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lunedì 19 marzo 2012

intervista doppia impossibile

INTERVISTA DOPPIA  MAMMA/PATI

Soprannome?
MAMMA: Minzalconien, da abbreviare in Minzi (storpiatura di una miscela chimica, il benzalconio...le reminescenze di chimica del Puma sommate alla sua fervida fantasia danno questi risultati )
FIGLIA:  Pati (da "patata")

Età?
MAMMA: 27 anni freschi freschi (sob)
FIGLIA: 15 MESI ancora da fare (tiè!)

La cosa più bella del mondo?
M: la mia cucciola, il suo odore, i suoi bacetti...
F: buttare all'aria tutte le cose che trovo e dare i bacini alla mamma

La cosa più brutta?
M: Vedere la Pati che piange di sofferenza quando mette i dentini o le fa male il pancino
F:  Mettere i denti o avere bua al pancino.

Dormite insieme?
M: Sì, dalle due di notte in poi fino al mattino la Pati torna a dormire con noi.
F: La sera mi addormento nel lettone con mamma che mi racconta le storielle, poi verso le due o le tre di notte mi risveglio e mi ritrovo tutte le volte, stranamente, nel mio lettino, allora protesto e mi faccio rimettere nel lettone. Non hanno ancora capito che ho scoperto il loro gioco, questi ingenui...

Latte materno o artificiale?
M: Materno fino al primo mese compiuto, poi ho avuto una gravissima mastite e non ho più potuto allattare al seno, così sono passata all'artificiale.
F: Boh, che ne so, mamma la sera prende una scatola, un cucchiaio, preleva della roba e la butta in un biberon pieno d'acqua. Il mattino dopo, fa la stessa cosa. io l'ho sempre vista fare così...Seno?? Cos'è il seno?

Lasciamo stare...A che età hai iniziato a dire qualcosa di più rispetto a "mamma"?
M: dieci mesi
F: sette mesi (tiè!)

A che età hai iniziato a camminare?
M: 13 mesi
F: 11 mesi...mi ero stufata di gattonare, volevo vedere il mondo da un'altra prospettiva...e poi l'uomo è bipede, mica striscia!

Per dormire, ninna-nanna o librino?
M: librino oppure racconti inventati da me
F: ah, non era vera la storia del gatto Biagio?? Millantatrice! Comunque la ninna-nanna me la canto da sola, se devo aspettare 'sta qua che si addormenta prima di me sto fresca...
M: ...e sei anche estremamente intonata, con quella vocina dolce (ride)

I maggiori pregi dell'altra?
M: Magnetica, carismatica, generosissima...troppo forse, tenera, buona e avrà tanti corteggiatori se si mantiene così carina.
F: Mi fa ridere tantissimo, gioca volentieri con me, è fantasiosa, canta tantissimo e mi prepara pappe gustose.

I difetti?
M: Testarda, capricciosa, lunatica, a volte passa la giornata a lamentarsi e non sa neppure lei perché. Al cambio del pannolone mi disintegra!
F: Non ha molto senso pratico, è un'artista "nelle nuvole", si preoccupa troppo per me, ma io so badare a me stessa, sissignori! Ho più di un anno, dopotutto!

Il primo pensiero quando vi siete viste per la prima volta dopo il parto?
M:"Eccoti, finalmente ti ho conosciuta! Oddio, quanto sei bella!"
F: "...Ma che diavolo ci faccio qua?? E questa chi è?? Ommammaa quanta luceee!!!!! Spegnete un po' di lampadine, che così mi accecate! Ma chi me l'ha fatto fare di uscire?? Voglio tornare alla mia vitaaaa uterinaaa!"

Sogno nel cassetto?
M: Mandare la mia cucciola allo Zecchino d'Oro
F: Mandare in tilt il lettore dvd. L'altro giorno c'ero quasi riuscita, ma ha squillato il telefono e sono stata interrotta.

C'è qualcosa che vorreste dire l'una all'altra? 
M: Sei la mia finestra sull'oceano
F: Sei un ottimo poggiapiedi per la notte...

venerdì 9 marzo 2012

la copia nana di Terminator

Mi dicessero "Domani passerai una giornata ESATTAMENTE uguale a quella di oggi", credo che sentirebbero le mie urla fino a Vibo Valentia - ed io abito in Toscana -.
Stamani, al risveglio, hai aperto gli occhi scuri e ho subito notato quella luce inquietante nello sguardo che ti rende la copia "nana" di Terminator. Inizio a sentire i sudorini freddi ed elemosino un bacetto per farti dimenticare i tuoi piani di distruzione. Niente. Fredda come un robot. A questo punto, capisco che non c'è davvero più niente da fare, sei nella tua giornata "no" e hai un immenso desiderio di demolirci uno ad uno, seminando angoscia e terrore. Ti osservo di nuovo: Jack Nicholson in "Shining", in confronto, era una mammoletta. Inspirando ed espirando profondamente, mi faccio forza e ti sollevo, sdraiandoti sul telino per il cambio del pannolone. Non appena ti appoggio sul telo, inizi a sgambettare tirandomi calci nello stomaco che, al momento del risveglio, sono decisamente indicati per iniziare la giornata nel miglior modo possibile. Ululando di dolore, getto il pannolino pieno di pipì e ti metto quello nuovo, dopodiché ti tolgo il pigiama lentamente, cercando di fare movimenti impercettibili come di fronte ad un cane pronto a sbranare: sfilo la maglietta canticchiando a rallentatore "Volevo un gatto nero", ma i tuoi sguardi al vetriolo mi costringono a cambiare registro, perciò passo a "Fammi crescere i denti davanti" in versione lounge. Ti strappo un lieve sorriso, ti cui ti penti immediatamente. Tutto questo non è da te, che sei sempre allegra, ridanciana, affettuosa, e invece oggi sembri infuriata col mondo. Le tue giornate "no" col broncio fino a sera sono rare, ma indimenticabili, le giornate "no" con il sorriso ma col diavolo in corpo, invece, sono frequentissime. Stamani, con mia somma gioia, hai inaugurato una giornata "no" con broncio perenne e diavolo in corpo, pacchetto completo.
Dopo averti pettinata, noto che le tue codine sono dritte e sull'attenti, pessimo segno. Come per le orecchie dei cani, se le tue codine sono basse significa che sarai docile e mansueta, se invece sono sparate all'insù effetto "antenne", il pericolo è imminente.
Tutti questi segnali mi creano disagio, ma cerco di non darlo a vedere e ti porto giù a giocare, ma in un attimo hai già disseminato tutti i tuoi giochi in giro per la stanza.
La sera prima di andare a letto hai un rituale fisso che consiste nel prendere i tuoi giocattoli e, uno ad uno, scaraventarli sul pavimento gettandoli in qua e in là, dove capita capita.
Quando tale rituale viene svolto già alle undici del mattino, c'è da preoccuparsi.
D'un tratto, indichi il televisore e borbotti: "Kitta."
Senza tergiversare, prendo il dvd dei racconti natalizi di Hello Kitty (tra un po' è Pasqua, ma è solo un dettaglio) e lo inserisco nel lettore. Dopo cinque minuti in cui sembri trasfigurata, ti metti a piangere e a "grattare" la porta come farebbe un gatto. Capisco subito: è l'ora di uscire a prendere un po' d'aria. Mi vesto e ti porto fuori, e per un istante sembri soddisfatta, cammini sull'erba e simuli un balletto, le codine si afflosciano in segno di arresa e le guance assumono un bellissimo colore rosato. Ho imparato a non fidarmi troppo di certi rari momenti di pace, tanto la bufera è dietro l'angolo; infatti, non faccio in tempo a dire a nonno Puma "Guardala, sembra un'altra", che cacci un urlo da buttar giù una palazzina antisismica di sette piani ed esclami, a mitraglietta, "Dà-dà-dà-dà-dà-dà-dàààà!" (traduzione: "Dammi subito quella cosa!"). Con orrore, realizzo che hai appena visto il mio telefonino e vuoi impossessartene, ovvero vivisezionarlo, buttarlo in terra e distruggerlo.Mi oppongo, nascondendolo nella manica come un prestigiatore collaudato ("Visto, che bella magiaaa? Il telefonino non c'è piùùùù!"), e tu allarghi le braccia e ripeti "Pù.".
Arriva l'ora della pappa:
- Ooh, che belloo, eccoci a tavola amoree! Fammi vedere come sei bravaa!
Splat. Hai urtato il cucchiaio mentre stavo per imboccarti e mezza pappa si è spiaccicata sul pavimento.
- No, amore, così non si fa! Guarda che ora arrivano le carotine che contengono tanta vitamina A...
- Mammmaaaaa! Dà, dà, dà!
Vuoi impugnare il cucchiaio da sola, e così io ti cedo il posto. Con compiacimento, ti osservo mentre ingurgiti felice carote, patate, frammenti di zucca, il tutto condito con un filo d'olio e un pizzico di sale.
Il ritratto della felicità. Ah, forse tutto è ritornato alla normalità!
Sprrut!
Hai sputato tutto facendolo schizzare anche sul mio viso e adesso ridi soddisfatta, mostrando i due dentini di sotto e quell'unico incisivo superiore, con aria da delinquente.
- Basta ora!!!! - grido battendo un pugno sul tavolo.
Il resto del pranzo scorre piuttosto bene, anche perché non stai a tavola neppure un secondo e scorrazzi dalla cucina al salotto guardando noi che mangiamo.
Per addormentarti, stranamente, basta portarti fuori e nel giro di pochi minuti sei già k.o.
Due ore di pace, di relax, di paradiso terrestre. Riesco a rispondere alle email del 2011, agli sms che mi hanno mandato ai primi di gennaio, mi faccio una bella doccia tiepida...
Alle tre e mezzo sento un urlo agghiacciante: ti sei svegliata. Con le palpitazioni, scendo giù per salutarti, ma lo sguardo alla Terminator è sempre lì che mi aspetta. Ti porto merenda, ma non hai appetito e ne lasci la metà.
Coi tuoi nonni, stabiliamo un piano di fuga: "Mercatone Uno" e "Io Bimbo".
Al Mercatone, varcata la soglia, strilli talmente forte da far girare le cassiere, da "Io Bimbo" sembri più calma.
Tornati a casa, riprendi il tuo rito scaraventando i giocattoli in terra.
- Ma va a pile? - chiedo esausta a tua nonna.
- Non lo sho. Shono ubriaca di shtancheshia.- mi sento rispondere. 
Il Puma è spalmato sul divano, in stato confusionale.
Alle otto e un quarto circa torna babbo Ale, che viene accolto come il Messia.
- Oohh, finalmente! Siediti, non puoi neppure immaginare che giornata abbiamo passato!- esclamo sospirando.
- Oggi la Pati è stata una iena. Guarda tua moglie, com'è pallida e sbattuta - interviene la nonna.
Babbo Ale ti prende sulle ginocchia:
- Piccola peste, cos'hai combinato per ridurmi così la mamma?? Vediamo se con me ora ti calmi un po'...

Ore 22.00:
- Dov'è il tasto per spegnerla? Eppure io lo so che lei nasconde un tasto sulla schiena...
- Ale, rassegnati, oggi è "programmata per uccidere".
- Dai, vediamo se si addormenta...raccontale la storia del gatto Biagio...
- Mh. Proviamo.

Ore 22.30:
- Mi sa tanto che...
-...si è addormentata?
- Sì.
- Alleluja.
- Era ora, eh.
- E domani cosa ci aspetterà??
- Meglio non pensarci...

mercoledì 7 marzo 2012

Una cozza attaccata al suo scoglio

Reduce dal subdolo vaccino "morbillo, parotite e rosolia" i cui effetti si fanno sentire solo a distanza di una settimana circa, sei pallida, assonnata, mangi controvoglia, intoni lamenti strazianti, ti rotoli in terra mugolando, non sembri neppure più la stessa Pati.
Una mamma può resistere mezza giornata, un giorno intero, mettiamo pure un giorno e mezzo (seppure stringendo i denti e ripetendo come un mantra "Tutto passa, tutto passa, domani è un altro giorno", parafrasando il Rossella 'O Hara pensiero), ma allo scadere dei due giorni di abbrutimento "post-vaccino" l'istinto di protezione ha il sopravvento su tutto.
Il secondo giorno di agonia non ne vuoi sapere di addormentarti dopo pranzo, sembri posseduta e ti contorci roteando gli occhi come la bambina de "L'esorcista" mugolando "Oioi...oioi...oioi..." (tipica espressione toscana di dolore, comunemente usata dagli anziani per lamentarsi dei loro acciacchi). Dopo averti sentita piangere per un'ora e mezzo di seguito come facevi quando avevi due mesi ed eri in preda alle colichette, ti ho sollevata dal passeggino, ho preso una coperta, ti ci ho avvolta come un neonato di poche settimane, mi sono semisdraiata sul divano, ho appoggiato la tua testolina sul mio petto, ti ho cullata canticchiando una sorta di ninna-nanna strascicata, ho chiuso gli occhi e ti ho tenuta così da mezzogiorno e mezzo fino alle due, senza muovermi di un centimetro per paura di svegliarti. Verso l'una e mezzo, nonna Laura è venuta a chiedermi se avevo fame e le ho risposto sussurrando "Sì, ma non posso e non voglio muovermi di qui". Nonna Laura, che è pur sempre mia mamma come io lo sono di te, ha avvertito forte forte il desiderio di proteggere sua figlia e mi ha portato il pranzo imboccandomi mentre io continuavo a dondolarti e a tranquillizzarti.
Ecco, lì ho capito meglio cosa significa "amore materno": rinuncia (non avrei neppure mangiato se non fosse stato per nonna Laura che mi ha portato il cibo davanti al divano), istinto primordiale (provato anche da tua nonna vedendo me, sua figlia, intenta a fare lo sciopero della fame seppure in nome di una giusta causa), annullamento delle proprie esigenze di fronte a quelle di un figlio, una tenaglia stretta intorno al cuore quando il figlio esprime anche un minimo malessere.
Lì, con te sul mio petto, ero come una cozza attaccata al suo scoglio, un'edera incollata al tronco di un albero.
Io. Te. La forza dell'amore che straripa come un fiume in piena, l'incapacità di ascoltare il tuo dolore, le orecchie che fanno male mentre tu piangi di quel pianto sommesso che solo febbre o tristezza possono provocarti.
Tu, il mio piccolo pesciolino che sbatte le pinne per riprendersi e tornare a sguazzare nel mare, il mio gattino intirizzito e bagnato fradicio che cerca riparo di notte, sotto un portone, durante un temporale.
Ti amo, piccola mia e, come cantava Battiato, "(...) sei un essere speciale ed io/avrò cura di te". 

mercoledì 29 febbraio 2012

Tragicomiche avventure al supermercato

Un ventoso pomeriggio di fine gennaio tu, nonno Puma e nonna Laura (babbo è a lavoro) andiamo all'Ipercoop a fare la spesa. Arrivati al reparto di elettronica, io e te ci allontaniamo dai nonni per fare un giro del supermercato.
Perspicace come al solito, subito intuisci che il reparto "frutta e verdura" non offre poi molte attrazioni per i bambini, ma quando entriamo nella zona "giocattoli" ti illumini. Di colpo, spalanchi gli occhi, emetti un cinguettìo estasiato ed esclami "KITTAAAAAAA!!!!!" indicando uno scaffale. Girandomi, capisco tutto: davanti a me, la sagoma della gatta più popolare tra le bambine, quella che riesce a sorridere pur essendo sprovvista di bocca: Hello Kitty.
- Ah, ma guarda guarda, rieccola! - ridacchio nervosamente, constatando che è la centoventesima volta da quando sono entrata nel negozio che vedo una "Hello Kitty" e questo è l'unico reparto dove finalmente ha un senso trovarla (nel reparto "merende e snack" davvero non me la sarei mai aspettata, eppure la sua testa "formato televisore" mi attendeva, beffarda, su un pacchetto di patatine).
- Mamma! Kitta! - tuoni, guardandomi con aria truce. So bene che cosa vuoi che io faccia, ma a tutto c'è un limite. Eh no, stavolta niente Hello Kitty. Un altro pupazzo con la sua faccia no e poi no, non voglio svegliarmi con gli incubi come stava per succedermi con la bambola "Mamma".
- No, amore, Kitta ora no - chioso con garbo.
- Mammaaaa...Kittaaaa...
"Gli occhi a cerbiatto sono un'arma potente. Non devi guardarli, non devi guardarli. Ignorala, mamma, ignorala" mi suggerisce una saggia vocina interna.
- Mamma!Kitta!Gnò? Pù. Kitta pù. (traduzione: "Mamma, dai, comprami Hello Kitty...No? Non c'è più, la mia Kitty? Non c'è più. Vabbè, mi arrendo.")
Velocemente, approfitto della tua resa e scanso il reparto giochi, infilandomi in quello delle creme depilatorie, dei dentifrici, delle salviette, etc.
Uhhh. Scampato pericolo. Nessuna traccia di Hello Kitty, qua. Rifugio sicuro.
Tu cammini su e giù per il reparto nervosamente, hai una  strana luce nello sguardo. Ormai ti conosco: quel guizzo negli occhi è pericoloso, trasuda desiderio di vendetta.
In un balzo, ti proietti sugli scaffali e, a braccio teso, inizi a tirare giù tutto ciò che ti capita a tiro: assorbenti, creme per il viso, matite per occhi, dentifrici, colluttori, saponette, ciglia finte...
- Pietà! Fermati! - esclamo, sbiancando.
Per terra, giacciono inermi i cadaveri di alcune creme antirughe e lozioni per capelli. 
Come se non bastasse, afferri una saponetta, fortunatamente impacchettata, e urlando come Tarzan la lanci dallo scaffale fino quasi alla cassa, come un cowboy lancerebbe un boccale di birra sul bancone di un saloon.
A fatica, riesco a recuperare l'innocente saponetta rimasta miracolosamente illesa, staccarti dallo scaffale e rimetterti nel carrello. Mentre decido di approfittare della sosta al reparto per procurarmi un nuovo dentifricio, tu tiri fuori dal carrello una gambina e inizi a farla penzolare, con aria divertita.
- Mamma? Kitta!
Non te ne sei dimenticata. Ecco la triste verità.
- Amore, Kitta ora no.
La gambina adesso non penzola più, ma si ancora saldamente al carrello. In un attimo, sei in piedi, pronta a buttarti di sotto. 
Trasalendo, ti prendo subito in braccio e ti metto in piedi accanto a me per farti giocare un po' con i dentifrici sotto il mio controllo. Magari, in questo modo, dimentichi pure Kitty, chissà...
Arriva una ragazza e posiziona il suo carrello vicino al nostro. Tu, pescando da un altro scaffale, afferri due o tre cose a caso e gliele infili nel carrello.
- Mi scusi signora, mia figlia è molto vivace - intervengo, riprendendo la roba che le hai appioppato: un pacchetto di assorbenti interni, due o tre creme anti-età e due scatoline colorate con scritte decisamente esplicite: "Long pleasure" e "Double pleasure". 

Un'ora dopo, in macchina, quasi arrivati a casa:
- Mamma...Kitta...
- Sì, amore. Kitta.
Trionfante, abbracci la tua gatta senza bocca e ti avvicini alla mia guancia, schioccando un timido bacino.
Ruffiana, penso, ce l'hai fatta, alla fine.  
Ma quanto mi fa stare bene quella gioia nel tuo sguardo...

venerdì 24 febbraio 2012

I pulsanti nascosti

Probabilmente Nonno Puma, ai tuoi occhi, è dotato di speciali pulsanti nascosti per cantare e pronunciare frasi specifiche, se l'altra sera, sul divano, gli hai premuto la pancia come fai con la tua bambola "Mamma" quando vuoi farla parlare...Non ottenendo il risultato sperato, sei passata alla mano, premendola forte nella speranza che Nonno Puma cantasse "Se sei felice e tu lo sai batti le mani..." in inglese.
Il nonno, capendo l'antifona, si è messo a ridere e ha iniziato a cantare e parlare per farti contenta.
Quanto vale, per tutti noi, un sorriso che nasce all'improvviso sulle tue labbra! Che cosa non faremmo per renderti felice!
Tu, sotto sotto, lo sai, e ne sei intimamente compiaciuta...

giovedì 16 febbraio 2012

Le parole vietate

Da quando una minuta cosina di plastica dalle guanciotte tonde e colorite è entrata nella tua vita, il tuo istinto di protezione è aumentato ancora di più. Prima ti limitavi a prenderti cura di noi genitori e dei tuoi nonni, imboccandoci a tavola e facendoci i massaggini alle caviglie quando eravamo stanchi.
Ora, è arrivata "Mamma".
Lei è la tua bambola parlante della marca "Bimbo" (disponibile anche su eBay, leggo), da te ribattezzata "Mamma" perché, con voce stridula e cantilenante, ripete "Mammaa, cantiamo insiemeeee??", "Sei la miglior mamma del mondooo", "Mamma, ti voglio beneee".
"Mamma" è dotata di biberon, orsetto, maglietta, giacchina e tre pulsanti: uno sullo schiena per l'accensione e lo spegnimento, uno sulla pancia per farla parlare e uno sulla mano destra per attivare una canzoncina. 
La sera, all'ora della nanna, non ti addormenti se accanto a te non c'è lei, la tua bambina, e anche al momento del sonnellino pomeridiano, nel passeggino deve esserci anche "Mamma", altrimenti rifiuti categoricamente di dormire e strilli inferocita.
Ma ciò che sta mettendo tutti noi in grandissima difficoltà è il problema delle "parole vietate".
"Mamma" infatti, come ho già detto poco fa, pronuncia alcune frasi che tu hai ormai imparato perfettamente a memoria. Ogni volta che qualcuno usa queste frasi, subito ti viene da pensare a lei, e se lei non è lì con te sono urla a non finire.
Inoltre, a complicare ulteriormente le cose, c'è questo aspetto: il lessico della tua bambina, sebbene ridotto a pochissime frasi, è di uso pressoché quotidiano, perciò diventa difficile non pronunciare mai frasi del tipo "Ho fame!", "Buonanotte", "Ho sete", sbadigliare o, addirittura, sospirare.
Due giorni fa, mentre eri già nel lettone con me pronta per abbandonarti tra le braccia di Morfeo, gli occhi socchiusi e la bocca semiaperta col ciuccio che pendeva da un lato, istintivamente ti ho sussurrato: "Buonanotte, amore mio".
Non l'avessi mai fatto!!!
Sbarrando gli occhi, hai iniziato a urlare "Mammaaa!! Mamma!!", cercando disperatamente la tua bambola che io avevo nascosto sotto il letto per paura che ti desse noia nel sonno (è pur sempre di plastica, non è certo una comodità tenerla sotto la pancia!).
Morale della favola: di nuovo a far parlare per mezz'ora la "bambola assassina" (per noi sta diventando una specie di incubo, ora capisco chi soffre di pediofobia, ovvero ha il terrore delle bambole).
Quando finalmente hai trovato pace e ti sei addormentata, ho scaraventato in terra "Mamma", il suo biberon, l'orsacchiotto, l'ho spenta premendo il pulsante situato sulla sua schiena, le ho tolto la maglietta e l'ho lasciata lì a dormire mezza nuda.
Un altro episodio? Poche ore fa, mentre dormivi beata nel tuo passeggino, nonno Puma è arrivato vicino a te e si è buttato sulla poltrona, dimenticando che sopra vi era campeggiata la "bambola assassina" che, subito, ha iniziato a mitragliarlo con il suo repertorio: "Mamma, ti voglio beneee", "Ho fame!"...
Ovviamente, tu hai drizzato subito le orecchie e ti sei svegliata gridando "Mamma!" in lacrime.
Il motivo di tutto questo tuo feroce attaccamento nei confronti di "Mamma" si riassume in poche parole: forte istinto materno. L'hai sempre avuto, sin dai primissimi mesi di vita. Sei la mamma ideale, la nutrice perfetta, ami accudire e proteggere.
A soli tredici mesi mi hai già resa nonna di una nipotina.
Di plastica, rompiscatole, statica, logorroica, ma pur sempre "tua".

"Mamma"

mercoledì 15 febbraio 2012

un motivo per...

...festeggiare il San Valentino portando anche te al ristorante:

SAN VALENTINO = festa degli innamorati

Io e tuo padre, oltre ad essere innamorati l'uno dell'altra e viceversa, lo siamo anche di te

quindi

SAN VALENTINO = festa mia, tua e di babbo

Chi l'ha detto che a San Valentino il figlio deve restare a casa perché "i genitori devono godersi la serata da soli"??
Se San Valentino è la festa dell'amore, l'amore è anche quello filiale, materno e paterno
Indi, stasera sei venuta al ristorante con noi, e abbiamo brindato anche al NOSTRO amore, che è il sentimento più totalizzante che possa mai esistere (sì, sono un po' fissata, lo ammetto).

AUGURI a te e a babbo Ale. Vi amo (Mamma mia come sono sdolcinata stasera, meglio se vado a letto...)