 'Succede anche a Marinette con Adrien...sai quelli di Miraculous?'.
Bello, uscire di casa così, con il vento tra i capelli e un sorriso di sole.
Il mondo fa meno paura, diventa bello vivere, bellissimo attendere la vita.
- Ho nascosto a tutti che ero innamorata di lui, ma in realtà è da parecchio tempo che ci penso - hai confessato abbassando e rialzando rapidamente i grandi occhi scuri attraverso i quali, se sei particolarmente felice, riesco a vedere persino il tuo cuore.
- Perché non ne hai parlato con nessuno prima d'ora? Sono cose tenere!
- Mi vergognavo, quando è stato qua e ha trovato il biglietto (un foglio con su scritto 'Ti amo' e il nome del fanciullo, per la cronaca) giuro che mi sarei voluta rinchiudere nel frigorifero e restarci. Quando però al parco gli ho detto che era diventato lui il mio migliore amico... vedessi, mamma!!! Mi ha abbracciata, ha urlato al cielo 'Sono IO il suo migliore amico!!' e mi sono emozionata anch'io con lui.
- E tutti quei cuoricini che vi mandate?
- Hehe! Pensa che lui diceva che gli faceva schifo la dolcezza! Ma è bello così. Mi piace che faccia finta di essere un po' str... perché tanto so che non lo è e non lo sarà mai.
Belle, le prime simpatie.
E se 'una frase d'amore deve durare poco, ma da quel poco si deve capire tanto', come ha scritto pochi giorni fa una piccola e dolce poetessa dallo sguardo a cerbiatto, io ho scritto già troppo.
Ci volevi tu, così piccola e straordinariamente vera, a raccontare l'amore.

venerdì 4 marzo 2016

Siamo tutti magici

Credo nella reincarnazione, nella storia delle anime fiamme gemelle, nella meditazione e nell'ipnosi regressiva.

Credo nei ritorni di chi ha lasciato il cuore e vuole venire a riprenderselo ma poi non torna più indietro.

Il cuore non lo dimentichi mai in un posto solo per caso, così come le chiavi di casa, il cellulare, il portafogli e tutte le cose senza le quali non puoi stare per troppo tempo.

Credo nella telepatia, nelle carte astrali, nelle sinastrie, nei nodi karmici, nella magia e nel lieto fine.

Credo nei lapsus freudiani, nei sogni premonitori e nella musicoterapia.

Mi è capitato almeno un paio di volte di lasciare le chiavi di casa nel giubbotto di un ragazzo, di inciampare in qualche lapsus, di ritrovare persone che, lo so con certezza, mi appartengono da molte altre vite, di non capire il trucco di una magia e realizzare quindi che a volte il trucco non c'è.
Come spieghi la magia dell'amore? Dove sarebbe il trucco?

Mi è capitato di far spegnere lampioni e far saltare la luce in una stanza con un semplice abbraccio, di sentire tutti i chakra pieni di energia e di vita, di sognare e prevedere cose che sono accadute davvero.

Siamo tutti magici, se lo vogliamo. Basta aprirsi all'amore spirituale, festeggiare la vita, inspirare amore e gettare fuori la paura.
Basta non aver timore dell'irrazionale, tornare bambini, dare una possibilità a fate, gnomi, unicorni.

C'è molto di più di quello che si vede. Sta a noi cercarlo. 

Ecco perché ti ho parlato di quella fatina che vive in collina e di un cavallo alato che ogni sera, al galoppo, accompagna tutti nel mondo dei sogni. Non voleranno tutta la vita dentro di te, ma anche a quarant'anni conserverai il loro ricordo e inizierai a farli vivere nei racconti che inventerai per i tuoi figli, fino al punto di credere di averli visti per davvero.
Allora, inizierà la magia.

Non smettere mai di dare una possibilità alla magia, ai tuoi sogni.
Non sempre ad A corrisponde B.

Non credo all'algebra dei sentimenti.