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lunedì 29 ottobre 2018

Gli altri

Gli altri deludono, questo di solito raccontiamo davanti a un caffè.
Gli altri sono dei falsi e dei bugiardi.
Gli altri sono ipocriti, gli altri hanno una doppia faccia, gli altri chiacchierano alle nostre spalle, gli altri sono diffidenti, gli altri sono i nostri nemici, fanno gli amici e poi ti voltano le spalle.
Non ci dobbiamo fidare degli altri.
Non dobbiamo aspettarci niente dagli altri.

Sì, però pensavo a una cosa:
gli altri siamo anche noi, per gli altri.

Gli altri non esistono.
Gli altri siamo TUTTI. 

domenica 28 ottobre 2018

Puntini nel mondo

- Dov'è F. ora?

- In Spagna, amore.

- Sì, ma dove??

Prendi il mappamondo e la cerchi. Lui è lì, adesso, è un puntino minuscolo nel cuore della Spagna, a sua volta piccolissima nel cuore del mondo, a sua volta microscopico nel cuore della Via Lattea, a sua volta insignificante se paragonata alla vastità dell'Universo, o meglio, di ciò che conosciamo di esso.

Ognuno di noi in verità è un puntino di dimensioni microscopiche, una pulce che cammina svogliatamente sul suolo di questo pianeta, ma agli occhi di chi ci ama siamo immensi, siamo dei giganti, delle bellissime statue imponenti e luccicanti che scrutano il paesaggio dall'alto con amorevole maestosità.

- Guarda, mamma, ho ritrovato questa in tasca. Ora sì che mi manca.

In aria, fai volteggiare una piuma bianca, che ricade a terra e resta lì fissa a galleggiare nei tuoi occhi incantati, quasi fosse la vela di una nave greca che annuncia il ritorno dell'eroe.

- Gli voglio bene - sospiri - Ma quando torna?

- Presto amore, presto.

Raccogli la piuma, la appoggi al viso per un istante e poi la rimetti in tasca. Infine accarezzi la Spagna sul mappamondo.

- Ciao, puntino. A presto.

Quel 'puntino' per te è davvero un mondo intero.

Cuori di panna e cuori montati

L'umiltà fa grandi, rende preziosi, è bella da scoprire tra le pieghe di un sorriso che preferisce imparare piuttosto che insegnare, lodare piuttosto che sminuire.

Tu, col tuo cuore di panna, mi spieghi che non parli volentieri del tuoi dieci a storia, il tuo mondo si sveglia e tramonta tra una capriola e una carezza al tuo gattino, mentre qualche bambina crede che il mondo inizi e finisca tra le pagine del suo quaderno di matematica, i corsi di inglese dalle insegnanti madrelingua e i fiocchi e i cerchietti della sua trousse.

Questo a te non piace, mentre ti diverti un sacco a prenderti in giro e ti fanno innamorare le persone belle e intelligenti che si camuffano da pagliacci stupidi.

E ami i silenzi, pozzi di mistero e saggezza.

Un po' come la storia del gufo.

Più sapeva, più taceva. Più taceva, più sapeva.

martedì 23 ottobre 2018

L'amore è un'altra cosa

Vuoi bene a molte persone, certo, alcune di loro anche importanti, ma...

L'amore è un'altra cosa.

Ami i musetti dolci dei gatti, i nasi umidi dei cani, la coda di cotone dei coniglietti, le pinne agili e fluorescenti dei pesci rossi e persino le manine a ventosa dei gechi.

Ami il vento, quello forte, indomabile, quello che non si arrende e scompiglia i tuoi lunghi capelli lisci e lucidi come le castagne.

Ami il sole, la scanzonatezza di una mattinata d'estate, i raggi caldi che ti accarezzano le guance.

Ami la sincerità, l'affetto che cresce giorno per giorno, le emozioni taciute per mesi e poi gridate, le fiabe a lieto fine, le promesse mantenute, la fantasia che libera in cielo cavalli alati e fatine non più grandi di una biglia.

Ami l'amicizia fedele, la bellezza di un viso pulito, gli occhi scuri dentro ai quali puoi leggere cosa racconta un cuore, mentre non ti piacciono molto gli occhi celesti perché sono sfuggenti, enigmatici, ti sembra di non riuscire a leggere l'anima di chi li indossa.
Sarò sincera, anch'io la penso come te, non amo perdere tempo a sguazzare nelle acque misteriose di due laghetti azzurri, anche perché a volte l'acqua sembra cristallina e rassicurante ma, una volta che ti sei tuffata, ti accorgi che è torbida e malsana.

Ami i capelli biondi come spighe di grano e le risate calde come il pane appena sfornato.

Ami la sana follia, l'intelligente ironia del Cappellaio Matto, i giochi di parole, la rivelazione di aver trovato una mente che si incastra perfettamente con la tua, i pensieri che si intrecciano prima delle mani, gli amici che sanno farti compagnia senza che tu debba elemosinare le loro attenzioni.

Ami l'attesa delle tue amiche, dei tuoi parenti, di F., ma ancora di più la sorpresa di sentire la sua voce che ti chiama quando ormai sembrava non arrivare più al parco e allora ti sembra di sentire sul petto il peso della rassegnazione che scivola via, lontano, lasciando il posto all'euforia.

Ami ridere di niente, giocare a fare la stupida, sognare un mondo in cui gli uccellini svolazzano intorno agli umani chiusi in gabbia, i cani abbandonano incubi e padroni crudeli sull'autostrada e i leoni osservano con compassione i visi smunti dei direttori del circo che chiedono cibo e acqua aggrappandosi a una rete.

Ami la verità, anche quella che fa male, non sopporti le maschere se non è Carnevale.

Ami la scuola, soprattutto da quando nessuno chiede a qualcuno di picchiarti, due bambine di classe non ti fanno più dispetti accampando la scusa 'È più piccola di noi e poi è troppo timida', da quando un'altra compagna non prende più a calci il tuo zaino (o forse succede ancora ma non ci fai più caso) e da quando non ti prendono più in giro dicendo che non ridi come le altre femmine, che non fai i loro versetti, quindi sei 'strana'.

Che 'strano' poi significa originale, se stesso. Mica male come attributo, ha il sapore della libertà.

Da quest'anno c'è una novità: ami anche te stessa, sei felice dell'immagine che rimanda lo specchio, ti piaci e, osservandoti di nascosto mentre ti sistemavi i capelli in bagno, per un attimo ho persino creduto che stessi per diventare vanitosa, ma fortunatamente mi sbagliavo.

Ami la coerenza, la gente che, esattamente come te, può cambiare cento sport, cento abitudini, cento pettinature, ma quando stringe un patto di amicizia si prende un impegno e non cambia idea di colpo, senza preavviso.

Ti dispiace persino cambiare spazzolino perché pensi che quello di prima possa rimanerci male e ti viene da piangere se vedi un pezzo di carta strappato, abbandonato in terra e trascinato dal vento, figuriamoci se butti via le persone.

Ami noi, i tuoi genitori, fari sulla strada della tua vita che cercano di farti da guida senza abbagliarti.

Ami i tuoi nonni, due volte genitori, due volte teneri e presenti.

Ami zii e cugini, lontani eppure sempre vicini, sempre a un passo dal tuo cuore.

Ami C. e i suoi silenzi, i repentini cambi di umore, il broncio, la tenera gelosia di un'amica che non vorrebbe dividerti con nessuno.

Ami un'altra C., originale, eccentrica, mai noiosa, affascinante coi suoi undici anni e mezzo.

Ami L., l'amica del cuore, colpo di fulmine all'asilo, scelta sin dal primo istante.

Ami F., affetto cresciuto nel tempo, rivelazione di una sera di giugno, quando al termine di una festa di paese si autoinvitó a casa tua e tu gridasti subito 'Siii!' mandando al diavolo tutte le teorie sul 'fare la preziosa' che ti avevano insegnato in classe e facendoti prendere per mano dalla sua colorata intelligenza travestita da follia.

Perché l'amore non conosce teorie né strategie.

L'amore è un'altra cosa.

lunedì 22 ottobre 2018

Bulle e pupi

- Ci risiamo, mamma. Lei mi dà ancora noia.
Lei chi?
Senza neppure alzare gli occhi dal quaderno di italiano, pronunci il cognome esotico della compagna in questione.
Sospiro e non chiedo ulteriori delucidazioni.
La bambina che tu hai appena nominato forse non ha ancora capito che tu sembri indifesa, ma hai una forza d'animo che nessuno immagina. Troppa, troppa forza, forse te ne vergogni e non osi mostrarla, la lasci nascosta dentro di te, ma se qualcuno si sofferma per un istante a viaggiare nelle tue iridi scure e profonde e poi atterra lentamente sull'ala di gabbiano severa delle sopracciglia, in un attimo capisce chi sei.
E poi...non diciamo a nessuno che hai ascendente e Venere in Scorpione, o cominceranno a fuggire tutti terrorizzati!

Comunque, quello che è successo l'anno scorso ha il retrogusto amaro di un piccolo, goffo tentativo di bullismo che, per fortuna, ha conosciuto l'happy ending.

La bambina in questione l'anno scorso in primavera arrivò a chiedere al tuo ex amico del cuore di picchiarti, e tu lo hai saputo proprio da lui che non ne voleva sapere di metterti le mani addosso, ti voleva troppo bene e poi lui queste cose non le avrebbe fatte.
Tu soffristi in silenzio a lungo, non volevi più andare a scuola, piangevi. Pare che ogni tanto l'aspirante 'bulla' ripetesse al tuo amico 'Devi ascoltarmi, tu devi picchiarla, capito? Ascoltami, picchiala, picchiala forte! - e... chissà cosa gli prometteva in cambio; forse caramelle, forse semplicemente la fama del più figo della classe che, alla vostra età, vale molto di più di tutte le caramelle del mondo messe insieme.
Una 'bulla' sfortunata, ahimè, perché tu non solo hai scoperto tutto ma l'hai anche PERDONATA. Non ti ha detto nessuno di farlo, ma tu spontaneamente hai deciso di dimenticare. Sì, certo, perché serbare rancore?
Dopotutto hai fatto bene, siete bambini.
- Quest'anno non chiede più di farmi picchiare, ma ridacchia con quelli che hanno fatto lo scherzo al mio amico del cuore. Li vedo, stanno lì e lei spettegola, parlotta nell'orecchio con uno di loro e quando arrivo mi fa grandi sorrisi...
(Lo scherzo è un pettegolezzo sull'amico del cuore che hanno messo in giro alcuni compagni e che ti ha fatta indignare).
- E tu, cosa vuoi fare?
- Niente.
L'anno scorso se ne uscì persino 'profondamente ferita dalla notizia che tutti sapevano che lei aveva detto a un bimbo di picchiare una compagna'. Non dormiva più, era pallida, piangeva, non voleva andare a scuola.
Figuriamoci come ti sentivi tu, che eri dall'altra parte (quella davvero buia e ostile) della paura e dell'inganno.
E quando un giorno tornasti a scuola con un graffio sulla guancia, io provai a chiedere perché, ma tu non parlasti.
Dopotutto è normale, siete bambini.
L'hai perdonata subito, dopo nemmeno un mese dall'accaduto, e immagino che non sia stato facile per te andare a letto col pensiero che una tua compagna di classe voleva farti prendere a pugni e a calci senza un motivo, solo per divertimento, per capire se il tuo ipotetico aguzzino poteva aspirare alla corona di 'miglior tirapugni della scuola', con conseguente ammirazione delle femmine di classe.
Per fortuna che esistono le brave persone e lui non si è prestato a questo stupido giochetto.

Sembra incredibile che ai compleanni più recenti ti sia offerta proprio tu per darle un passaggio, ma il perdono è il perdono, va praticato in grande stile.
- La accompagnamo noi alla festa, mamma?
- Ma chi, proprio lei??
- Sì, dai.
- Boh. Va bene.

Stamattina, mentre arrancavi col fiatone in salita, hai guardato verso il tuo amico del cuore e stavi per salutarlo con un cenno ma...la mano è rimasta a mezz'aria e poi è ricaduta sul grembiule: accanto a lui c'era proprio lei; il suo fiocco bianco faceva un contrasto molto forte con la pelle grigio-olivastra, i suoi piccoli occhi beffardi ti squadravano e sembravano prendersi gioco della tua espressione da cucciolo ferito.
Ma...dove ho rivisto quello sguardo??

In un improvviso flash-back ritorno proprio al compleanno del tuo amico del cuore, lo scorso inverno. La 'bulla' stava guardando il monitor della webcam che proiettava le immagini dei bambini della festa, allegri e chiassosi sui gonfiabili nella stanza accanto.
Sgranocchiando patatine e popcorn, dette di gomito alla sua migliore amica e sussurró:
- Guardala, lassù sul gonfiabile, QUELL'ODIOSA.

Ero lì accanto e il sangue mi si gelò nelle vene.
Perché questa frase? Per chi?
Quanta rabbia inutile, pensai. L'odio non  dovrebbe esistere tra gli adulti, figuriamoci tra i bambini.

Suona la campanella, si apre il portone della scuola.
- Ciao, come stai? - sibila la compagna allontanandosi dal gruppo dei maschi e sistemandosi il fiocco bianco.
- Bene, sono stanca - rispondi tu con un filo di voce, regalandole un doppio senso su cui riflettere.
Stanca di cosa?

Nessuno dovrebbe mai giocare a perdere le persone, perché alcune di loro sono forti; la loro forza sta nella dolcezza, nella delicatezza, nell'energia e...perché no, anche nel perdono.

TI PERDONO. Questione di accenti.

venerdì 19 ottobre 2018

Cuore di cerbiatta

Gli occhi scuri a cerbiatta di lei sono il porto sicuro contro il mare in tempesta che si agita in lui.
Lui che quelle onde a volte le vorrebbe meno alte perché lei si tuffasse senza paura, ma non si possono comandare le maree.

- Non posso abbracciarti delicatamente, devo per forza farlo strizzandoti.
- Fa lo stesso, anzi...Meglio.

Tu con gli abbracci non sei mai stata a tuo agio, invece. Preferisci scrivere.
Sí, hai letto bene, scrivere.
Nel giro di pochi mesi sei diventata una grafomane sfacciata e indomabile.
La frase 'Ti amo', così importante per te che coi sentimenti non sai scherzare, ti esce dalla penna naturale come acqua che scorre da una fontana e si tuffa tra le labbra di un assetato.

Ogni tanto mi chiedo: cosa significa 'Ti amo' alla tua età?

Un giorno te lo domanderó, per adesso invece mi accontento di queste semplici risposte:

- Mamma, io non gli coglierei mai dei fiori perché voglio lasciarli vivere, ma gli direi volentieri 'Vieni a vedere i fiori con me'. Questo sì che sarebbe bello.

- Dov'era lui? Dov'era fino a ieri?

- Una frase d'amore deve durare poco, ma da quel poco si deve capire tanto.

- Non mi manca, perché è già con me.



giovedì 18 ottobre 2018

Sogno di una notte di mezza estate

Quando sei innamorato ti sembra che ogni minuto sia un dono da regalare alla persona che ami, temi sempre che il tempo passi troppo in fretta, e puntualmente accade che più stai bene e più senti vicino, come la lama di una spada premuta sulla schiena, quel momento che ti strapperà di colpo alla gioia.
E anche tu, da brava 'innamorata', non riesci a pensare ai momenti senza di lui, sei quasi sconvolta da quanto sia stata improvvisa e travolgente la rivelazione che ha spazzato via tutte le tue certezze. Mai fare programmi senza ascoltare prima cosa ne pensa il destino! Ecco cosa può succedere, arriva un'onda chiamata FOLLIA e ti trascina via con sé. Chi ti vuole sa aspettare.
Chissà se un pomeriggio, passeggiando per i prati, avrà mai raccolto una margherita, infilandola in tasca e pensando "Quel giorno...te la porterò ancora intera".
Mi hai raccontato spesso, anche in passato, di questo bellissimo bimbo sorridente, delle sue battute intelligenti, di quanto ti facesse ridere e delle vostre conversazioni sui suoi gatti. Mi hai anche detto che lui è sempre stato il tuo migliore amico, e ciò non mi sorprende perché ai compleanni ti ho vista giocare con lui ridendo e divertendoti come con nessun altro.
- Certo che si intendono a meraviglia, quei due - disse una mamma con un risolino durante una festa al Burger King.
- Sí, devo ammettere che lui la fa ridere molto - commentai, mentre nella mia testa non riuscivo a spiegarmi perché non fosse già lui, il tuo amico del cuore.
Adesso F., scoppiato nel tuo cuoricino all'improvviso durante una fresca sera di estate, è il tuo ultimo pensiero della sera e il primo del mattino, quando ti stropicci gli occhi e schiacci la guancia contro il cuscino.
Il salotto...i compiti ancora da riguardare...l'astuccio con le penne in disordine...il grembiule col colletto sgualcito...La colazione, lo spazzolino, un rapido saluto alla gatta che bivacca sul divano e risponde con un 'miao' svogliato, uno sguardo al cielo...
LUI.
'Lo vedo tra le nuvole' hai ridacchiato un mattino, mentre aprivi la scatola dei cereali 'Succede anche a Marinette con Adrien...sai quelli di Miraculous?'.
Bello, uscire di casa così, con il vento tra i capelli e un sorriso di sole.
Il mondo fa meno paura, diventa bello vivere, bellissimo attendere la vita.
- Ho nascosto a tutti che ero innamorata di lui, ma in realtà è da parecchio tempo che ci penso - hai confessato abbassando e rialzando rapidamente i grandi occhi scuri attraverso i quali, se sei particolarmente felice, riesco a vedere persino il tuo cuore.
- Perché non ne hai parlato con nessuno prima d'ora? Sono cose tenere!
- Mi vergognavo, quando è stato qua e ha trovato il biglietto (un foglio con su scritto 'Ti amo' e il nome del fanciullo, per la cronaca) giuro che mi sarei voluta rinchiudere nel frigorifero e restarci. Quando però al parco gli ho detto che era diventato lui il mio migliore amico... vedessi, mamma!!! Mi ha abbracciata, ha urlato al cielo 'Sono IO il suo migliore amico!!' e mi sono emozionata anch'io con lui.
- E tutti quei cuoricini che vi mandate?
- Hehe! Pensa che lui diceva che gli faceva schifo la dolcezza! Ma è bello così. Mi piace che faccia finta di essere un po' str... perché tanto so che non lo è e non lo sarà mai.
Belle, le prime simpatie.
E se 'una frase d'amore deve durare poco, ma da quel poco si deve capire tanto', come ha scritto pochi giorni fa una piccola e dolce poetessa dallo sguardo a cerbiatto, io ho scritto già troppo.
Ci volevi tu, così piccola e straordinariamente vera, a raccontare l'amore.